Il Tfr in busta paga, la pazza idea del governo, sembra davvero una concreta proposta sul tavolo, pronta a essere analizzata e, con buone probabilità, presentata alle Camere, forse con l’imminente testo della legge di stabilità 2015. Si comincia dalle parti sociali, e, poi, toccherà ai partiti.

Nei giorni scorsi si era diffusa la voce che il governo stesse pensando a questa misura al fine di aumentare il salario dei lavoratori, andando a ripescare, dunque, parte del trattamento di fine rapporto da anticipare nello stipendio mese per mese.

Un’idea che ha incontrato subito diverse resistenze e sembrava destinata a esplodere in una bolla di sapone. E invece, ecco la nota che non ti aspetti, quella scritta di proprio pugno dal premier Matteo Renzi, nella quale si è rivelato come principale sostenitore della riforma.

Tfr in busta paga: cosa comporterà

“Mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del TFR andassero subito in busta paga mensilmente”, ha scritto senza troppi giri di parole il presidente del Consiglio, confermando le voci trapelate nei giorni scorsi sulle possibili, prime misure in arrivo nella finanziaria 2015.

Lo scopo di questa misura, ammette Matteo Renzi, è quello di continuare sulla filosofia che ha permesso di erogare gli 80 euro in busta paga ai lavoratori con redditi al di sotto dei 24mila euro lordi. E cioè “si tradurrebbe in un raddoppio dell’operazione 80 euro – scrive Renzi – più possibilità d’acquisto, un altro tassello verso il modello Italia: noi infatti abbiamo scelto di non ridurre i salari, come hanno fatto altri paesi, ma di fare le riforme per creare competitività”.

Insieme a questo proposito del governo, spiega il premier, ci sarebbe anche un’altra esigenza di tipo più pratico di supporto alle Pmi in deficit di liquidità: “il problema – conferma il premier – è evitare di affossare la liquidità delle piccole medie imprese che potrebbero soffrire la necessità di pagare subito la mensilità in più”.

La proposta verrà presentata ufficialmente domani, martedì, ai sindacati, dove, promette Renzi “verificheremo la fattibilità di una proposta sul TFR che viene incontro ai lavoratori senza gravare sulla situazione bancaria delle piccole e medie imprese”.

Il progetto allo studio

Sembra che nelle intenzioni del governo a erogare parte del Tfr che sarebbe anticipato ai lavoratori, dovrebbe essere la Cassa depositi e prestiti, in un’unica soluzione da accompagnarsi alla busta paga di febbraio.

Tassazione. Allo studio, l’ipotesi di tassare il Tfr in busta paga non già in Irpef come il reddito da stipendio, ma in contabilità separata che ammonterebbe a un 23-25% rispetto all’aliquota base Irpef. Tutto, ovviamente, sarà collegato alla volontarietà: toccherà ai lavoratori scegliere se ottenere l’anticipo della liquidazione maturata nel 2014 e in quali porzioni, cioè se in rata unica oppure nelle varie mensilità dell’anno.

Vai allo speciale legge di stabilità 2015


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2 COMMENTI

  1. E’ sbagliato avere il TFR in busta, perchè è stato concepito come liquidazione originariamente…. poi come integrazione alla pensione nel 2007 (quando dovevamo decidere se lasciarlo in azienda o fare un fondo).
    Quando andremo in pensione faremo la fila alla mensa dei poveri ?

  2. concordo pienamente con questa innovazione…………………..è immediata e più sicura (almeno i miei soldi li prendo). Il trattamento a fine rapporto nel caso in cui un’azienda fallisce diventa un’illusione e poi, un anno fa, ho chiesto all’ente presso cui lavoro un anticipo del tfr perchè dovevo effettuare dei lavori di ristrutturazione a casa mia e mi è stato invece concesso un prestito con un interesse del 3,50% ……………SUI MIEI SOLDI!!!!
    QUINDI………………………………………direi che questa pensata “renziana” è ottima!
    I.S.

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