E’ possibile rateizzare le imposte ad assetto variabile; l’importo dovuto in dichiarazione, Unico 2013, per imposte e contributi come saldo 2012 e acconto 2013 può essere versato in un’unica tranche, ma anche rateizzato. Resta però il vincolo di portare a termine l’intero pagamento entro novembre dell’anno corrente.

Dopo la proroga accordata dal Dpcm 13/06/2013 che ha fissato all’8 luglio 2013 ovvero al 20 agosto 2013, con applicazione dell’incremento dello 0,40%, il versamento delle tasse stabilite in sede dichiarativa (Unico/Irap 2013) per i contribuenti soggetti agli studi di settore c’è bisogno di fare il punto della situazione, vista anche la scadenza imminente e i termini diversificati.

Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, la rateizzazione deve essere terminata  entro il mese di novembre ed è necessario calcolare gli interessi, nella misura dello 0,33% mensile (4% annuo), a cominciare dal termine per il versamento del saldo e della prima rata di acconto.


Va ricordato, in merito, che rimangono validi i termini diversificati per i versamenti a seconda che il soggetto sia interessato o meno dagli studi di settore; nel primo caso, il versamento delle imposte e dei contributi doveva avvenire entro l’8 luglio scorso ossia entro il prossimo 20 agosto con applicazione dello 0,40%; mentre per i secondi il versamento doveva essere realizzato entro lo scorso 17 giugno e, con la medesima maggiorazione, entro il 17 luglio 2013.

Per stabilire la quantità di rate con cui si rende possibile suddividere il debito tributario e contributivo è necessario, inoltre, selezionare il termine di pagamento della prima rata, corrispondente a quello disposto per il versamento dell’unica soluzione. Come scritto, anche i contributi previdenziali, Ivs e gestione separata, determinati in sede di dichiarazione dei redditi (Inps, circ. 7/06/2013 n.88), possono essere rateizzati come i debiti tributari derivanti dalla dichiarazione, rispettando le medesime scadenze e con applicazione della maggiorazione (0,40%).

Il contribuente, con riferimento all’Iva, può sempre differire il versamento del saldo 2012, e se presenta la dichiarazione in forma unificata lo può fare aggiungendo gli interessi nella misura dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 18 marzo 2013; dunque, il saldo Iva deve essere maggiorato dell’1,20% e può essere rateizzato per il numero individuato dal contribuente, aggiungendo uno 0,33% a titolo di interessi mensili sugli importi riferiti alle rate successive alla prima.

I contribuenti che liquidano trimestralmente l’Iva devono anche applicare gli interessi trimestrali (1%), con la conseguenza che prima applicano questi interessi e solo successivamente , su detto montante, applicano l’ulteriore maggiorazione dello 0,40%. Si rateizza anche la maggiore Iva per l’adeguamento agli studi di settore, mentre resta esclusa la maggiorazione del 3% (obbligatoria se la differenza tra i ricavi presunti da Gerico e quelli realizzati supera il 10%), e sono rateizzabili l’imposta sostitutiva per i nuovi minimi ( co. 1 e 2, art. 2, dl 98/2011), quella per i contribuenti che applicano il regime delle nuove iniziative produttive (art. 13, legge 388/2000) e quanto dovuto in applicazione della cedolare secca, dell’imposta sugli immobili e sulle attività all’estero e come contributo  di solidarietà (3% per i redditi superiori a 300 mila euro).

E’ opportuno sottolineare che in presenza  di compensazioni tra crediti e debiti, il contribuente  non deve applicare la maggiorazione (0,40%) per il differimento solamente in presenza compensazione  totale, mentre deve applicarla sulla differenza, in presenza di debiti  di ammontare superiore ai crediti (ministero dell’economia e delle finanze, nota 17/04/1998 n. 61366).

Infine in caso di rateazione nel modello di delega “F24” deve essere indicato il numero della rata  cui fa riferimento il versamento stesso e il numero complessivo delle rate, arrotondando al centesimo di euro l’importo di ogni singola rata.

 


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