L’ Agenzia delle Entrate ha diffuso ieri la circolare n. 25/E del 6 agosto 2014 contenente gli indirizzi operativi per le indagini finanziarie sul 2014.

Particolare attenzione sulle frodi più insidiose e sui casi di evasione più gravi, con l’obiettivo dichiarato di individuare i comportamenti più pericolosi tralasciando i controlli meno rilevanti per importi o sostenibilità. Abbandonare le contestazioni esclusivamente formali dando centralità al contraddittorio, che consente la partecipazione del cittadino sottoposto a controllo sia in sede istruttoria sia nella fase di definizione della pretesa.

Sono questi gli orientamenti principali contenuti nella circolare, che punta quindi l’attenzione soprattutto sui contribuenti di grandi e medie dimensioni e sugli spostamenti e le elusioni in paesi esteri.

Tutti i controlli dovranno basarsi su approfondite analisi del rischio “tarate” in base alle tipologie dei contribuenti. Per i grandi contribuenti, cioè quelli con volume d’affari sopra i 100 milioni di euro, l’Agenzia punterà l’attenzione sui fenomeni di reale evasione, come per esempio la delocalizzazione dei redditi verso paesi a fiscalità più favorevole e la pianificazione fiscale aggressiva.

Viene confermata inoltre la sperimentazione del “Regime di adempimento collaborativo” avviato a giugno 2013, in collaborazione col mondo delle imprese, con l’obiettivo di analizzare i sistemi di controllo interno orientati alla gestione del rischio fiscale.

In particolare, sul fronte del contrasto ai fenomeni di frode intracomunitaria, è in arrivo una stretta sulle false lettere d’intento e le compensazioni di crediti erariali inesistenti.

Forte accortezza per gli accertamenti basati su presunzioni. Le indagini finanziarie dovranno essere utilizzate evitando richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali o familiari.

Il redditometro scatterà soltanto nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e spese sostenute.

Per le PMI e lavoratori autonomi la circolare sottolinea che lo strumento delle indagini finanziarie dovrà essere utilizzato solo dopo un’attenta analisi del rischio dalla quale emergano significative anomalie e che vanno comunque evitate richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali o familiari. Priorità, in ogni caso, alla collaborazione con il contribuente, chiamato a fornire eventuali giustificazioni in merito alle operazioni sotto osservazione.

Nell’ambito degli Enti non commerciali e Onlus, restano sorvegliati speciali i soggetti che si presentano come non profit, ma che in realtà svolgono vere e proprie attività commerciali. Anche in questo comparto, l’attività di controllo deve comunque essere ispirata al massimo equilibrio: le linee guida delle Entrate raccomandano infatti di evitare di perseguire le situazioni di minima rilevanza. Stessa filosofia nei confronti delle Onlus.

Vedi il testo della Circolare n. 25/E del 6 agosto 2014


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