Con la pubblicazione in Gazzetta della riforma del processo civile, arrivano le nuove disposizioni sullo svolgimento delle controversie, finalizzate a ridurre l’arretrato in appello che zavorra i tempi per le sentenze. Inevitabilmente, però, arrivano anche le prime aspre polemiche: in particolare, gli avvocati vengono accusati di aver monopolizzato la giustizia stragiudiziale.

Venerdì 12 settembre, è uscito, a distanza di due settimane dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri, il decreto 132 “Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile”. Un provvedimento molto atteso, annunciato da diversi mesi dal premier Renzi e dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, per imprimere un’accelerazione alle cause pendenti nella giustizia civile, con i tempi biblici di emanazione delle sentenze definitive.

Le misure contro l’arretrato

Il decreto propone di alleggerire il carico ancora in dote alle aule di tribunale, attraverso un doppio binario: da una parte, il trasferimento in sede arbitrale e, dall’altra, tramite il ricorso a procedure alternative alla fase di giudizio, come la negoziazione.

In aggiunta, vengono previste alcune condizioni affinché i tempi di chiusura dei processi possano accorciarsi in maniera sensibile, attraverso un restringimento delle opzioni in cui l’autorità giudiziaria può ordinare la compensazione delle spese legali, oltre a uno specifico tasso di mora a carico del debitore, purché ciò avvenga nella fase seguente la domanda di giudizio. Non va dimenticata poi, l’introduzione di strumenti quali l’abbreviazione della procedura di esecuzione forzata o di quelle concorsuali.

Ma l’aspetto più decisivo, che sta già facendo discutere, riguarda la reintroduzione di una “mediazione soft”, che reale mediazione non è, ma va sotto il nome di “negoziazione assistita”. Questa, resa obbligatoria dal decreto 132, è stata consegnata per intero nelle mani degli avvocati, i quali sono tenuti a tentare la via della conciliazione tra le parti, per scongiurare l’approdo in aula della causa.

Attacco frontale

Una preponderanza assoluta, quella riservata ai legali nell’istituto negoziale, che comprende anche le vertenze per i sinistri derivanti da R.C. Auto. A fronte delle novità in fatto di materia negoziale, l’Aneis non risparmia feroci critiche alla riforma della giustizia Renzi-Orlando, per quella che interpreta come l’ennesima concessione alle pressioni della “lobby degli avvocati”.

“L’unico scopo di questa riforma è di rendere un’attività stragiudiziale riserva esclusiva dell’avvocato. Nessun vantaggio per il danneggiato, anzi, solo maggiori spese e un allungamento dei termini”. 

In particolare, si pone l’accento che, a differenza della mediazione, non ci sarà alcun ente super partes a vigilare sul procedimento e non resterebbe che “confidare esclusivamente nella buona fede e nella lealtà delle parti. Che senso ha obbligare le parti ad una negoziazione ufficiale, preceduta da una convenzione scritta fatta solo tra avvocati (che vanno pagati!), quando la negoziazione (ovvero la trattativa) c’era già stata ed aveva portato ad un mancato accordo con la conseguente decisione di affrontare un contenzioso giudiziario?”.

La riforma vera, a detta dell’Aneis, sarebbe dunque costringere le compagnie assicuratrici ad adeguarsi “senza più l’arroganza di chi ora mette in conto, sfruttando la legge dei grandi numeri, che anche davanti ad offerte inique solo una minoranza si rivolge al giudice, mentre tutti gli altri accettano, spaventati dall’attuale ingiustificabile durata delle cause.”

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5 COMMENTI

  1. Cristian Pirani, Marco, Giulia Benvenuti,almeno Voi che fin’ora avete bloggato e ,leggo, anche con un piglio molto deciso,potreste gentilemente rispondere al mio quesito del 24 /09 u.s.?.Lo ripropongo:
    ” ma per l’avvocato che opera la mediazione assistita, e che per quetsa percepirebbe una tariffa irrisoria, vi è no il classico conflitto d’interesse tipico di chi ha invece tutta la convenienza che la mediazione fallisca e che il contenzioso finisca davanti al Giudice dove si guadagna di più?”

    Grazie

  2. Senza pregiudizio,non appartenente ad alcuna delle categorie professionali addette ai lavori,intervengo come semplice utente che un giorno potrebbe servirsi del nuovo sistema.
    Vi chiedo cortesemente di chiarire,posiibilmente sfatare,il dubbio che assilla il sentire della gente comune:
    “ma l’avvocato che operra la mediazione assistita e che per quetsa percepisce una tariffa irrisoria vi è no il classico conflitto d’interesse tipico di chi,in questo campo,ha invece tutta la convenienza che la mediazione fallisca per finire in causa dove guadagnare di più?”

    Grazie ,saluti

  3. Probabilmente l’autore dell’articolo vive su un altro mondo o non ha compreso il senso della riforma. O forse, peggio ancora, è un altro fautore della mediazione – altro abominio partorito dagli ultimi governi – che vuole demandare ad altre categorie di professionisti la risoluzione delle liti. Ha mai partecipato l’autore dell’articolo a qualche mediazione? Si è mai reso conto della impreparazione di molti mediatori? Ha mai dovuto rimandare una causa di diversi mesi solo per tentare una improbabile conciliazione obbligatoria? Credo di no. La “lobby degli avvocati” è forse oggi una delle categorie più tartassate: gli esperti infortunistici – di cui l’autore si fa portavoce – forse vuole solo la sua fetta da degustare: certamente non auspica una giustizia più celere. Su una sola cosa si può concordare: questa riforma non porterà i risultati sperati: soprattutto quelli che l’avvocatura chiede.
    E’ l’ennesima riforma fatta da chi si fregia del titolo di avvocato ma che, in realtà, non ha mi messo piede in un Tribunale.

  4. Vorrei cortesemente sapere quali sarebbero, secondo l’autore dell’articolo, le concessioni fatti alla “lobby degli avvocati”. A me pare che chi scrive su un quotidiano giuridico come Leggi Oggi dovrebbe astenersi dall’esprimere giudizi senza argomentare.
    Quale sarebbe il vantaggio economico che gli avvocati otterrebbero con la negoziazione assistita?
    Perché, invece di sparare a zero su una categoria già moribonda, non cercate di analizzare e commentare la nuova disciplina in modo da offrire informazione agli utenti?
    Grazie per l’attenzione.
    Giulia Benvenuti

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