L’articolo 1 del ddl sulla delega fiscale si prefigge il traguardo di ampliare il più possibile il meccanismo delle compensazioni, praticamente si intende generalizzare la compensazione tra crediti d’imposta vantati dal contribuente e debiti tributari a suo carico. L’intento del ddl, dunque, è quello di rendere stabile e definitiva la facoltà di ricorrere alla compensazione, senza che questo sia scaturito a tutti i costi da una situazione particolare, come nel caso dei debiti della pubblica amministrazione.

Fanno seguito a questo, poi, tutta una serie di novità che vanno dalla semplificazione degli obblighi contabili, alla revisione del contenzioso tributario fino alle nuove  disposizioni in materia di giochi pubblici e fiscalità ambientale. Il progressivo alleggerimento della pressione fiscale è ciò che ha fatto da filo conduttore al testo base del ddl licenziato dal comitato ristretto e approvato ieri dalla Commissione Finanze della Camera.

E dire che fino a qualche settimana fa non si sapeva praticamente niente in merito ai possibili contenuti del nuovo ddl sulla delega fiscale, mentre adesso, tempi, modalità  e contenuti diventano di dominio pubblico. Il testo base, infatti, è costituito da 16 articoli che verranno successivamente integrati con le proposte di modifica, il cui termine di presentazione e fissato al 10 settembre. “Una rapida scrematura degli emendamenti e poi la discussione generale in Aula per la fine del mese”.


Questo l’iter di lavoro che la Commissione finanze della Camera, intende rispettare; almeno è quanto ha spiegato a Italia Oggi il presidente della VI Commissione  di Montecitorio, Daniele Capezzoneall’interno del Comitato ristretto c’è stata, da subito, una forte intesa sugli obiettivi da raggiungere, ed è grazie a  questo che siamo riusciti a creare in tempi brevi un pacchetto di norme pro-contribuenti. Proprio alla luce dell’unità di intenti riscontrata“. Ha poi sottolineato Capezzone; ” non ci aspettiamo grandi modifiche, ma se dovessero arrivare, saremo pronti a a prenderle in considerazione purché siano orientate alla progressiva riduzione della pressione fiscale”.

Tra le novità principali, oltre all’ampliamento delle compensazioni, il raggiungimento di una definizione univoca di abuso di diritto o, quanto meno, l’adeguamento della normativa italiana agli standard stabiliti dalla Commissione europea. Poi saranno previsti interventi anche in materia di contenzioso tributario, cominciando dall’ampliamento dei casi in cui il contribuente potrà stare in giudizio senza assistenza tecnica, fino a giungere all’immediata esecutorietà delle sentenze, passando per lo snellimento delle procedure di recupero crediti.

Importanti, poi, anche gli interventi riguardanti il reddito d’impresa; primo tra tutti, quello mirato a conseguire una nuova definizione di autonoma organizzazione  ai fini dell’esenzione dell’Irap. Sono stati poi introdotti nuovi criteri per la deducibilità degli interessi passivi ai fini Ires, giro di vite inoltre anche nella sfera di giochi pubblici; molte le novità a cominciare dalla creazione di un registro specifico per  i giocatori redenti fino ad arrivare ai nuovi controlli antiriciclaggio.


CONDIVIDI
Articolo precedenteNon solo femminicidio: nel decreto anche No Tav e identità digitale
Articolo successivoIl decreto del Fare è legge dello Stato. Il testo definitivo approvato

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here