Ultime ore per il pagamento di Tasi sulla prima casa e Imu su seconde case e tutte le rimanenti categorie in cui non è intervenuta la nuova tassa sugli immobili che ha debuttato nel corso del 2014.

La data di domani, 16 dicembre, rappresenta idealmente il punto di congiunzione sulle varie scadenze che hanno contraddistinto le migliaia di Comuni italiani, che hanno visto dividere il proprio iter di riscossione in due percorsi, a seconda della prontezza nell’adempimento di maggio, quando c’era da ufficializzare le nuove aliquote. I ritardatari hanno chiamato i contribuenti a versare il prio acconto entro lo scorso 16 ottobre, mentre per i più diligenti il termine si è chiuso il 16 giugno.

Ora, dunque, il saldo completo della Tassa sui servizi indivisibili e sull’Imu – che non è stata affatto abolita – è fissato per domani. Dunque, Caf e commercialisti stanno compiendo una corsa contro il tempo per esaudire le richieste dei propri assistiti, spesso in totale confusione di fronte alle varie modalità di calcolo utilizzate – anche all’interno dello stesso Comune – su più fabbricati ed edifici.


Il mistero detrazioni

Fin da subito, era apparso chiaro come la vera disparità tra Tasi e Imu fosse rappresentata dal venire meno delle detrazioni nel nuovo tributo, che avevano consentito di abbassare l’impatto della tassa inserita dal governo Monti nel 2011.

Rispettivamente, la vecchia Ici e la non ancora sorpassata Imu, prevedevano 103,29 e 200 euro di decurtazione dalla somma richiesta dai tecnici degli uffici tributi. Ora, invece, la scelta è rimasta nelle mani delle amministrazioni comunali, a meno che non si sia alzata l’aliquota oltre il livello massimo consentito. In quel caso, infatti, una componente di abbassamento della tassa deve essere introdotta per legge sulle rendite catastali più basse.

A 24 ore dalla scadenza, i dati in possesso dell’erario dicono che un Comune italiano su tre ha scelto di introdurre specifiche detrazioni, basandosi in linea di massima su parametri quali la stessa rendita catastale, il reddito Isee della famiglia o dell’inquilino, più ulteriori incrementi per i figli presenti nel domicilio.

La soglia minima di pagamento della Tasi ammonta a 12 euro, anche se, così come per le detrazioni, i COmuni hanno avuto facoltà di abbassare questo limite, particolarmente significativo in caso di appartamenti in affitto: nel calcolo della Tasi per gli inquilini, infatti, non di rado la somma arriva al di sotto dei 20 euro.

C’è poi l’incognita dei terreni agricoli, di cui ha scritto approfonditamente il nostro blogger Sergio Mogorovich. Secondo quanto previsto dal decreto Irpef, infatti, il governo avrebbe dovuto rimodulare questo comparto fiscale con un apposito Dm, che, però, è andato in Gazzetta ufficiale solo lo scorso 6 dicembre, complicando i piani di chi aveva già preventivato di non pagare. Così, è arrivata la proroga al 26 gennaio prossimo, ni attesa di nuove disposizioni.

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