Jobs Act, siamo alle battute decisive. Oggi riparte alla Camera il lavoro sulla riforma del lavoro, che porterà dritto all’approvazione a Montecitorio della nuova legge sull’occupazione.

La discussione in aula è infatti arrivata l punto più caldo. Dopo l’accordo nella maggioranza per la presentazione del testo coordinato che andrà a sostituire il testo approvato al Senato, non ci dovrebbero essere particolari resistenze sul provvedimento.

Addirittura, il governo potrebbe evitare di porre la questione di fiducia, come, invece, avvenuto qualche settimana fa a palazzo Madama, a seguito dello strappo di qualche senatore vicino alla minoranza Pd concorde con la Cgil. Defezioni che, comunque, non avevano compromesso il cammino della riforma.


Più complesso, invece, il quadro alla Camera, con i big della fronda interna al Partito democrtatico, Pippo Civati, Gianni Cuperlo e Stefano Fassina su tutti, a guidare una protesta tutt’altro che silenziosa contro il premier Renzi e la sua proposta di riforma dell’articolo 18. Ora, l’accordo almeno su questo punto dovrebbe essere in cassaforte, in attesa dei decreti attuativi e, soprattutto, della legge di stabilità, dove gli oppositori dem hanno già annunciato nuove barricate sul tema di welfare e diritti.

Gli emendamenti al Jobs Act

Al momento, siccome il governo sembra intenzionato a non chiedere la fiducia sul testo del Jobs Act, si procede esaminando le proposte di modifica arrivate alla Camera. 

Sono circa 150 gli emendamenti avanzati dai vari partiti per correggere la nuova riforma del lavoro, un margine che, se dovesse subire un’ulteriore restrizione in sede di discussione, potrebbe consentire l’approvazione del disegno di legge entro mercoledì 26, così come auspicato dallo stesso premier Renzi e dal ministro per i Rapporti con il parlamento Maria Elena Boschi.

Più che sulla singola legge delega che uscirà dal Parlamento, però, si ragiona già sui successivi decreti legislativi, che dovrebbero contenere le specifiche sui licenziamenti a seguito della nuova modifica all’articolo 18.

QUI LE INFORMAZIONI DETTAGLIATE: COME CAMBIANO I LICENZIAMENTI CON IL JOBS ACT

Un ulteriore intervento in sede di decretazione, dovrebbe riguardare l’Aspi, la nuova indennità di disoccupazione avviata con la riforma Fornero da inizio 2013. Si andrebbe, in proposito, verso un accorpamento di Aspi e della sua controparte “light” mini Aspi. La nuova prestazione di sostegno al reddito, poi, verrebbe estesa anche a una platea ristretta di precari e co.co.co.

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