Settecento euro l’anno: tanto dovranno sborsare i 50mila avvocati obbligati a iscriversi alla Cassa forense, lo stesso che saranno chiamati a versare coloro che non arrivano ai 10mila e 300 euro di reddito minimo, sembra, al momento, scongiurata la cancellazione. In aggiunta, per tutti coloro che usufruiranno di questa possibilità, verranno riconosciuti sei mesi di contributi.

Sono questi i principali effetti del nuovo regolamento approvato dall’ente previdenziale degli avvocati lo scorso venerdì 31 gennaio. Tra gli obiettivi del nuovo documento, in primis, figura quello di ridurre il numero di iscrizioni, particolarmente al fine di individuare quelle situazioni in cui un iscritto non svolga, in realtà, la professione in maniera continua ed esclusiva.

La quota di inserimento agli elenchi, in procinto di essere completate, è già scesa sensibilmente, passando dalle 56mila previste a 50mila in pochi giorni. Di questo passo, l’obiettivo di dover versare la quota di iscrizione alla previdenza dovrebbe consentire un’ulteriore riduzione di pseudo-professionisti negli elenchi dell’Albo di esercizio dell’attività.


“Evidentemente l’idea di dover pagare pur svolgendo altre attività li ha indotti a fare marcia indietro” osserva il presidente della Cassa Nunzio Luciano, che non ha mancato di sottolineare la soddisfazione dell’ente e della categoria per un accordo chiuso a tempo di record. “Abbiamo messo fine allo stato di incertezza in cui viveva la parte più debole dell’avvocatura, pur avendo terminato le elezioni solo lo scorso 11 gennaio”,  ha osservato il numero uno della Cassa.

Il regolamento, infatti, si è caratterizzato per il passaggio di consegne avvenuto tra i due vertici dell’ente previdenziale, e, a meno di un mese dall’insediamento del nuovo direttivo, è già una realtà: segno che, evidentemente, l’intera categoria ne sentiva l’esigenza.

“Alla fine ha prevalso il buon senso – continua Luciano – il precedente Comitato aveva approvato l’articolo 7, noi siamo ripartiti da lì arrivando fino al dodicesimo e ultimo punto. Sono stati presentati circa 20 emendamenti”.

Nel frattempo, è attiva da lunedì 3 febbraio, sul sito web della Cassa, la funzionalità per stampare i bollettini M.Av. per il pagamento dei contributi minimi, accedendo alla sezione “Accessi Riservati – Posizione Personale – Servizi On-Line – M.Av. – M.Av. Contributi Minimi”.


CONDIVIDI
Articolo precedenteUnione europea e assicurazioni italiane
Articolo successivoPensioni ed esodati, quali conseguenze con l’Inps senza una guida

2 COMMENTI

  1. Qualcuno ha poi risposto al post pubblicato da.Cristian? Ovvero qualcuno ha confermato quanto ha dedotto circa la possibilità di pagare solo 700,00 €?
    Inoltre, vorrei sapere: per chi in buona fede si è letteralmente “svenato” per pagare sino ad ora parte dei bollettini della cassa, c’è la possibilità che l’eccedenza rispetto a quel versamento minimo (e sufficiente) di 700,00 € venga tenuto in conto per l’anno successivo quale accredito rispetto ai futuri, eventuali contributi dovuti?
    E da ultimo, se questa storia dei 700,00€ è vera, perché la Cara, Onesta Cassa forense non ne ha dato chiara comunicazione via mail, come fa invece per ricordarci alacremente di rispettare il versamento dei contributi e la compilazione del modello 5 (con relativi contributi integrativi)?

    grazie.

  2. Quindi, se abbiamo saputo interpretare quando deciso dalla nostra amatissima ed indispensabilissima Cassa Forense se, per l’anno 2013, abbiamo maturato un reddito pari o inferiore a 10.300,00, non siamo obbligati a versare tutta la somma intimataci con la nota che ci è pervenuta via mail nei giorni scorsi, ma “solamente” 700,00 euro. Giusto?

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here