Forse non saranno dati attendibili sotto ogni punto di vista, ma ora agli avvocati, arriva anche la fama di evasori fiscali. Il primato dei corrispettivi non dichiarati appartiene proprio a studi legali e medici.

E’ quanto si apprende dai dati segnalati al sito www.evasori.info, rielaborati da Adnkronos, che sintetizzano la predominanza della categoria legale sulle denunce spontanee presentate dai cittadini in seguito a prestazioni ottenute senza regolare emissione delle fatture o dell’intero saldo contabilizzato.

Lo scorso 10 ottobre, erano più di un milione le segnalazioni singole arrivate al portale, per un totale di 165 milioni di euro non dichiarati: un volume, comunque, in crescita progressiva.

I numeri

Dentro, c’è un po’ di tutto: dal caffè pagato al bar senza emissione dello scontrino, fino ai servizi di idraulici, dentisti, elettricisti, concessionari e via dicendo.

In mezzo a questo mare di pagamenti in nero, era da assegnare la palma alla categoria più incline all’evasione, un primato non certo invidiabile, che pare ormai destinato a larghissimo margine alla fascia di studi legali e di notai, che guidano la poco invidiabile classifica con il 35,8% di segnalazioni, seguiti a distanza siderale da medici e dentisti con il 7,4% e da esercenti della ristorazione quasi al 6% delle denunce totali.

Cosa può avere determinato questo record assoluto per la categoria dei professionisti forensi? Forse, le parcelle pagate in contanti, che saltano il passaggio della fatturazione, a seguito della revisione dei compensi e delle riforme fiscali che hanno indubbiamente messo in difficoltà molti studi a rischio chiusura.

Sulla quantità delle segnalazioni, però, c’è da sottolineare come il primato rimanga per le piccole azioni quotidiane, in particolare quelle che riguardano la colazione, con caffè e brioche che sono spesso “dimenticati” dai baristi per la registrazione fiscale.

Certo che, però, agli avvocati non va troppo bene ultimamente: dopo i dati che hanno dimostrato l’impoverimento radicale della categoria avvenuto negli ultimi anni – certificati al Congresso nazionale forense dello scorso weekend – ora anche il titolo di settore più dedito all’evasione. Poveri, mal pagati ed evasori: ormai, agli avvocati non resta altro che fare beneficenza.


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