Ora è ufficiale: non ci sarà alcun prelievo sugli stipendi degli insegnanti. La scorsa settimana, dal governo si era originata una bufera, che aveva portato la questione dei docenti in vetta a tutti i telegiornali. Ora, però, la felice conclusione della vicenda passa un po’ più sotto silenzio: l’esecutivo ha infatti confermato che non si dovranno restituire i 150 euro maturati con gli scatti di anzianità.

Tanto, infatti, si era trovato a chiedere il ministero dell’Economia, ritenendo di voler estendere il provvedimento che bloccava gli avanzamenti di stipendio dei lavoratori pubblici anche agli insegnanti. Peccato, però, che alcuni dei miglioramenti nel salario fossero già stati compresi nello stipendio.

Così, è iniziato un batti e ribatti tra Tesoro e Miur, sulla responsabilità di una decisione che aveva inviperito tutte le sigle della scuola, lasciando di sasso migliaia di insegnanti coinvolti nell’aumento di 150 euro nello stipendio dovuto allo scatto di anzianità.


In poche ore, si è alzato un polverone simile che in tutta fretta il governo era dovuto correre ai ripari, convocando una riunione urgente a palazzo Chigi tra i protagonisti della vicenda, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e il titolare della Pubblica istruzione Maria Chiara Carrozza.

Da quella riunione, scaturì uno scarno comunicato, che, comunque, certificava l’impegno dell’esecutivo a non chiedere in restituzione i 150 euro di miglioramento contributivo per docenti e amministrativi.

Ora, a distanza di alcuni giorni e con la tempesta ormai passata, il governo ha confermato di cancellare ogni genere di richiesta di restituzione, aggiungendo qualche dettaglio sul riconoscimento degli scatti in busta paga a maestri, docenti e personale Ata. 

Ecco il comunicato del governo:

Con lo stipendio ordinario di gennaio è stata data applicazione al Dpr 122/2013 con blocco degli scatti di anzianità dal 2013 e recupero degli eventuali debiti per un importo massimo mensile di 150 euro lordi.

 

Come da disposizioni concordate tra il ministero dell’Economia e delle Finanze e dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è sospesa l’attività di recupero e l’importo di 150 euro lordi verrà rimborsato con esigibilità contestuale a quella dello stipendio ordinario in pagamento nel mese di gennaio 2014.

 

Per quanto riguarda il 2014, il pagamento degli scatti potrà essere assicurato a seguito delle decisioni che verranno assunte nel prossimo Consiglio dei ministri per gli insegnanti che ne abbiano beneficiato nell’anno 2013.
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