Come in una grande famiglia dove ognuno cerca di contribuire al manage familiare per alleggerire una situazione economica pesante, cosi la Cassazione civile con sentenza n. 17557/14 ha ritenuto illegittima la delibera assembleare assunta a maggioranza da un condominio di Milano, che in assenza di un regolamento condominiale ripartivano le spese per l’acqua potabile in proporzione al numero degli occupanti le unità immobiliari, con esonero di quelli risultanti disabitate e ha dichiarato la violazione e falsa applicazione di legge in relazione alla suddivisione delle spese ex art. 1123 c.c. non essendo consentito il riparto delle spese in base al numero dei consumatori appartenenti al nucleo familiare.

La decisione della Suprema Corte trova fondamento nel diritto di comproprietà sulla cosa comune, e il non usufruirne nell’ arco dell’ anno non esonera il condomino dall’ obbligo del pagamento delle spese, a prescindere dal numero dei consumatori per unità familiare.

A giudizio della Corte: “nel condominio le spese relative al consumo dell’acqua devono essere ripartite in base all’effettivo consumo se questo è rilevabile oggettivamente con stumentazioni tecniche”
Il Legislatore guarda con favore all’ istallazione in ogni unità immobiliare di un contatore per permetterne la lettura e addebitarne i costi effettivi, e quando ciò non è prevista ( l’amministratore abbia stipulato un contratto con l’ ente erogatore avente ad oggetto il consumo complessivo del fabbricato , onde beneficiare di una tariffa agevolata, e calcolare le ripartizioni interne delle spese pro quota in considerazione dei singoli ed effettivi consumi di ciascuno dei condomini) la ripartizione delle spese va effettuata ai sensi dell’ art. 1123, 1 comma, c.c., in base a valori millesimali delle singole proprietà.

I millesimi rappresentano non solo la quota di partecipazione dei singoli condomini alla comproprietà delle cose comuni, ma anche il criterio in base al quale calcolare le maggioranze richieste dall’assemblea dei condomini per l’adozione delle relative deliberazioni.

Le stesse regole, per analogie si applicano anche per le spese di gestione del servizio ascensore, secondo cui il riparto, avviene, per metà in ragione del valore dei singoli piani e per l’altra metà in misura proporzionale all’ altezza di ciascun piano dal suolo.
Anche per l’ascensore sono invalide le deliberazione che prevedono un carico maggiore per le famiglie numerose, basate sul presupposto della loro più intensa utilizzazione rispetto agli altri, del bene comune.e di quelle che prevedono un esonero per i proprietari degli immobili disabitati.


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6 COMMENTI

  1. Franco 10-8-16
    Domanda vorrei sapere io abito in un condominio di tre appartamenti, il proprietario divìde la somma della bolletta dell’acqua diviso a tre, negli altri appartamenti quattro e tre persone noi siamo in due e pago la stessa somma degli altri e ci sono i contatori di sottrazioni ma non vengono utilizati dal proprietario

  2. Buongiorno vorrei sapere se le spese per l’installazione dei singoli contatori in un condominio vanno ripartite a caratura millesimale o in parti uguali

  3. Buonasera, se ci si accorge che nella ripartizione dell’acqua sono state contate più persone rispetto a quelle effettivamente occupanti l’appartamento, è possibili chiedere un rimborso?

    Grazie

    Valentina

  4. Domanda commento : in assenza di contatori e.o misuratori che siano, poichè da sempre l’acqua viene ripartita in base ai millesimi, cioè dalla costruzione del condominio (1965), per modificare tale situazione necessita la totalità dei millesimi, a prescindere da quanto detta l’art. 1123 CC e la sentenza della Cassazione 17557/2014 ???

    Grazie fin d’ora e cordiali saluti,GianCarlo Mellini

  5. Da sempre, cioè dalla costruzione, le spese dell’acqua del condominio in cui abito vengono ripartite in base ai millesimi ( premesso che non esiste un regolamento contrattuale).Adesso, alcuni condomini (2) stanno dotando le rispettive abitazioni di contatori ed intendono pagare l’acqua in base al consumo.
    Non c’è mai neanche stata una delibera al proposito.
    Poiche è da sempre che, come detto, l’acqua viene ripartita in base ai millesimi, per modificare tale metono non necessità l’unanimità ?? Grazie,GianCarlo Mellini

  6. Premessa:
    Condominio anni ’70
    1) Il regolamento di condominio prevede la ripartizione dell’acqua a consumo mediante lettura dei contatori di “sottrazione” ( ma qualche condomino li ha tolti in passato )
    2) Non noto come e perchè fino al 2010 la ripartizione è stata eseguita a millesimi
    3) Dal 2011 la ripartizione si effettua a consumo in base ai contatori di chi li ha installati
    ci sono circa 15 condomini su 19 che hanno i contatori
    la delibera prevede che chi non ha i contatori provveda ad installarli e che le eccedenze siano ripartite a millesimi su chi non ha i contatori
    La domanda è:
    a seguito della deliberazione della corte di cassazione (sentenza n. 17557 depositata in cancelleria l’1 agosto 2014) che prevede che l’acqua (malgrado non sia un bene di cui i condomini godono in misura uguale) sia ripartita in millesimi se i contatori non ci sono, vorrei sapere se il fatto che alcuni condomini che non hanno rispettato la delibera di condominio che imponeva di installarli, possono far ricadere il condomio intero nella categoria “non ci sono i contatori di sottrazione” e quindi il ritorno alla ripartizione in millesimi
    con “cattiva” pace di chi ha speso quanto necessario per mettersi a norma.
    nell’ultima riunione il condominio avrebbe deciso di tornare ai millesimi.
    p.s. è stato installato anche un contatore di sottrazione per il consumo dell’acqua delle pulizie condominiali.
    saluti

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