La mediazione è obbligatoria, dopo lo stop imposto dalla Corte Costituzionale (sentenza 272/2012), oggi riparte per i prossimi 4 anni anche se bisogna puntualizzare che non si potrà essere trascinati davanti ad un organismo lontano e il procedimento avrà una durata massima di 3 mesi, senza dimenticare che è obbligatoria la presenza di un avvocato che possa asseverare l’accordo come titolo esecutivo. In sostanza sono queste le novità principali che il decreto 69/2013 porta all’impianto del decreto legislativo 28/2010.

L’organismo di conciliazione non può essere scelto su tutto il territorio italiano; infatti è possibile rivolgersi solamente agli organismi di mediazione che abbiano sede nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia.

Una volta che le parti hanno raggiunto l’accordo per dare inizio alla mediazione ci dovrà essere un incontro preliminare di programmazione e totalmente gratuito. Il mediatore in questa circostanza ha il compito di far confrontare le parti ed i loro legali per far cominciare la procedura di mediazione e se ottiene il via libera dei contendenti procede con lo svolgimento.


L’incontro preliminare di programmazione è condizione di procedibilità per le mediazioni obbligatorie e deve tenersi entro 30 giorni dal deposito dell’istanza a costi massimi molto contenuti. Quando l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, infatti, la legge sostiene che la condizione si ritiene avverata se il primo incontro dinnanzi al mediatore si conclude senza l’accordo. Nel caso durante il primo incontro non si pervenga ad un accordo, nessun compenso, come detto, spetta all’organismo di mediazione.

Sono escluse dall’esercizio delle mediazione obbligatoria le controversie di responsabilità civile per sinistri (veicoli e natanti) invece diventano casi di conciliazione obbligatoria le controversie in ambito di risarcimento del danno causato da responsabilità sanitaria, mentre prima era solo medico.

Il giudice può ordinare, quindi non solamente proporre, alle parti di procedere con la mediazione; infatti, anche in sede di giudizio di appello, considerata la natura della causa, lo stato dell’istruzione e il comportamento delle parti, può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione; in questo caso, l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale anche in sede di appello.

Ricordiamo che gli avvocati iscritti all’albo diventano mediatori di diritto anche se dovranno essere adeguatamente formati in materia di mediazione e potenziare la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici finalizzati a conseguire questo obiettivo. Gli avvocati, come detto, assistono le parti per l’intera procedura di mediazione; questo è quanto prevede l’articolo 5 in materia di mediazione  obbligatoria e anche all’articolo 8, riguardante il procedimento. Al primo incontro, così come a quelli successivi, infatti, le parti devono essere seguite da un legale.

Se tutte le parti aderenti alla mediazione sono seguite da un avvocato, l’accordo sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati devono attestare e certificare la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico. In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale.


1 COOMENTO

  1. al solito i veri centri di potere sono quelli contro la mediazione obbligatoria, sono che parlano sfrontatamente di lobbies. Va rilevato che obbligatorio è l’incontro preventivo per verificare se vi siano elementi tali da far ritenere la mediabilità di una lite: nel caso estremo di eccezione di prescrizione, se non è strumentale ad indurre a rendere negoziabile una lite che oggettivamente non lo è: in tal caso potrebbe inserirsi da parte del mediatore un orizzonte più ampio degli interessi delle parti con un abile raccolta di informazioni sulla natura e l’estensione della controversia da cui far emergere aspetti che possono “risolvere” aldilà di una prescrizionalità di un diritto che nell’economia del rapporto tra le parti può rivestire un ruolo molto marginale e a tal punto da essere integrabile in una composizione più vasta di elementi di una lite. La mediazione è una cultura della composizione di bisogni ed interessi reali delle parti; ha un ampiezza di problematiche che sono ignote anche ad un arbitrato di equità che per essere efficace deve riguardare diritti disponibili ed essere propriamente arbitrabile. Si tenga conto – e qui si svela il mediatore – che l’incontro è gratuito se non segue ad esso una mediazione: i mediatori potrebbero secondo la legge andare nelle piazze a portare il verbo della mediazione gratuitamente, che significa senza compenso: una specie di servizio sociale a costo zero! mi sento sublimare…….

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