Piano Renzi, il taglio delle tasse parte dagli affitti. Nell’annunciato pacchetto di riforme per il prossimo mercoledì, dovrebbe trovare spazio un’ulteriore riduzione della cedolare secca per i casi a canone concordato.

Già oggetto, nei mesi scorsi, di una decurtazione dal 19% al 15%, questa volta la cedolare dovrebbe essere ridotta addirittura al 10%, insomma, un’ulteriore diminuzione di un terzo del valore attuale.

Secondo le prime stime, il risparmio per i contribuenti dovrebbe ammontare a 180 euro per ogni anno, coincidente al taglio del nuovo 5% atteso nel piano di riforme che il premier ha confermato anche ieri sera, ospite a Che tempo che fa  di Fabio Fazio, su RaiTre.


Introdotta con il decreto 23/2011, la cedolare secca sugli affitti a canone concordato proprietari e affittuari è stata adottata ufficialmente il 7 aprile del 2011 con la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate. Essa nasceva per prender eil posto dell’Irpef, dell’imposta di registro e del bollo. Inizialmente, i livelli tra le due imposte erano al 21% tra i canoni a prezzo di mercato e al 19% per quelli concordati. Poi, come si è detto, nell’ultimo anno la cedolare è stata ridotta al 15% e, se dovesse essere confermato il nuovo bonus, si troverebbe di fatto dimezzata rispetto al livello con cui debuttò nel fisco nazionale.

Non cambierà, invece, l’imposta sui canoni a prezzo di mercato, che rimarrà invariata al 21% attuale, lasciando i prossimi affittuari di fronte al dilemma di scegliere la cedolare oppure la tassazione ordinaria, e , di conseguenza, la modalità di occupazione dell’immobile. Con la nuova cedolare, sicuramente, il regime di tassazione ancora più favorevole potrebbe fornire un ulteriore incentivo alla scelta dei proprietari di incassare un canone inferiore, ma sottoposto a pressione fiscale ben più blanda degli affitti standard.

Come optare per la cedolare

Per adottare il regime di cedolare secca, è sufficiente comunicarlo all’abitante dell’immobile, rinunciando all’apprezzamento del canone rispetto ai valori di mercato, tramite apposita raccomandata oppure, nei nuovi inquilini, inserendo la clausola relativa nel contratto di locazione. Resta, comunque, il divieto di ricorrere alla cedolare per quegli inquilini che non siano persone fisiche, ma, ad esempio, società.

 


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