tasse

Nelle giornate caldissime della dichiarazione di redditi, con i Centri di assistenza fiscale presi d’assalto da contribuenti e pensionati in vista della presentazione dei modelli dichiarativi, sono arrivate come un fulmine a ciel sereno le dichiarazioni del premier Renzi, che ha annunciato di pensare all’abbandono dei moduli vigenti a partire già dalla denuncia relativa al 2014.

Ma cosa c’è di vero? Qualcuno ha pensato a uno spot pre elettorale, altri, invece, hanno messo in luce come il modello 740 di cui Renzi ha annunciato l’abbandono, in realtà sia stato dismesso nel lontano 1998.

Dunque, tanto rumore per nulla? Non proprio, poiché la riforma fiscale è già in cantiere da alcuni mesi e potrebbe, anzi dovrebbe, decollare proprio nei mesi a venire.

Questo, innanzitutto, per effetto della cosiddetta delega fiscale, ossia quel pacchetto di provvedimenti contenuti nel ddl che, meritoriamente, il governo in carica ha portato in approvazione dopo anni di traccheggio da una Camera all’altra, senza che i partiti ne avessero espresso la reale volontà di conversione in legge.

Tra le pieghe di quel provvedimento, infatti, sono contenute  linee guida che dovrà assumere il sistema fiscale nei prossimi anni, a partire dalla fatturazione elettronica – in procinto di essere adottata dalle pubbliche amministrazioni – per arrivare alla riforma del catasto, un processo fisiologicamente più esteso nel tempo, che dovrebbe impegnare le istituzioni e l’Agenzia delle Entrate per non meno di cinque anni.

Però, tra le misure ritenute più attuabili in un lasso di tempo ragionevole, dovrebbe rientrare proprio il modello della dichiarazione precompilata, baluardo della politica renziana in tema di tasse e sgravi burocratici, che, a questo punto, dovrebbe partire proprio dal prossimo anno.

Insomma, pare proprio che potremo dire addio al modello 730 e a Unico, il fascicolo che tutti i titolari di partita Iva e liberi professionisti sono tenuti a inviare alle Entrate entro il 30 giugno. Non proprio, o almeno non subito, poiché, secondo le prime indicazioni, la dichiarazione precompilata, per i dati 2014, esordirà soltanto per alcune specifiche categorie, partendo dalla fetta più grossa, ossia quella dei lavoratori dipendenti.

Questi, infatti, sono anche la fascia chiamata a compilare il modulo più semplice per la dichiarazione dei redditi, così come gli stessi pensionati, i quali si dovrebbero vedere recapitare la dichiarazione direttamente dagli enti fiscali, in base alle informazioni raccolte dall’anagrafe tributaria.

In sostanza, all’interno del modello precompilato, si troveranno tutte le informazioni contenute nel’ultimo Cud – emanato dal’Inps o dal datore di lavoro – e toccherà poi agli stessi contribuenti verificare come l’attinenza dei dati immessi, anche in relazione a detrazioni riconosciute, mutui attivi, redditi da immobili, polizze attivate e via dicendo. In questo modo, sarà possibile anche detrarre le spese mediche, sempre secondo i parametri di legge.

QUI LA GUIDA COMPLETA A DETRAZIONI E DEDUZIONI


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