Come sta procedendo il click day? La piattaforma messa a disposizione da Inps e ministero del Lavoro per l’accesso agli sgravi contributivi per le assunzioni dei giovani under 29 anni, riscuote un ottimo successo, ma anche qualche pesante critica.

Da una parte, infatti, i numeri delle prime ore in cui è stato possibile accedere al database per registrare la richiesta di contributi ridotti per un’assunzione successiva al 7 agosto, rivelano che una massa di datori di lavoro ha cercato di ricorrere immediatamente al fondo governativo. Dall’altra, però, i consulenti del lavoro denunciano problemi e disservizi nella compilazione corretta della domanda, nelle lungaggini del sistema e in qualche imprecisione nei campi inseriti.

Ma andiamo con ordine. Martedì 2 ottobre, l’Inps ha aperto sul proprio portale la finestra del cosiddetto click day, la possibilità, cioè, per le aziende, di prenotare le agevolazioni previste nel decreto lavoro rivolto ai giovani.


Requisiti dei destinatari: essere disoccupati da almeno sei mesi o non essere in possesso di diploma di scuola media superiore e non avere oltre 29 anni. In caso di assunzione a tempo indeterminato, i loro datori possono dunque accedere a sgravi contributivi fino a 650 euro mensili, sempre che riescano a rientrare, naturalmente, nel piano governativo e nel relativo plafond messo a disposizione.

A questo proposito, allora, è facile intuire le ragioni per cui, nelle prime ore di apertura del click day, si siano registrare richieste in successione continua, pari, in sostanza, a una al secondo nei primi 180 minuti.

In tutto, in poche ore sono state inoltrate circa 7mila richieste di accesso ai bonus giovani, che hanno ricevuto, quasi in maniera istantanea, la conferma dell’Inps dell’iscrizione al programma di agevolazioni. Numeri che hanno fatto esultare il ministro del Lavoro Enrico Giovannini: “In alcune regioni si stanno addirittura esaurendo i fondi e questo significa che il governo ne stanzierà altri, naturalmente”.

Di diverso avviso, invece i consulenti sul lavoro, che, alle prese con il Click day, si sono imbattuti in un sistema complicato e, a loro dire, inefficiente, almeno a quanto sottolinea l’Associazione Ancl: “Per molti consulenti del lavoro si è rivelata un’altra lotta contro il malfunzionamento dei sistemi della Pubblica amministrazione”. Quello che doveva essere un trampolino per l’ingresso di nuove risorse a costi contenuti per le aziende, si è rivelato, per il momento, un labirinto telematico pieno di insidie, al punto che si sono ravvisate “matricole di aziende rifiutate, comunicazioni di irregolarità nella applicazione informatica, criticità nella compilazione on line della modulistica, con il risultato che molte aziende resteranno fuori”. Successo o flop organizzativo, dunque? Il click day prosegue, in tantissimi sperano di potervi accedere ma l’Italia può solo poggiare sulle infrastrutture di cui dispone che, come si sa, non sono certo all’avanguardia.


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