Jobs Act: dopo la legge delega, ecco i primi decreti. Le giornate festive non hanno interrotto la marcia del governo sulla riforma del lavoro e nuovi ammortizzatori sociali.

Nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri del 24 dicembre, infatti, l’esecutivo ha licenziato i primi due decreti delegati che andranno a rinnovare la regolamentazione su lavoro e diritti dei lavoratori già a partire dall’inizio del 2015.

Si tratta, come nelle previsioni, dei due provvedimenti che aprono l’iter di attuazione della nuova legge sull’occupazione, che tanto ha fatto e continua a far discutere nella scena politica e sociale. All’interno dei due testi troviamo le future disposizioni in materia di licenziamenti e reintegro, da una parte, e dall’altra riguardo l’indennità di disoccupazione. Vediamone i principali contenuti.


Licenziamenti, contratti e reintegro: cosa cambia con il Jobs Act

Senza dubbio, si tratta del decreto più atteso tra le cinque deleghe che la legge sul Jobs Act ha conferito al governo per poter intervenire con la nuova regolamentazione del lavoro.

La nuova disciplina dell’articolo 18, dei licenziamenti e del diritto al reintegro in caso di interruzione illegittima di un rapporto di lavoro, hanno tenuto banco su tutti i mezzi di informazione – e in Parlamento – negli ultimi mesi.

Ora, finalmente, dopo tante illazioni, c’è la normativa (quasi) definitiva. Già, perché il testo licenziato dal governo non è definitivo, ma presenta essenzialmente lo schema di decreto, in attesa della pubblicazione finale in Gazzetta ufficiale.

Comunque, alcune indicazioni più precise rispetto alla vaghezza della legge delega sono stati aggiunti. In particolare, è stato chiarito come per i licenziamenti disciplinari debba sussistere il giustificato motivo oggettivo, di fronte al quale sarà il giudice a dichiarare estinto il rapporto alla data del licenziamento. Qualora, in giudizio, venga dimostrata l’insussistenza del fatto, allora sarà il giudice a stabilire l’annullamento del licenziamento, condannando il datore sia al rientegro che al pagamento di un’indennità.

Quindi, sul fronte del mancato reintegro, per i licenziamenti tout court il nuovo decreto del Jobs Act il giudice stabilirà, per i casi di mancato reintegro, l’ammontare dell’indennità pari a due mensilità per ogni anno di servizio prestato in azienda, entro un range compreso tra le 4 e le 24 mensilità.

QUI IL TESTO DEL DECRETO SUI LICENZIAMENTI

La nuova Aspi

Con il secondo decreto sul Jobs Act, poi, è stato dato il la alla nuova indennità di disoccupazione, che andrà a sostituire l’Aspi, l’assicurazione sociale per l’impiego introdotta con la riforma Fornero del 2012.

IL nuovo nome della prestazione sarà proprio “Naspi”, ossia Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, e sarà rivolto a tutti i lavoratori dipendenti, esclusi quelli del pubblico impiego assunti a tempo indeterminato e degli operai agricoli anch’essi a tempo indeterminato.

Si tratta di una prestazione che viene riconosciuta ai lavoratori licenziati con almeno 13 settimane di retribuzione.

QUI IL TESTO

 

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