Ancora non si è placata l’eco dell’abolizione dell’Imu, che già divampano le prime polemiche su chi peserà il conto della cancellazione dell’imposta. Sindacati e partiti di opposizione – e di maggioranza – sono già sul piede di guerra contro il governo Letta e la sua operazione di annullamento dell’onere sugli immobili per l’anno in corso, conclusa ieri con il sì in Cdm.

Come appare chiaro dal decreto approvato in Consiglio dei ministri, infatti, l’Imu è destinata a sparire, ma al suo posto, nell’arco di pochi mesi – per l’esattezza quelli che ci separano dal nuovo anno – arriverà un altro balzello, dai contorni ancora sfumati ma che ha già una platea di riferimento: la cosiddetta Service Tax.

La nuova imposta comunale, dovrebbe integrare, al suo interno, sia l’Imu 2013 che la Tares, che dunque seguirà il cammino della “sorella” sulle proprietà immobiliari. Per i contribuenti, però, la somma positiva del gioco è ancora tutta da dimostrare, al punto che la futura tassa già nelle premesse minaccia di chiedere esborsi alle stelle per le famiglie.


Destinatari della nuova imposta sui servizi pubblici locali, infatti, saranno tutti coloro che in qualche modo usufruiscono delle prestazioni stesse. Dunque, in caso di affitto, sia i proprietari dell’immobile, il cui valore dipende anche dall’efficienza dei servizi pubblici, sia gli affittuari, che producono rifiuti e dunque necessitano del servizio, saranno chiamati al versamento dell’onere di imposta.

Insomma, dietro l’abolizione dell’Imu potrebbe celarsi la beffa del secolo: se prima erano gli intestatari dell’immobile a dover versare la quota contributiva, ora, con la Service Tax, il peso della tassa potrebbe gravare su tutti gli attori che, direttamente o indirettamente, usufruiscono del bene.

A mettere in evidenza il rischio di un boomerang fiscale, è stato Beppe Grillo, sul suo famoso blog, dove ha attaccato le scelte del governo, in primis la sanatoria che dispone ai concessionari di slot machines e videopoker di rientrare nella legalità senza dover pagare le cifre esorbitanti delle multe che il MoVimento 5 Stelle chiede da mesi vengano saldate.

Anche l’ex premier Mario Monti, che l’Imu ha difeso e approvato, si scaglia contro gli alleati di governo, e in particolare contro il premier Enrico Letta, affermando che ” “ha preferito rassicurare la sopravvivenza del governo con questa resa sull’Imu. ” Ultimi, anche i sindacati, con in prima linea la Cisl di Raffaele Bonanni, criticano la bozza della Service Tax che spaventa già i contribuenti: “E’ una partita di giro, togliamo la tassa nazionale e la metteremo localmente”.

Come se non bastasse, poi, il triplo carpiato del governo per cancellare l’Imu, rende ormai “inevitabile” – sono le parole del viceministro dell’Economia Fassina – l’aumento dell’Iva al 22%, rinviato dal primo luglio al prossimo mese di ottobre.

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1 COOMENTO

  1. Dall’abolizione dell’ICI è nata la genialata dell’IMU per impostarci la battage elettorale del rattuso, che alle prossime votazioni prometterà sicuramente l’abolizione della service tax

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