Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato ieri il decreto sui parametri forensi, a chiusura del lungo faccia a faccia tra organismi dell’avvocatura e controparte governativa, avviato circa un anno fa.

Si tratta, dunque, del passo decisivo nella lunga successione di contatti, esami, bozze girate e corrette, tra Guardasigilli e Consiglio nazionale forense.

Un tira e molla che, nei mesi scorsi, ha rischiato di interrompersi per le fortissime frizioni tra l’ex ministro Anna Maria Cancellieri e il mondo forense. Ora, complice il nuovo Guardasigilli Orlando, la situazione si è distesa e i rappresentanti degli avvocati si dicono ampiamente soddisfatti del decreto emanato.

I nuovi parametri, per il cui decreto si attende, a questo punto, solo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, consentiranno ai professionisti di vedersi riconosciuti onorari più alti e spese generali riconosciute, “tendenzialmente fisse al 15%” specificano i tecnici del ministero.

Novità importante, poi, è l’eliminazione del patrocinio gratuito, momentaneamente ridotto a un terzo a causa della previsione già inserita in legge di stabilità: dunque, si è cercato, a scadenza immediata, di evitare conflitti tra norme.

Il regolamento è stato emanato in seguito all’accordo stretto tra ministero e e il mondo dell’avvocatura, in particolare, ha tenuto a sottolineare il neo ministro Orlando, del “costruttivo confronto con il Consiglio nazionale forense”. Tra governo e rappresentanze del foro, infatti, si erano tenuti continui rimpalli, rinvii, correzioni e pareri, i quali, alla fine, hanno trovato sintesi nel documento appena emanato.

Nel decreto, secondo quanto illustra il Cnf, si trovano le tabelle contenenti da una parte, i singoli parametri per ogni tipologia di giudizio civile – inclusa la mediazione – e, dall’altra, le griglie relative al penale. La somma potrà essere elevata dal giudice in persona fino all’80%, oppure ridotta della metà, previo parere motivato.

Soddisfatta anche l’Oua, che commenta: “Il ministro ha rispettato l’impegno, tutto ciò, frutto delle manifestazioni del 20 febbraio, ma anche della capacità di proposta unitaria dell’avvocatura tutta”.

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