E’ davvero partito il conto alla rovescia per l’invio delle lettere del redditometro 2014. Dopo la circolare emessa nei giorni scorsi dall’Agenzia delle Entrate, ora è pronta anche la lettera che, entro pochi giorni, sarà recapitata ai primi contribuenti sottoposti ad accertamento.

Dopo svariate settimane di attesa, infatti, l’ente diretto da Attilio Befera ha accolto i rilievi mossi dal Garante per la Privacy, inerenti l’utilizzo delle medie Istat come raffronto per il redditometro.

Con la circolare 6/E, il ricorso a questo tipo di indicatori è stato scongiurato: dunque, ora non ci sono più impedimenti per il decollo finale del sistema di accertamento.


Così, alle Entrate hanno messo a punto la lettera che rappresenta il biglietto da visita del redditometro, la comunicazione che, entro breve, verrà recapitata ai primi 20mila contribuenti destinati a finire sotto la lente del fisco. Dunque, un terzo in meno rispetto agli iniziali 35mila preventivati dalle istituzioni, che consentiranno al sistema di risparmiare nelle verifiche.

Obiettivo, accertare eventuali scostamenti oltre i 20mila euro tra redditi dichiarati, patrimoni e spese effettivamente sostenute. Sotto esame, lo ricordiamo, i dati economici relativi al 2009 inerenti le persone fisiche, le quali finiranno sotto l’occhio indagatore delle Entrate in base ai parametri contenuti nell’anagrafe tributaria partita nei mesi scorsi, in cui sono stati incrociati i dati in possesso dei database fiscali con quelli degli istituti di credito.

Nella lettera in via di recapito ai contribuenti, vengono confermate le linee guida del redditometro, in particolare gli ultimi sviluppi che proibiscono di confrontare i dati del singolo contribuente con quelli generali, elaborati dall’istituto di statistica.

Insieme alla lettera, poi, verrà inviato un modulo che potrà essere d’aiuto al cittadino sottoposto ai controlli per spiegare tutte le contestazioni mosse dalle Entrate, giustificando le spese messe in evidenza dallo strumento del fisco. Da una parte, infatti, andranno inserite le spese certe inserite nell’anagrafe tributaria, mentre nella seconda andranno gli investimenti su dati certi, come case o messi di trasporto, e la terza servirà al contribuente come immediato ravvedimento o giustificativo.

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2 COMMENTI

  1. E chi controlla i controllori?
    un agente della guardia di finanza?
    ma se il paese è in crisi nera non ho + soldi che spreco di miliardi per non recuperare nulla

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