copertina_schede_Ifel

Nel periodo 2001-2013 nei comuni italiani si registra una crescita progressiva dei depositi bancari [1]: si passa da un importo medio di 10.652 euro pro capite nel 2001 a 20.211 euro pro capite nel 2013. Nel corso dei 12 anni di riferimento, mediamente, si registra un incremento del dato in tutte le regioni italiane.

Complessivamente, dal 2001 al 2007, si registra lo scarto medio più contenuto (+4.107 euro), con valori assoluti più elevati nelle amministrazioni delle regioni settentrionali. In particolare, lo scarto maggiore si rileva nei comuni della Lombardia (+9.553 euro), del Friuli-Venezia Giulia (+5.993 euro) e della Valle d’Aosta (+5.836 euro). Escludendo i comuni del nord, si registrano scarti superiori alla media nazionale tra le realtà  del Lazio (+5.319 euro) e del Molise (+4.957). Il dato più contenuto è invece rilevato nei comuni calabresi (+1.177 euro ). Nei sei anni successivi le realtà amministrative lombarde e laziali registrano lo scarto più significativo, rispettivamente pari a +15.453 e +8.012 euro. Tra il 2007 e il 2013 lo scarto più contenuto è invece riscontrato per i comuni molisani, per i quali l’importo medio pro capite dei depositi bancari aumenta solo di +288 euro, seguiti da quelli siciliani e calabresi, per i quali l’incremento medio pro capite è pari, rispettivamente, a +577 euro e a +732 euro.

Inoltre, dal confronto dei valori assoluti degli scarti tra i due periodi, emerge come nelle realtà  amministrative del centro-nord tra il 2007-2013 si registrano valori generalmente superiori rispetto al periodo 2001-2007: le uniche eccezioni sono rappresentate dai comuni umbri e da quelli piemontesi. Situazione opposta, invece, si verifica nei comuni del sud, i cui scarti tra il 2007-2013 sono inferiori rispetto a quelli rilevati per il sessennio precedente, con l’unica eccezione dei territori comunali pugliesi.


Infine, nell’intero periodo di riferimento, l’incremento dei depositi bancari pro capite maggiore si rileva nei comuni lombardi che, passando da un importo medio per abitante di 19.342 euro nel 2001 a 44.348 euro nel 2013, presentano una variazione assoluta di +25.006 euro (+129%). Seguono i comuni laziali che, con uno scarto per deposito bancario pro capite pari a 13.331 euro (+90%), sono le uniche amministrazioni non settentrionali a presentare valori superiori rispetto alla media nazionale (+9.559).

Tabella 1 – I depositi bancari nei comuni italiani con popolazione pari o superiore ai 10.000 abitanti, per regione, 2001/2007/2013

Regione

Depositi bancari pro capite (euro)

2001

2007

2013

Scarto 2001/2007

Scarto 2007/2013

Scarto 2001/2013

Piemonte

12.031

16.865

21.380

4.834

4.515

9.348

Valle d’Aosta

16.372

22.208

28.710

5.836

6.502

12.338

Lombardia

19.342

28.895

44.348

9.553

15.453

25.006

Trentino-Alto Adige

14.057

19.464

26.683

5.407

7.220

12.626

Veneto

10.528

13.689

21.104

3.161

7.415

10.576

Friuli-Venezia Giulia

12.752

18.745

25.565

5.993

6.820

12.813

Liguria

10.327

13.366

18.760

3.039

5.394

8.433

Emilia-Romagna

11.558

16.272

21.966

4.714

5.694

10.408

Toscana

10.292

13.006

15.947

2.714

2.941

5.655

Umbria

8.481

10.455

12.389

1.975

1.933

3.908

Marche

9.505

12.778

16.581

3.273

3.803

7.076

Lazio

14.833

20.151

28.163

5.319

8.012

13.331

Abruzzo

8.009

11.423

13.938

3.414

2.515

5.929

Molise

8.394

13.351

13.639

4.957

288

5.245

Campania

5.743

7.367

8.190

1.624

823

2.447

Puglia

5.889

7.288

8.716

1.399

1.428

2.827

Basilicata

6.935

8.567

10.115

1.632

1.548

3.180

Calabria

5.694

6.872

7.604

1.177

732

1.910

Sicilia

4.991

6.947

7.524

1.956

577

2.532

Sardegna

7.778

9.856

10.800

2.078

944

3.022

MEDIA ITALIA*

10.652

14.759

20.211

4.107

5.452

9.559

*Le elaborazioni riguardano i comuni che al 1° gennaio 2013 contano una popolazione pari o superiore ai 10.000 abitanti e nei quali il numero di banche è tale da assicurare la riservatezza dei dati.
Fonte: elaborazione IFEL Dipartimento Economia Locale su dati Banca d’Italia ed Istat, anni vari

Come per gli impieghi, anche per i depositi bancari pro capite l’importo risulta direttamente proporzionale alla classe di ampiezza. L’analisi delle variazioni tra i due periodi evidenzia, nei comuni di tutte le fasce demografiche, una progressiva crescita, anche se nei centri urbani con popolazione compresa tra 20.000 e 59.999 abitanti la variazione assoluta dei depositi tra il 2007 e il 2013 è leggermente inferiore rispetto a quella rilevata nel sessennio precedente (-123 euro). In particolare, nelle città di maggiore dimensione (oltre 250mila abitanti) si riscontra la variazione percentuale più significativa (+128,6%), essendo i depositi pro capite passati da 19.325 euro del 2001 a 44.171 euro del 2013. Inoltre, solo in queste 12 città, nei tre anni presi a riferimento, si osservano valori superiori ai dati medi nazionali.

Tabella 2 – I depositi bancari nei comuni italiani con popolazione pari o superiore ai 10.000 abitanti, per classe demografica, 2001/2007/2013

Classe di ampiezza demografica

Depositi bancari pro capite (euro)

2001

2007

2013

Scarto 2001/2007

Scarto 2007/2013

Scarto 2001/2013

10.000 – 19.999

6.294

7.930

9.952

1.636

2.022

3.658

20.000 – 59.999

7.475

10.020

12.443

2.545

2.422

4.968

60.000 – 249.999

10.822

14.742

19.248

3.920

4.506

8.426

>=  250.000

19.325

28.716

44.171

9.391

15.455

24.846

MEDIA ITALIA*

10.652

14.759

20.211

4.107

5.452

9.559

*Le elaborazioni riguardano i comuni che al 1° gennaio 2013 contano una popolazione pari o superiore ai 10.000 abitanti e nei quali il numero di banche è tale da assicurare la riservatezza dei dati.
Fonte: elaborazione IFEL-Dipartimento Economia Locale su dati Banca d’Italia ed Istat, anni vari

Dall’analisi cartografica emerge come il dato relativo ai depositi bancari pro capite risulti più elevato, rispetto alla media italiana, nei comuni del centro-nord Italia, in particolare del Veneto, del Trentino-Alto Adige, della Lombardia, del Piemonte, dell’Emilia-Romagna, della Toscana, della Marche e del Lazio (nella provincia di Roma). Rarissime eccezioni si osservano in Abruzzo, in prossimità della provincia dell’Aquila, in Campania e nel sud della Sardegna. Nelle altre amministrazioni dell’Italia meridionale l’importo dei depositi bancari pro capite è sempre inferiore a 20.211 euro.

Figura 1 – I depositi bancari nei comuni italiani con popolazione pari o superiore ai 10.000 abitanti, 2013

Fonte: elaborazione IFEL-Dipartimento Economia Locale su dati Banca d’Italia ed Istat, 2013


[1] Le elaborazioni riguardano i comuni che al 1° gennaio 2013 contano una popolazione pari o superiore ai 10.000 abitanti e nei quali il numero di banche è tale da assicurare la riservatezza dei dati. Tali comuni sono pari al 93% delle amministrazioni comunali italiane con più di 9.999 residenti. Inoltre i valori sono espressi in euro nominali e non tengono dunque conto dell’inflazione, che tuttavia incide in misura del tutto trascurabile sulle grandezze economiche.


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