Sarebbero dovute essere delle ferie lunghe, invece il parlamento il 23 riaprirà i battenti; così ha deciso Letta che viste le imminenti urgenze che è chiamato a risolvere ha deciso bene di non dilungarsi nelle vacanze estive e così i membri dei vari ministeri che si rimetteranno al lavoro ben prima del 6 settembre, data del previsto rientro.

Le questioni più urgenti alle quali il Governo senza dubbio dovrà fornire una soluzione praticabile sono; il nuovo decreto “salva precari” nel pubblico impiego, l’Imu ancora in ballo e dare un ordine di priorità ai dossier economici più rilevanti vista l’imminenza della stesura della legge di stabilità. Per cui Letta e i suoi ministri dovranno decidere quali priorità attribuire al Decreto “Fare2”, passando per il rifinanziamento della Cig fino alla nomina del nuovo commissario per la spending review.

L’obiettivo principale dell’Esecutivo è verificare se è già possibile varare questa settimana il decreto sugli “statali” preparato dal ministro Gianpiero D’Alia che proprio nella giornata di ieri ha avuto contatti con palazzo Chigi in merito a questa tematica. Tra oggi e domani il Governo dovrebbe incontrare la maggioranza per stabile se sottoporre il testo al consiglio dei ministri. 


Il testo nelle bozze prevede  una serie di provvedimenti, dai concorsi riservati a chi abbia maturato almeno tre anni di contratti a tempo determinato negli ultimi 5 anni, alla proroga di due anni, dal 31 dicembre 2014 al 31 dicembre 2016, della possibilità di andare in pensione con i vecchi requisiti. Nell’ambito della riqualificazione della spesa è stato decretato il blocco degli acquisti delle auto blu per almeno il prossimo biennio ed un ulteriore taglio è stato dato alle consulenze esterne.

Fra gli obiettivi di riforma ci sarebbe anche la proroga dei termini, ormai scaduti, fissati dalla spending review per la gestione di circa 7-8 mila eccedenze di personale nelle amministrazioni statali. Fra le bozze del ministro D’Alia c’è anche un provvedimento che aumenta di mille unità la dotazione organica del corpo dei vigili del fuoco, e vengono rifinanziati vari capitoli del bilancio di previsione del ministero dell’Interno, 231,8 milioni, e il fondo nazionale protezione civile (16 milioni) con l’obiettivo di sostenere maggiori fronteggiate per il picco di sbarchi sulle coste italiane di immigrati provenienti dal Nord Africa.

In tutto questo rimane di grande attualità la questione legata all’Imu che si è complicata ulteriormente con la condanna definitiva a Silvio Berlusconi per il processo Mediaset visto che mina la stabilità dell’Esecutivo. Il premier ha a disposizione ancora qualche giorno per trovare, di comune accordo con il ministero dell’Economia Saccomanni, una soluzione che metta d’accordo i partiti della maggioranza.

In sostanza a questo dovrebbe servire la cabina di regia prevista per il 28  0 29 agosto, anche se non è da escludere che alla fine la riunione possa essere rinviata per affrontare la problematica durante il Consiglio dei ministri del 30 agosto, ultimo giorno utile per assumere un provvedimento necessario a scongiurare che metà settembre gli italiani siano obbligati a pagare la rata di giugno dell’Imu sull’abitazione principale che, va ricordato, al momento è solo proroga.

L’istituzione di una service tax, tassa unica sul modello tedesco, a partire dal 2014 e l’azzeramento della rata dell’Imu di giugno, sono date sostanzialmente come punti fermi e assodate. Il Pdl aspira all’eliminazione completa dell’Imu mentre l’Economia è più cauta  visto che in caso di abolizione si temono ricadute pesanti sui conti pubblici, posizione vicina a quella del Pd che invece vedrebbe con favore un anticipo a dicembre della service tax. 

Vista la distanza delle parti in materia di Imu, l’Esecutivo potrebbe scegliere una soluzione strutturata in più fasi che consentirebbe il varo di un provvedimento per azzerare del tutto la rata di giugno, con una copertura (2,4 miliardi) adatta per compensare le anticipazioni di tesoreria alle quali il Governo è ricorso per il blocco del versamento e con il riferimento alla nuova imposta in versione service tax da definire però solo successivamente. Service tax che andrebbe varata con la legge di stabilità con un decreto specifico collegato ad essa che raccordi a sua volta la delega fiscale all’esame del Parlamento.


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