Anche l’assegno famigliare è una delle voci su cui verte il nuovo Isee, l’indicatore di situazione economica equivalente, che ieri ha ricevuto l’ok dalle Regioni e dunque si appresta ufficialmente a entrare in vigore. Mancano ancora alcuni ritocchi in Commissione, ma ormai è solo questione di tempo: l’Isee, noto anche come il “riccometro” sta per dispiegare i suoi artigli sui contribuenti italiani. Ma è davvero tutto così nero?

Le voci di riferimento, come già accadde con il redditometro, sono tutt’altro che marginali nella quotidianità economica e fiscale, dal momento che il nuovo indice di povertà – e parimenti di accesso al sostegno statale – prenderà in esame tutte le entrate nell’orbita famigliare, dunque incluso l’assegno che molte famiglie cercano di ottenere in base alle tabelle rilasciate dal ministero negli ultimi giorni del mese di maggio.

Dunque, non ci sarà solo il 730 a fare fede nella certificazione Isee, ma anche l’incrocio con i dati dei conti correnti, al fine di smascherare eventuali furbetti che non dichiarano risparmi ma che in realtà hanno un quadro economico sopra la soglia di pericolo. Ogni genere di agevolazione, come le pensioni di invalidità, le borse di studio, i bonus asili nido, verranno passati ai raggi x per capire se veramente il contribuente necessiti del sostegno o se, invece, questo sia figlio di una condotta fiscale “allegra”.


A questo, infatti, servirà il nuovo riccometro: a scoprire l’effettivo stato patrimoniale delle famiglie italiane, stilando una vera e propria classifica per ogni Comune di riferimento, ricavandone medie e tendenze generali, per scoprire chi versa in condizioni di indigenza e chi, invece, può farcela da solo, sempre a parere dello strumento governativo. Anche proprietà e partecipazioni finanziarie, in Italia o all’estero, verranno scandagliate, per ottenere una panoramica più fedele possibile della situazione economica di ciascun nucleo famigliare italiano.

Non va ignorato, poi, come il governo abbia in programma per questa estate la rimodulazione complessiva del comparto fiscale immobiliare, uno scopo figlio del blocco all’Imu sulla prima casa per il mese di giugno e che, a questo proposito, potrebbe prendere spunto dal nuovo Isee, una volta che questo sarà entrato in vigore.

Un altro comparto che dovrebbe ricadere sotto gli effetti del nuovo riccometro, è certamente quello delle detrazioni famigliari, soft fino al secondo figlio e più corpose a partire dal terzo, come anche l’ultima legge di stabilità ha confermato. A questo proposito, si cercherà di privilegiare quelle famiglie veramente numerose, impedendo eventuali scorciatoie, come quelle dei conviventi che hanno due residenze diverse e ottengono il posto al nido per i figli poiché risultano a carico di uno dei due soltanto, che magari non percepisce ufficialmente reddito. Anche in questo modo, ottenere gli assegni famigliari, nei propositi del governo, dovrebbe essere molto più difficile per chi effettivamente non ne ha diritto: si valuterà, di norma, anche la situazione dell’altro genitore in caso di residenza diversa.

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2 COMMENTI

  1. certo se sei nero o rom hai diritto alle agevolazioni anche se il tuo c/C è bello pieno come già avvenuto…italiani spregievoli perchè non sanno più come campare e perchè magari hanno risparmiato qualche soldo per i tempi bui…

  2. Non escludo ci sia chi approfitta x avere agevolazioni x tasse universitarie o x rette asilo nido, ma qualcuno pensa davvero di risollevare l’Italia spiando chi ha un misero c/c o percepisce assegni familiari da fame? Ancora una volta a prevalere è lo strabismo della politica italiana

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