Sono serviti a qualcosa i 232 milioni di euro del Fondo una tantum stanziato dalla normativa Salva Italia (legge 214/2011). Sono all’incirca 25mila, infatti, le assunzioni di giovani under 29 e di donne finanziate tramite il Fondo, comprendendo la maggior parte conversioni di contratti a termine in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. E’ previsto, per le aziende che entro il 31 marzo 2013 hanno provveduto a consolidare i rapporti di lavoro a termine (come collaborazione coordinata, a progetto, o associazione in partecipazione), un incentivo di 12mila euro.

In riferimento, invece, all’estensione della base occupazionale per le assunzioni a tempo determinato, e rispetto alla media degli ultimi 12 mesi, ammonta a 3mila euro  la somma riconosciuta ai contratti con durata compresa tra i 12 ed i 18 mesi; a 4mila euro per quelli che vanno dai 18 ai 24 mesi; ed infine a 6mila euro per i contratti oltre i 24 mesi. Riguardo, ancora, ai rapporti occupazionali part-time a tempo indeterminato, l’incentivo viene commisurato all’orario lavorativo: l’importo è pari a 6mila euro per un part-time al 50%, e a 8.400 euro per un part-time al 70%.

Tutti gli importi impegnati saranno erogati direttamente dall’Inps in un’unica soluzione, trascorsi 6 mesi dalla conversione contrattuale o viceversa dall’assunzione dei lavoratori avviati tra il 17 ottobre 2012 e il 31 marzo 2013. L’Inps ha chiarito che le risorse conferite potranno essere usufruite sotto forma di conguaglio dei contributi previdenziali dovuti. Secondo gli esperti dell’Inps sarà dunque possibile pareggiare il credito legato all’incentivo con i debiti nei confronti dello stesso Istituto di previdenza. L’ipotetico credito residuale, poi, potrà essere compensato, stendendolo su un anno, tramite il modello F24, oppure potrà venire risarcito direttamente dall’Inps.


Si stima che la richiesta totale abbia raggiunto i 409,2 milioni di euro, su 44.054 domande complessive presentate per poter usufruire degli incentivi. A breve distanza dal decreto, pubblicato il 17 ottobre, del plafond di 232 milioni di euro stanziato non rimane più nulla. Nonostante il tempo previsto per la presentazione delle richieste arrivasse fino al 31 marzo, tutte le domande, una volta controllati i requisiti, hanno ricevuto il rispettivo accoglimento in base all’ordine cronologico di esibizione.

Come già anticipato, su un totale di 232 milioni utilizzabili, quasi la metà (50%) dei rapporti di lavoro avviati è rappresentata da conversioni e stabilizzazioni con contratti indeterminati a tempo pieno, per 146,3 milioni di euro, mentre circa il 40% è costituito da trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato però part-time, pari ad un ammontare globale di 75,2 milioni, con una media di 7.684 euro a richiesta. Per il passaggio dei rapporti di lavoro in forme contrattuali a tempo indeterminato, infine, l’utilizzo dell’incentivo è stato invece assai più limitato.


CONDIVIDI
Articolo precedenteRiforma pensioni: come coniugare la flessibilità con il piano esodati
Articolo successivoProroga Modello Unico 2013; l’Imu sostituisce l’Irpef

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here