Avvocati imprescindibili per la mediazione. E’ questo il punto fermo della nuova era della conciliazione come condizione di procedibilità, dopo la valanga di emendamenti che si è abbattuta sul decreto del fare prima della fiducia alla Camera.

Erano in tutto circa 800 i ritocchi apportati al provvedimento approvato in Cdm e, tra questi, un buon numero riguarda la mediazione civile obbligatoria, reintrodotta tra le tante materie del decreto con un blitz a sorpresa, inatteso dagli osservatori dopo la sonora bocciatura della Corte costituzionale.

Un fatto che ha dato il via alla faida tra Ministero della Giustizia e avvocati, con tanto di battute al vetriolo e proposte di modifica alla legge messe nero su bianco dal Consiglio nazionale forense. Richieste che sono state quasi in toto accolte, rimettendo gli avvocati al centro dell’opera di mediazione tra le parti in causa.


In principio, infatti, benché fosse sancito con ogni evidenza che gli avvocati sarebbero diventati mediatori di diritto, è stata apportata un’altra, pesante modifica al testo originario del decreto del fare, mentre ora, con le modifiche inserite a Montecitorio, è stato sancito come la presenza dell’avvocato dovrà riempire tutto il corso della mediazione, dalla prima seduta all’esito finale.

Nel primo incontro, specificamente, dovranno essere chiariti ruoli e finalità del tavolo di mediazione. Agli avvocati è concessa la facoltà di esprimersi per dare ufficialmente inizio al tentativo di riappacificazione.

Una modifica di assoluta rilevanza introdotta nelle ultime ore, poi, prevede che dopo il primo incontro, se il tavolo non sortisce l’effetto di trovare un accordo tra le parti, il compenso non debba essere versato al mediatori in carica. Ciò, stabilito che il massimo della tariffa che può essere corrisposta ammonta a 200 euro.

Da ultimo, se nella prima versione del decreto del fare veniva stabilito che tutti gli avvocati delle parti in causa dovessero sottoscrivere il patto per l’esecutività, ora è stato precisato che oltre all’accordo di conciliazione, sia il giudice a dover disporre l’omologazione.

Vai al testo coordinato del decreto del fare


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