Si riporta, di seguito,  il comunicato  pubblicato dal presidente Nunzio Luciano, il 20 giugno 2014, sul sito di Cassa forense; il comunicato  riguarda le modifiche al testo del Regolamento ex art. 21,  svolte in risposta alle  importanti richieste correttive del Ministero del Lavoro, solo parzialmente apportate dall’ente previdenziale.

Sul sito di CF è consultabile il testo del Regolamento che tornerà quindi ai Ministeri Vigilanti per essere valutato ed eventualmente approvato o nuovamente rigettato e rinviato al mittente.

 

“Il Regolamento ex art. 21, comma 9, L. 247/2012 verso la definitiva approvazione

Un decisivo passo in avanti verso la definitiva approvazione e l’entrata in vigore del regolamento ex art. 21, comma 9, l. 247/2012 è stato compiuto dal Comitato dei Delegati di Cassa Forense.

L’organo assembleare dell’Ente, nella seduta odierna, ha, infatti, deliberato di recepire le osservazioni Ministeriali prodotte con nota del 5 giugno 2014, apportando marginali modifiche tecniche al regolamento già approvato in data 31 gennaio 2014.

Sotto il profilo sostanziale, l’unica modifica da segnalare, in quanto di possibile impatto sulla platea dei soggetti interessati, riguarda il recepimento dell’orientamento Ministeriale in tema di decorrenza della nuova disciplina dall’entrata in vigore del regolamento stesso e non dal 2 febbraio 2013 (data di entrata in vigore della l.247/2012), con salvaguardia della possibilità di un recupero del 2013 su base volontaria.

Resta, invece, integralmente confermato l’impianto generale del regolamento e, in particolare:

le agevolazioni previste dagli articoli 7 e 9 in materia di contributi minimi dovuti e di modalità di pagamento degli stessi, per i primi anni di iscrizione alla Cassa;
il procedimento di iscrizione d’ufficio alla Cassa, con delibera della Giunta Esecutiva, a seguito di comunicazione di avvenuta iscrizione all’Albo da parte del Consiglio dell’Ordine;
lo specifico regime transitorio previsto per gli avvocati che, all’entrata in vigore del regolamento, non sono ancora iscritti alla Cassa.

Il nuovo testo del regolamento sarà immediatamente trasmesso ai Ministeri vigilanti per la conclusione dell’iter di approvazione che, a questo punto, si auspica sia particolarmente rapido.

Il Presidente
(Avv. Nunzio Luciano) “

IL LINK AL REGOLAMENTO: http://www.cassaforense.it/Cassafor/NotizieCassa/Anno2014/A01/files/REGOLAMENTO_ART_21_LEGGE_247_2012.pdf

 Il gruppo facebook Previdenza Forense con l’Avv. Paolo Rosa propone di inviare un fax al ministero chiedendo l’integrale rispetto della nota ministeriale e l’abolizione dei minimi contributivi imposti dal sistema retributivo;  con richiesta di opzione al sistema contributivo,  in base al reddito prodotto   http://www.facebook.com/groups/472538509530418/?ref=ts&fref=ts

Le osservazioni dell’Avv. Paolo Rosa al Regolamento, pubblicate in DIRITTO  & GIUSTIZIA – Professione:  Vigilantibus iura succurrunt diritto&giustizia 

L’Avv. Roberto Castellano fornisce i seguenti indirizzi: “L’Ufficio competente a valutare la bozza di Regolamento ex art. 21 L. 247/2012 è la Direzione Generale per le Politiche Previdenziali ed Assicurative, a capo della quale si trova il Dott.Edoardo Gambacciani.

La Divisione specifica è la sesta.

La sede di quell’Ufficio si trova in Roma, via Flavia, 6 cap 00187 (per chi volesse ricorrere alla vecchia “raccomandata”).

La PEC è dgpoliticheprevidenziali@mailcert.lavoro.gov.it (per inviare occorre aver ottenuto, del tutto gratuitamente) una mail governativa.

Per ottenere gratutamente una mail governativa (munita di certificazione), occorre recarsi sul seguente sito e seguire le apposite istruzioni: http://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot

Per chi ne è sprovvisto e vuole inviare una mail “normale” l’indirizzo è DGprevidenza@lavoro.gov.it.

Per chi vuole servirsi della rete telefonica il tel vocale è 0646832007mentre il n. di fax è 0646832539.

 

Tutti questi dati sono desunti dal “link”: Indice delle Pubbliche Amministrazioni

www.indicepa.gov.it

Dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali:

​Direzione Generale per le politiche previdenziali e assicurative

Direttore Generale Dott. Edoardo Gambacciani

Segreteria
Via Flavia, 6 – 00187 Roma
tel. 06 46832431
fax 06 47887182
DGprevidenza@lavoro.gov.it
posta certificata: dgpoliticheprevidenziali@mailcert.lavoro.gov.it

Divisione VI – Vigilanza sugli Enti previdenziali privatizzati e privati. Previdenza e assistenza gestita da Enti di diritto privato  Responsabile: dott.ssa Stefania Cresti
tel.
fax 06 46833234
scresti@lavoro.gov.it

Uno stralcio di un articolo di Ignazio Marino, pubblicato su Italia Oggi:  “Intanto non mancano le voci critiche nei confronti di questo provvedimento che, come ha sempre detto il presidente dell’ente Nunzio Luciano, riconosce la «cittadinanza previdenziale» a circa 50 mila professionisti che fino ad oggi non l’hanno avuto perché sotto la soglia dei 10.300 euro di reddito utile per l’iscrizione alla Cassa.

 Il regolamento prevede per questi soggetti una contribuzione minima dimezzata (…) con possibilità di integrare i propri versamenti nell’arco dei primi otto anni di iscrizione alla Cassa, retrodatazione sino a tre anni per chi si iscrive all’ente di previdenza degli avvocati, nessun limite di età per beneficiare di quanto previsto dalle nuove norme.
Il ministero, però, fra le altre cose, ha posto l’accento sulla scelta di Cassa forense di non prevedere delle aliquote ad hoc (cosa che oggi in molti invocano). (…) Questa situazione di incertezza che dura da quasi un anno e mezzo, lamenta l’Associazione nazionale forense, «rischia di pesare sulle spalle dei professionisti che, oggi, non sanno che fare per regolarizzare la loro posizione e rischia di tradursi in un ulteriore aggravio per tanti avvocati, che spesso non sono solo giovani all’inizio del loro percorso lavorativo.”  (Fonte: Ignazio Marino | Avvocati, tutti in Cassa Forense | Italia Oggi)

LE SCADENZE FISCALI – In questo clima di incertezza ricordiamo le principali scadenze fiscali del mese per i professionisti togati, con reddito inferiore a 10.300 euro, che non siano iscritti a Cassa Forense.

Il termine per il saldo INPS (in relazione ai redditi prodotti nel 2013) è scaduto il 16.06 u.s..
L’aliquota da applicare è il 27,72%. Per i ritardatari c’è tempo fino al 16 luglio, pagando una maggiorazione dello 0,40%.
Il pagamento può avvenire anche in rate dilazionate fino al mese di Novembre. (Fonte: “Agenza del  contribuente” 2014 pag. 140 edita da “Le leggi Illustrate” IDI srl via Val Trompia 136 -00141 Roma).

Si segnala a chi interessato il gruppo facebook Istituzione Gestione Separata Cassa Forense che propone l’istituzione di una gestione separata in Cassa Forense, per i titolare di redditi bassi e per i redditi comunque inferiori a quello minimo, attualmente indicato dall’ente previdenziale degli avvocati in 10.300 euro.

Il gruppo indicato pone l’accento sulla  nota ministriale,  nel punto in cui si legge : “evidenza di tale criticità si registra nella scelta operata dalla cassa di fissare i minimi contributivi per coloro che sono al di sotto dei parametri reddituali, operando un richiamo ai minimi già previsti dal regolamento dei contributi, piuttosto che prevederne di nuovi e autonomi”.

La richiesta di “contributi nuovi e autonomi”, da parte del ministero vigilante, va pertanto sostenuta con forza, chiedendo altresì l’estensione della gestione separata, con opzione facoltativa, a tutti i colleghi in difficoltà, circa 96mila, tra 56 mila neoiscritti sotto la soglia reddituale e 40 mila iscritti e morosi al collasso economico non più disposti a sostenere ed accettare il sistema in vigore.

Si chiede quindi una STRUTTURA ed un  SISTEMA AUTONOMO, diverso da quello attuale, per non onerare i neo-iscritti e i colleghi tutti in difficoltà.

 La missiva  da inviare al ministero dovrebbe, pertanto,  quantomeno includere :


1- il sostegno al ministero affinchè non desista sulla richiesta di “contributi nuovi e autonomi” per i neo iscritti ;


2- la richiesta di estensione a tutti i colleghi in difficoltà.

Quali  sono i colleghi tutti riconducibili all’area sofferenza dell’avvocatura, e quanti sono oggi i togati morosi?  Il numero è destinato in breve tempo a raddoppiare con i neo iscritti sotto la soglia reddituale “deportati” con la riforma forense.

Erano 56mila i morosi al 2010, praticamente un avvocato su tre: ” 56 mila avvocati (su circa 150 mila iscritti alla Cassa forense) non sono in regola con i versamenti contributivi all’ente di previdenza” (vedi Italia Oggi  ).

 

Gli agronomi, i geologi, i chimici, raggruppati nell’ente previdenziale EPAP – Ente di previdenza e assistenza pluricategoriale, istituito nel ’94,  anno di privatizzazione di Cassa forense e in virtù della stessa legge, pagano 700 € di contribuzione, ed è loro garantito un adeguato trattamento minimo e assistenziale.

La differenza con CF: l’EPAP ha adottato sin da subito il sistema contributivo, che pertanto non ha generato debito previdenziale.

L’EPAP  ha altresì introdotto la pensione complementare, ovvero la possibilità per gli iscritti di adottare delle aliquote maggiorative a scelta sul reddito, sino ad un massimale di 100milaeuro, lasciando in tal modo la possibilità di personalizzare il piano previdenziale (vedi sull’argomento Felice Adelfio in  Istituzione Gestione Separata Cassa Forense ).

Tra i togati colpiti dalla riforma c’è chi non vede di buon occhio questo “patteggiare” e replica che anche  la gestione separata è comunque un modo di vessarci di tasse.  “Dobbiamo lottare affinché rimangano le cose come stanno!!! chiedere ulteriori sacrifici economici in un momento di crisi endemica non porta alla crescita!!! Sia cassa forense o inps, gli avvocati del 2014 non dispongono delle risorse finanziarie per onorare questo tipo di richieste!! uno stato “sociale” come ama definirsi l Italia, in un momento di crisi, avrebbe dovuto sospendere i tributi in modo da dare un pò di fiato alle professioni in agonia!! (…) completamente!!! ed il bello è che siamo così assuefatti ad un trattamento del genere che lo accettiamo o comunque ci accontentiamo di sconticini!!!”

Intanto il Ministero ci ha comunicato di aver ricevuto parecchi fax e mail da diverse località d’Italia! Incrociamo le dita e attendiamo!
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Un modello di lettera predisposto dai gruppi facebook Previdenza Forense e Istituzione Gestione Separata Cassa Forense:

Avv. ………………….

Spett.le
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale per Le Politiche Previdenziali e Assicurative
Direzione VI Vigilanza sugli Enti previdenziali privatizzati e privati
via Flavia, 6
cap 00187 Roma,

Alla C.A. del Dott. Edoardo Gambacciani

Via fax: 06.46832539 / 06. 47887182 / 06. 46833234

Via posta certificata: dgpoliticheprevidenziali@mailcert.lavoro.gov.it

Via mail: DGprevidenza@lavoro.gov.it

 

Oggetti:
contestazione legittimità Regolamento ex art. 21, L. 247/2012 di Cassa Forense e
richiesta applicazione sistema calcolo contributivo

 

Spett.le Direzione,

con Vostra nota del 05.06.2014, avevate così relazionato:

– nel rilevare “la criticità .. nella scelta operata dalla Cassa di fissare i minimi contributivi per coloro al di sotto dei parametri reddituali, operando un richiamo ai minimi già previsti .. piuttosto che prevederne di nuovi”;

– invitando “l’ente ad un percorso di armonizzazione delle vigenti disposizioni regolamentari”;

– osservando che “non sarebbe ragionevole considerare iscritto alla Cassa alcun soggetto senza aver prima disciplinato le conseguenze di tale iscrizione”, per cui disponevate l’irretroattività della iscrizione alla Cassa da far decorrere, invece, dall’entrata in vigore dell’emanando Regolamento;

– che “in considerazione degli elementi di forte indeterminatezza sottostanti le ipotesi attuariali .. si invita Codesta cassa a prevedere all’interno del corpo regolamentare, forme di eventuale revisione della soglia reddituale nonché delle agevolazioni in ordine ai minimi contributivi di cui agli artt. 7 e 9 ..”.

In spregio a quanto da Voi osservato e disposto, nella seduta del 20.06.2014, Cassa Forense approvava un Regolamento che recepiva solo uno dei Vostri criteri, ossia la decorrenza dello stesso a decorrere dalla pubblicazione.

Per tali motivi, nell’offrire sostegno al Ministero affinchè non desista dalla richiesta di “contributi nuovi e autonomi” per i neo iscritti; nel richiederne l’estensione a tutti i Colleghi in difficoltà, rivolgo

ISTANZA

affinchè provvediate a rigettare in toto il Regolamento presentatoVi da Cassa Forense, sollecitando nel contempo,

– l’integrale rispetto della nota ministeriale;
– l’abolizione dei “minimi” obbligatori svincolati dal reddito prodotto;

CHIEDO

che Cassa Forense in ossequio alla legge 247/2012, adotti, con il regolamento in corso di
approvazione, il sistema di calcolo contributivo.

Con Osservanza
Avv. …………………


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5 COMMENTI

  1. ELEZIONI CONSIGLI degli ORDINI FORENSI gennaio 2015
    “LISTE PER UNA AVVOCATURA LIBERA DAI CONTRIBUTI MINIMI OBBLIGATORI” (facebook group)
    Visita il gruppo http://www.facebook.com/groups/1570227263212265/
    DIFENDIAMOCI. Entriamo nelle istituzioni forensi e rappresentiamo le nostre istanze. Proponete liste e candidature individuali (collegate ad associazioni che ci supportano o indipendenti)
    Invitiamo ad un voto consapevole e a candidarvi alle prossime elezioni nei rispettivi COA -consigli ordini avvocati – di appartenenza
    Siamo distanti da quelle associazioni forensi che abbiano solo formalmente e marginalmente di vista la problematica dei contributi minimi obbligatori.
    Al riguardo, il “laissez faire”, di qualunque matrice politica essa sia, non ci interessa e non ci riguarda.

  2. Leggo solo ora il commento di Gerardo Spira del 29 giugno 2014.
    Esso coglie in pieno il mio caso, vale a dire di un pensionato di un ente pubblico dal 2013, che si è iscritto (per passione non disgiunta da necessità economiche) all’albo avvocati dallo scorso mese di febbraio all’età di 64 anni.
    In prospettiva, il mio reddito professionale giammai potrà (al pari di quello di molti “giovani avvocati”) raggiungere i 10.000 Euro nel corrente anno e, verosimilmente, neanche negli anni a venire, ma sarò comunque costretto al versamento dei contributi obbligatori in misura intera, essendo escluso dai benefici della contribuzione ridotta, per effetto di quanto disposto all’art. 9, comma 7, del reg. att. art. 21.
    Ancorchè “contribuente minimo”, la contribuzione alla C.F. disperderà buona parte (finanche il 50 %) del mio reddito professionale, benché, per la mia età, mai potrò accedere alla pensione forense.
    L’ingiustizia è palese.
    Domanda: sarò costretto a cancellarmi dall’Albo avvocati, ovvero posso sperare che la citata discriminante posta dal regolamento a carico dei “titolari di pensione di vecchiaia o anzianità di altri Enti” verrà stralciata dall’ulteriore vaglio dei Ministeri Vigilanti?
    Cordiali saluti, Roberto Pintus.

  3. Un sincero grazie alla Collega Filippone, che mi ha reso partecipe delle discussioni (di vitale importanza per i contribuenti minimi) in atto. E grazie inoltre alla redazione, sempre attenta alle più attuali esigenze dell’Avvocatura. Un richiamo (niente più e senza intenti polemici) a Cassa Forense, che, se non sbaglio, non mi pare si sia attivata per alimentare il dibattito. Con i miei migliori saluti.
    Rodolfo Ranzani

  4. Un modello di lettera predisposto dai gruppi facebook Previdenza Forense e Istituzione Gestione Separata Cassa Forense:

    Avv. ………………….

    Spett.le
    Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
    Direzione Generale per Le Politiche Previdenziali e Assicurative
    Direzione VI Vigilanza sugli Enti previdenziali privatizzati e privati
    via Flavia, 6
    cap 00187 Roma,

    Alla C.A. del Dott. Edoardo Gambacciani

    Via fax: 06.46832539 / 06. 47887182 / 06. 46833234

    Via posta certificata: dgpoliticheprevidenziali@mailcert.lavoro.gov.it

    Via mail: DGprevidenza@lavoro.gov.it

    Oggetti:
    contestazione legittimità Regolamento ex art. 21, L. 247/2012 di Cassa Forense e
    richiesta applicazione sistema calcolo contributivo

    Spett.le Direzione,

    con Vostra nota del 05.06.2014, avevate così relazionato:

    – nel rilevare “la criticità .. nella scelta operata dalla Cassa di fissare i minimi contributivi per coloro al di sotto dei parametri reddituali, operando un richiamo ai minimi già previsti .. piuttosto che prevederne di nuovi”;

    – invitando “l’ente ad un percorso di armonizzazione delle vigenti disposizioni regolamentari”;

    – osservando che “non sarebbe ragionevole considerare iscritto alla Cassa alcun soggetto senza aver prima disciplinato le conseguenze di tale iscrizione”, per cui disponevate l’irretroattività della iscrizione alla Cassa da far decorrere, invece, dall’entrata in vigore dell’emanando Regolamento;

    – che “in considerazione degli elementi di forte indeterminatezza sottostanti le ipotesi attuariali .. si invita Codesta cassa a prevedere all’interno del corpo regolamentare, forme di eventuale revisione della soglia reddituale nonché delle agevolazioni in ordine ai minimi contributivi di cui agli artt. 7 e 9 ..”.

    In spregio a quanto da Voi osservato e disposto, nella seduta del 20.06.2014, Cassa Forense approvava un Regolamento che recepiva solo uno dei Vostri criteri, ossia la decorrenza dello stesso a decorrere dalla pubblicazione.

    Per tali motivi, nell’offrire sostegno al Ministero affinchè non desista dalla richiesta di “contributi nuovi e autonomi” per i neo iscritti; nel richiederne l’estensione a tutti i Colleghi in difficoltà, rivolgo

    ISTANZA

    affinchè provvediate a rigettare in toto il Regolamento presentatoVi da Cassa Forense, sollecitando nel contempo,

    – l’integrale rispetto della nota ministeriale;
    – l’abolizione dei “minimi” obbligatori svincolati dal reddito prodotto;

    CHIEDO

    che Cassa Forense in ossequio alla legge 247/2012, adotti, con il regolamento in corso di
    approvazione, il sistema di calcolo contributivo.

    Con Osservanza
    Avv. …………………

  5. Il richiamo è giusto e corretto. Vi sono professionisti iscritti dopo il collocamento a riposo da pubblica dipendenza, che già sono sottoposti a contribuzione vincolata con la pensione. Non si ritiene giusto imporre il minimo contributivo, anche se l’attività è residuale, perchè il professionista si trova ad affrontare la nuova professione come i giovani. E allora ? L’obbligo contributivo deve scattare dopo il reddito da una somma adeguatamente dignitosa.

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