Il Consiglio dei ministri ha presentato il decreto sull’occupazione per rilanciare il lavoro tra i giovani, la categoria più emarginata dal mondo produttivo dopo le riforme degli ultimi anni, in particolare anche dopo la contestata riforma Fornero, oggi per la prima volta modificata dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini e dal premier Enrico Letta.

Come previsto, si trovano nei 10 articoli del provvedimento “Misure urgenti per il rilancio dell’occupazione e in materia di IVA” diversi provvedimenti a costo zero, già annunciati nei giorni scorsi, i quali, però, sono stati integrati da misure invece del valore di oltre un miliardo di euro.

Innanzitutto, la prima scadenza è quella del Consiglio europeo di domani e venerdì, durante il quale verranno stanziati in via definitiva i fondi del programma della Youth guarantee, il piano europeo di sviluppo per l’occupazione giovanile che a partire dal 2014 dovrebbe rendere ancor più agevoli gli ingressi professionali delle giovani generazioni europee.


Assieme alla previsione per questo progetto comunitario, è possibile che nei prossimi mesi il pacchetto varato oggi venga ampliato di altri 3 miliardi di euro espunti dal cofinanziamento delle politiche di coesione dell’Unione europea in scadenza a fine anno.

Intanto, però, le misure varate dal Consiglio dei ministri saranno immediatamente operative all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Vediamo, dunque, cosa prevede il nuovo piano occupazione del governo Letta.

Dapprima, ecco le famose misure a costo zero: si tratta della riduzione degli intervalli tra un contratto a termine e il successivo, passati dai 60 attuati con la riforma Fornero ai 10 o 20 in riferimento alla lunghezza del contratto precedente. Quasi a costo zero anche gli incentivi alla formazione tecnica superiore destinati al Fondo per l’istruzione ad hoc, con 5 milioni di euro volti a favorire i corsi nell’anno 2014. Una misura che potrebbe andare di pari passo assieme ai 15 milioni stanziati a favore di tirocini curriculari rivolti a studenti universitari.

E veniamo al piatto forte del nuovo decreto lavoro varato dal governo: sono state messe a disposizione risorse per il datore di lavoro che assume a tempi pieno e indeterminato lavoratori sotto regime Aspi contributi pari al 50% dell’assegno mensile fino ai due terzi del periodo di sussidio pattuito.

In tema di sgravi fiscali, infine, largo a un piano di alleggerimento dei contributi per chi assume giovani nel Mezzogiorno a tempo indeterminato. In questo caso, il limite sono 650 euro al mese per i datori di lavoro. In generale, si prevedono sgravi per under 29 con famigliare a carico: si tratta di un monte risorse di 800 milioni di euro pari al 33% della retribuzione mensile lorda complessiva, per un periodo di 18 mesi.

Esclusivo, il testo del decreto lavoro entrato in Consiglio dei Ministri


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