Archiviate prima le misure dello svuota carceri e poi, a distanza di poche ore, anche il decreto del fare, ora in Gazzetta ufficiale si attende la pubblicazione del pacchetto lavoro-Iva. Nello specifico, si tratta del decreto 76, ribattezzato “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti”.

Le novità più interessanti contenute nel decreto, oltre, naturalmente, al rinvio dell’aumento dell’Iva al 22%, fissato per il primo ottobre, riguardano indubbiamente gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani dai 18 ai 29 anni.

I requisiti affinché le aziende possano usufruire dello sconto sui contributi a queste categorie di soggetti, sono due: la provenienza da sei mesi di disoccupazione del lavoratore o, in alternativa, il mancato conseguimento del diploma da parte dello stesso. In questi casi, l’impresa potrà avvalersi del bonus assunzioni per 18 mesi nel caso in cui la risorse provenga dall’esterno e di 12 in caso fosse già presente in organico. Questo, naturalmente, sempre che si propenda per l’assunzione a tempo indeterminato: il tetto agli sgravi sarà nel complesso di 650 euro mensili.


Sono un miliardo e 200 milioni le risorse stanziate per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro in pianta stabile, di cui la maggior parte sarà destinata alle aree del Mezzogiorno. 

Sempre sul fronte contratti, ora si registra la nuova possibilità di rinnovare il rapporto di lavoro per una sola volta di 12 mesi senza dover indicare la causale, una condizione che, però, non potrà valere per quelle aziende che avranno raggiunto i limiti fissati in materia dai contratti collettivi nazionali. Allo stesso modo, torna la non obbligatorietà di comunicare al centro territoriale la durata dei contratti rinnovati.

Ridotta sensibilmente, poi, la fase intermedia tra un contratto e il successivo, che viene ridotta a 10 giorni per contratti entro sei mesi e 20 per quelli di durata più estesa.

Tra le modifiche alla legge i vigore inserite nel decreto lavoro, troviamo le novità sull’Aspi – l’assicurazione sociale per l’impiego che ha preso il posto dell’indennità di disoccupazione – che verrà abbuonata all’azienda qualora questa decida di assumere un lavoratore che usufruisca di tale ammortizzatore.

Infine, così come viene reso più morbido l’accesso ai contratti a progettodiversamente dalla legge Fornero – si stabilisce che entro il 30 settembre le Conferenze regionali dovranno stilare le nuove linee guida per la formazione in apprendistato.

Vai al testo definitivo del decreto lavoro

 


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