Forse già oggi verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo delle nuove regole per il saldo dei debiti con Equitalia, secondo quanto indicato nel decreto del Fare che il Parlamento ha convertito in legge nei mesi scorsi.

Uno dei passaggi più significativi del decreto, infatti, era proprio la possibilità di dilazionare in 10 anni e fino a 120 rate i propri versamenti inevasi con il fisco, che l’ente riscossore si era trovato a  certificare.

Così, ci è cercato di mettere al riparo i contribuenti colti nel mancato pagamento da improvvise bufere fiscali, tali da mettere a repentaglio addirittura la permanenza nella propria casa in alcune situazioni particolarmente critiche.


Le novità sono contenute nel decreto attuativo di regolamentazione firmato proprio ieri dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, e prevedono dunque vie d’uscita più agevoli per chi abbia contratto debiti di elevata entità con l’erario.

Così, specifica il decreto, i requisiti per accedere alla dilazione in 120 rate saranno essenzialmente due, entrambi necessari per il riconoscimento del diritto al piano esteso di rateazione: da una parte, la possibilità effettiva per il debitore di saldare il dovuto, dall’altra, però, la sua assoluta incapacità di tenere fede agli obblighi sanzionati da Equitalia nei tempi ordinari.

Sono quattro le opzioni concesse,a  questo proposito, dal governo per rendere più praticabile il rientro dal debito con Euquitalia secondo il programma di versamento agevolato, così come indicato dal decreto del Fare.

In primo luogo, vige, appunto, il piano ordinario, cioè la possibilità, per il debitore, di estendere il proprio pagamento a 72 rate totali. La richiesta andrà inoltrata sul momento della domanda per la rateazione.

La seconda possibilità per i contribuenti chiamati a regolarizzare la propria posizione con il fisco, è quella della rateazione straordinaria, che viene accolta di fronte a una “comprovata e grave situazione di difficoltà” indipendente dalla responsabilità del debitore. Matura così la facoltà di vedersi riconosciuta un’estensione del piano di rimborso fino a 120 rate. Si tratta, insomma, della misura introdotta con il decreto del Fare; va comunqu tenuto presente come, in entrambi i metodi di pagamento, ordinario e straordinario, sarà poi possibile chiedere una proroga in base a eventuali difficoltà emerse nel periodo di rateazione, tali da rendere impraticabile il mantenimento degli obblighi pattuiti.

A fare fede, in entrambi i casi, sarà sempre l’indicatore della situazione reddituale o Isr, una delle parti che compongono il maxi contenitore dell’Isee, secondo i capitoli del nucleo famigliare e decurtando eventuali canoni di affitto.

Vai al testo del decreto del Fare


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2 COMMENTI

  1. Mettere al riparo i contribuenti colti nel mancato pagamento da improvvise bufere fiscali? Ma qui la bufera è continua, giorno dopo giorno! E nonostante il fatto che i media non diano più gran risalto alla notizia ci sono persone sempre più in crisi…

  2. Mi ha colpito la frase contenuta nel vostro articolo : mettere a repentaglio addirittura la permanenza nella propria casa.
    Se il mio concetto e’ esatto l’ imposta e’ la imposizione dello stato a contribuire in rapporto alla capacita’ reddituale alle spese per la gestione del servizio sociale che lo stesso organizza per la società quindi minacciare e’ uguale ad intimorire come fanno le cosche per ottenere i vari pizzi dalle persone.
    A voi a trarne il mio sconforto.
    Salute. F. C

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