Cipro e Belgio hanno recentemente introdotto, nella loro legislazione, il divieto di uso di animali nei circhi. L’isola mediterranea, lo scorso luglio, tramite emendamenti alla propria legislazione in materia di benessere animale; la nazione nordeuropea, poco dopo, ratificando i ministeri federali una nuova legge formulata dal ministro per il “welfare” animale (si, altrove esistono ministeri di tale natura) limitando l’applicazione agli animali non domestici.

Stimolato da queste notizie e aiutato da una recente e interessante pubblicazione dell’Eurogroup for Animals, un’ organizzazione comunitaria volta alla tutela del benessere animale, da cui ho tratto le informazioni che seguono, cerco di fare il punto circa la normativa nazionale di alcuni stati membri dell’Unione relativa alla possibilità, o meno, dell’utilizzo circense degli animali.

Premetto che la situazione è la più varia, con una preponderanza abolizionista, con numerosi distinguo fino a pervenire a una blanda regolamentazione (lascio a voi immaginare dove e, comunque, al termine di questo mio intervento lo scoprirete).


L’Austria ha un atteggiamento proibizionista: dal primo gennaio 2005 è vietata la detenzione e, a maggior, conseguente ragione, l’utilizzo, da parte dei circhi, di animali non domestici. Ugualmente perentorie, circa la proibizione, sono l’Estonia, la Croazia, la Polonia, e la Lettonia (quest’ultima in materia di circhi viaggianti).

L’Ungheria, dal 2010, proibisce l’uso di animali selvaggi catturati, l’acquisto e l’addestramento di nuovi primati ed elefanti, nonché l’utilizzo delle specie indicate nell’appendice I della CITES.

Atteggiamento simile è quello della Danimarca che prevede la possibilità d’impiego di elefanti asiatici, cammelli e lama sulla base dell’assunto che essi possono essere addomesticati nel loro paese d’origine. Eccezioni sono previste anche per pitoni, leoni marini e coccodrilli.

La Svezia ha preferito indicare in modo esplicito quali animali non sia possibile utilizzare. La lista è varia: scimmie, predatori (a eccezione di cani e gatti domestici), pinnipedi (con il ritorno dell’eccezione danese riguardante il leone marino), rinoceronti, ippopotami, cervi (con l’eccezione delle renne), giraffe, canguri, rapaci, uccelli non volatili e coccodrilli.

Nella Repubblica Ceca è proibito l’utilizzo di primati neonati, trichechi, foche, balene (sic), focene, rinoceronti, ippopotami e giraffe. I delfini possono essere impiegati.

La Bulgaria sta vivendo un momento di transizione: l’utilizzo di mammiferi selvaggi è vietato, ad eccezione di quelli attualmente comprati e usati, con una linea di demarcazione al 2015 quando il divieto sarà assoluto.

Nel Regno Unito l’autorizzazione ai circhi d’utilizzare animali non domestici viene demandata alle pubbliche amministrazioni locali le quali possono rifiutare l’accampamento ai circhi che impiegahino animali selvaggi.

La Germania pone un paletto iniziale: la licenza viene concessa ai circhi che dimostrino di poter ricoverare in luoghi adatti gli animali nel corso dell’inverno. Comunque la legge del Benessere Animale, datata 1990, fornisce linee guida circa la detenzione, l’addestramento e l’uso degli animali.

E in Italia? Mi sono occupato diverse volte, in questo blog, dell’argomento. Il nostro Paese, al momento, sconta l’arretratezza che lo contraddistingue anche in altre materie non fornendo ancora, al di là dell’applicazione delle, scarne, norme comunitarie di cui mi occuperò in futuro, una tutela adeguata agli animali che vengono impiegati nei circhi che operano nel nostro territorio. Esempi da seguire, abbiamo visto, ce ne sono tanti. Basta volere.


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