Mediazione civile, altre novità negli ultimi emendamenti al decreto del fare, oggi alla Camera per il voto di fiducia. Dopo la serrata degli avvocati che ha portato a un’interruzione della macchina della giustizia per nove giorni, con tanto di polemiche suscitate anche oltreconfine, ora arrivano modifiche ulteriori all’istituto più contestato dall’avvocatura, reintrodotto, un po’ a sorpresa, proprio nel decreto del fare.

Rispetto alla versione iniziale contenuta nel testo del decreto del fare, i primi emendamenti avevano ridefinito notevolmente il profilo di una conciliazione rimasta condizione di procedibilità, ma con importanti limitazioni, soprattutto riguardo la gratuità del primo incontro, che viene stabilita per legge in caso l’approccio non vada a buon fine.

Ma ci sono almeno altre due importanti modifiche che la mediazione civile obbligatoria si appresta a conoscere dopo l’approvazione del testo che, si è saputo in giornata, verrà blindato con il voto di fiducia che dovrebbe arrivare giovedì.


In primis, si tratta della competenza territoriale. In sostanza, viene stabilito che in virtù di un emendamento inserito nei giorni scorsi – uno degli 800 presentati in totale al decreto 69/2012 – la domanda di conciliazione andrà presentata tramite deposito all’organismo del luogo del giudice competente sul territorio.

Questa specifica si è resa necessaria perché in nessuna determinazione della mediazione è chiarito che il tavolo non debba essere aperto, possibilmente, anche a chilometri di distanza dalla località in cui la controversia ha avuto luogo.

Un altro aspetto introdotto in extremis, è quello della trascrizione usucapione, che va a integrare l’articolo 2643 del Codice civile: il patto di mediazione che certifica la presenza di questa opzione, tramite sottoscrizione del processo verbale sotto la supervisione di un’autorità deputata alla sua stesura regolare.

Vai al testo del decreto del fare definitivo

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4 COMMENTI

  1. La nuova mediazione civile, rappresenta il fallimento dello Stato che soggiace alle pressioni delle caste, come quella degli avvocati, i quali hanno sempre contestato l’Istituto della mediazione , cercando in ogni modo e con qualunque mezzo di eliminarlo perchè ritenuto un ostacolo ai loro affari. Gli avvocati !, ma non erano quelli che contestavano la mediazione obbligatoria? che facevano ricorso alla Consulta per l’eliminazione dell’istituto? che scioperavano perchè fosse eliminato dalla mente del legislatore e nel frattempo si organizzavano e creavano organismi di mediazione e cercavano di accaparrarsi ad ogni costo l’esclusiva titolarità delle ca,mere arbitrali, e adesso cosa fanno , si fanno regalare il titolo, alla faccia di tanti mediatori che hanno speso migliaia di euro per formarsi e aggiornarsi. l’avvocato mediatore di diritto è illegittimo, ingiusto,incostituzionale e contario all’art. 26 del DPR 180\2010 che qui brevemente riassumo: Per l’esercizio delle funzioni di mediatore la norma disciplina alcuni requisiti. L’art. 6 del D.M., che rinvia al possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 4, comma 3, lettere a), b) e c) dello stesso D. M., prevede che il mediatore deve essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale ovvero, in alternativa, deve essere iscritto ad un ordine o collegio professionale, in ogni caso deve aver conseguito una specifica formazione di 50 ore ed un puntuale aggiornamento, almeno biennale, presso organismi di formazione accreditati.
    Il possesso di tali requisiti non rende automatica l’iscrizione presso l’elenco dei mediatori tenuto presso il Ministero di Giustizia. La procedura di accreditamento per l’iscrizione nell’elenco prevede la compilazione di numerosi documenti predisposti dal Ministero.

    Lo scrivente è mediatore professionale dal 2009, da quando nessuno ci credeva nel neo-istituto giuridico, ha sempre creduto in esso e nella sua forza di riduzione del contenzioso, con grande successo effettua conciliazioni facolative volontarie con accordi , a dimostrazione che tale istituto è valido ,. giiusto, effica e efficiente .
    A questo punto non resta altro a noi mediatori che,chiedere, a chi di competenza , di intervenire massicciamente, eliminando tali forzature da tale istituto, in quanto trattasi di nuova professione completamente diversa da quella forense.
    Mediatori di tutta Italia uniamoci…………..facciamo valere i nostri diritti………………………diamo valore al futuro delle nuove professioni liberali, seguiamo l’evoluzione e l’esempio degli altri paesi europei, eliminiamo le corporazioni, le caste e il medioevo, diamo vita a cose che soltanto un vero paese democratico e liberale puo fare. cerchiamo di creare sviluppo, di creare nuovi posti di lavoro anzichè sopprimerli per favorire privilegi delle caste. ABBIATTIAMO GLI OSTACOLI E GUARDIAMO CON FIDUCIA OLTRE L’ORIZZONTE.

  2. Così modificato il decreto legge, l’istituto della mediazione obbligatoria sarà un vero fallimento giuridico. Ritenuti gratuiti gli incontri che non hanno esito favorevole , i mediatori dunque dovrebbero loro sostenere le spese: in tempo con la loro disponibilità professionale, in denaro mettendo a disposizione luoghi e strumenti logistici. Inoltre non prevista alcuna sanzione per chi rifiuta tentativo di mediazione, nessun incentivo è predisposto perchè la conciliazione sia fattibile. Paradossalmente l’istituto, cosi come viene formulato, costituirà un ulteriore allungamento dei tempi per i processi civili. Cosi vuole la casta degli avvocati.

  3. Esatto quanto scritto nel precedente commento.
    Sono d’altra parte convinto che in questi quattro anni di sperimentazione, la mediazione riuscirà a fare presa sulla coscienza e cultura dei cittadini italiani.
    Il motivo per cui è osteggiata dagli avvocati è chiaro: più mediazioni = meno volume di affari di causa. Ritengo però che i cittadini, ben consci di questa situazione, abbiano l’arma decisiva per far ottenere a questo istituto il successo che merita (come testimoniano anche le esperienze di esso in tanti altri paesi del mondo): il consenso a tentare la mediazione, in quanto in tempi di grave crisi, i notevoli risparmi di tempo e costi rispetto ad una causa in Tribunale, sapranno convincere la maggioranza dei cittadini ad utilizzare questo istituto.

  4. Gli avvocati vivono delle e sulle liti del prossimo, come possono fare mediazione? E’ palese che la ostacoleranno sempre, in un modo o nell’altro. Se l’accordo da raggiungere con la mediazione non è obbligatorio, la mediazione diventerà solo un allungmento dei tempi della italiana (in) giustizia.

    Stessa questio per gli avvocati amministratori di condominio: non tutelano il condominio, ma alcuni dei condomini contro altri e se questo è impossibile, creano loro stessi condizioni e situazioni tali da innescare comunque un litigio per ottenere il mandato ad litem.

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