I Comuni hanno deciso di chiudere i cordoni della borsa e ai cittadini aspettano rincari diffusi che non riguardano solo le famigerate Tares e Imu, soprattutto sulla seconda casa, ma che toccano persino i biglietti dell’autobus e aspetti più quotidiani.  Mentre l’incremento previsto sulla Tares è frutto di una legge nazionale che prevede questa possibilità, gli altri aumento sono di fatto obbligati per la maggior parte degli enti locali costretti a fronteggiare il taglio dei trasferimenti dallo Stato, con squilibri di bilancio vertiginosi e con l’interrogativo su come finirà la questione Imu sulla prima casa.

Problematica questa che riguarda tanto i centri maggiori quanto i minori che in questo periodo stanno fronteggiando il disappunto e la rabbia dei cittadini. L’avvento della Tares porterà con sé rincari su larga scala anche per il bisogno di coprire i costi del servizio. Il decreto salva-Italia del 2011 ha proposto un metodo di calcolo che penalizza chi produce più rifiuti: diverso dalla Tares ma più vicino ai Comuni (16%) che applicavano la Tia. Non va dimenticato che l’esordio della Tares sarà viziato dalla riforma complessiva della tassazione sugli immobili che troverà il suo compimento entro il 31 agosto e che potrebbe anche generare una service tax ma verosimilmente a partire dal 2014.

Aspettando di risolvere la questione, tuttavia, le amministrazioni sono al varo dei regolamenti, e se in molte occasioni i Comuni hanno beneficiato della possibilità di rinviare la stangata a dicembre, in altri famiglie e imprese sono già sottoposte a tariffe più pesanti. Fa parte del primo gruppo Como, dove entro fine mese si dovrà versare il 60% degli importi stimati sulla base della vecchia Tarsu, mentre il 30 novembre ci saranno saldo e conguagli. Al termine dell’anno gli aumenti non mancheranno; una famiglia di 3 persone in 50 mq avrà pagato il 65% in più rispetto al 2012, un nucleo di quattro in 100 mq avrà speso il 32% in più.


Nell’ambito delle attività produttive, un bar verserà il 63% in più ma un magazzino della stessa metratura avrà una bolletta meno cara del 45%. “I margini di manovra sono stretti – spiega l’assessore al Bilancio, Giulia Pusterla abbiamo stabilito una riduzione del 10% per chi utilizza le abitazioni meno di sei mesi l’anno, solo dal 2014 quando potremo avere un monitoraggio più preciso potremo ricalibrare le tariffe sulla base dell’effettiva produzione di rifiuti”. In questo modo è partito l’appello della Confcommercio locale che chiede l’impegno “a trovare modalità alternative per recuperare risorse, incidendo in primo luogo sulle voci di spesa e ottimizzando i costi relativi alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti”.

A Carrara non hanno esitato a protestare per l’arrivo della Tares, in molti chiedono esenzioni per le persone in difficoltà. “In attesa di approvare il regolamento – spiega l’assessore al Bilancio, Giuseppina Andreazzoliabbiamo fissato due tranche di acconto, al 10 luglio e al 30 settembre, calcolando il 35% della Tarsu per ciascuna delle due scadenze, e stabilito 60 giorni in cui i ritardatari della prima scadenza potranno pagare senza sanzioni”. Nei piccoli Comuni c’è però anche chi studia modi per ridurre l’impatto sui cittadini.

È il caso di Bovisio Masciago, 17 mila abitanti, in provincia di Monza e Brianza: qui il sindaco Emanuele Galimberti ha spedito una lettera a casa di tutte le famiglie per garantire “l’azzeramento della maggiorazione imposta dallo Stato di 30 centesimi al metro quadrato”, coperta dal Comune con 300mila euro recuperati da tagli e miglioramenti nella gestione del servizio. L’avvicendamento dalla Tia alla Tares dovrebbe essere “indolore – assicura il sindaco – la maggior parte delle famiglie pagherà qualche spicciolo in meno, mentre ci saranno rincari nelle abitazioni di grandi dimensioni abitate da single e per alcune attività produttive, ma si tratta di casi marginali”.

Anche il Comune di Savona propone un’agevolazione anche perché le bollette della nuova Tares hanno generato a cominciare da fine giugno le proteste di commercianti e artigiani, colpiti da punte di rincari anche del 266% rispetto alla Tarsu dell’anno scorso. “Abbiamo ripartito il costo del servizio – spiega l’assessore al Bilancio, Luca Martinoin modo da contenere entro il 25% i rincari per le utenze domestiche. Ma questo aveva fatto schizzare i costi per le utenze non domestiche”.

Ora il Comune – la delibera sarà esaminata dal Consiglio giovedì – ha rivolto 250 mila euro, una quota dell’avanzo di bilancio 2012, per circoscrivere gli incrementi per commercianti e artigiani al 70%. Se quello con gli aumenti della Tares è un passaggio obbligato per tutti i cittadini, molti dovranno vedersela anche con addizionali Irpef più care. È il caso di Milano, dove il prelievo, strutturato per scaglioni di reddito fino al 2012, potrebbe attestarsi quest’anno all’aliquota massima (0,8%) per tutti.

Anche a Napoli addizionale verso il massimo per tutti, mentre a Torino è già stata introdotta l’anno scorso. Per quanto riguarda l’Imu alcuni sindaci hanno già optato per il recupero di risorse mediante la leva del prelievo sulle seconde case: come a Genova, dove l’aliquota sulle case affittate a canone concordato passerà dallo 0,76% allo 0,95 per cento. A Trieste, invece, alle case sfitte si applica l’aliquota dell’1,06% anziché dell’1 per cento. Né resterà fuori dall’ondata dei rincari il trasporto pubblico locale: a Milano stanno pensando di portare dal 2014 il biglietto a 2 euro o di ritoccare gli abbonamenti, mentre a Bologna l’aumento da 1,20 euro a 1,30 scatterà già dal 1° agosto.


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