L’agenda economica del Governo Letta si fa ogni giorno più intensa e dai ritmi sempre più serrati, basti pensare che questa settimana è in programma il decreto sulle semplificazioni, per la prossima il pacchetto per favorire e migliorare l’occupazione giovanile e in extremis, solamente a fine mese, si discuterà di una delle questioni più imminenti, l’aumento di un punto percentuale dell’Iva previsto per il 1° luglio su cui ancora non c’è accordo fra le varie parti politiche che dovranno compiere un vero e proprio miracolo.

In giornata Letta ed Alfano insieme a Franceschini, ministro dei rapporti con il Parlamento, avranno un incontro a Palazzo Chigi con i capigruppo della maggioranza di Camera e Senato per verificare le disponibilità. La riunione è stata preceduta, ieri sera, da un vertice tra gli stessi Letta e Alfano con Saccomanni, mentre tra qualche giorno il premier  e il ministro dell’Economia dovrebbero avere un primo contatto diretto con Silvio Berlusconi e gli altri leader della maggioranza per concordare il calendario ed i contenuti delle riforme e soprattutto dei provvedimenti che il governo ha pensato per far ripartire l’economia e scongiurare l’incremento delle tasse.

Se Pd e Pdl non arriveranno ad un accordo sarà compito del premier Letta sbrogliare l’ennesima matassa; intanto i dati sul prodotto interno lordo di ieri saranno stati anche scontati, come dice il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato, dichiarando per venerdì il decreto sulle semplificazioni. ma sono comunque peggiori di quelli fissati nei documenti ufficiali del governo. L’aggiornamento del Documento di economia e finanza ventilava per il 2013 una flessione del Pil dell’1,3%, mentre secondo l’Istat, ritenuti i dati del primo trimestre deludenti, per quest’anno si può già per acquisito un calo dell’1,6%.


Se è vero che la Ue considera pienamente l’effetto negativo della congiuntura sui conti pubblici, per il ministro dell’Economia Saccomanni non è certo una buona notizia; il bilancio pubblico, infatti, è già ai minimi termini ed un’ulteriore flessione delle entrate, possibile con il perdurare della crisi, lascerebbe veramente pochi spazi di margine per risolvere le questioni ancora in campo.

A Palazzo Chigi e a Via XX settembre hanno ben chiare le difficoltà della situazione, è anche per questo Letta e il ministro dell’Economia stanno spingendo perché i partiti scelgano e determinino le le priorità ” Saccomanni non ha ancora rinunciato all’idea di evitare l’aumento dell’Iva”, assicura Zanonato ma, dichiara il ministro, “bisogna ancora trovare le risorse”. Momentaneamente l’idea più vicina è quella di una proroga all‘aumento dell’Iva di 3 o 6 mesi, magari contestualmente ad una revisione delle aliquote per alcuni beni di consumo per circoscrivere il costo dell’operazione per la quale occorrerebbero, altrimenti, uno o due miliardi in base a se lo slittamento va in porto per il 1° ottobre o il 1° gennaio 2014.

Il rinvio assicurerebbe al governo almeno 3 mesi di tempo per trovare le risorse necessarie, e soprattutto avere un quadro più completo di tutte le esigenze finanziarie, considerando anche che dovrebbe essere sviluppata in parallelo la riforma dell’Imu. Se sarà questa linea a prevalere, la soluzione definitiva dei problemi Iva ed Imu sarà affidata alla legge di stabilità del 2014, al momento , tuttavia, la priorità dell’esecutivo è la realizzazione del pacchetto semplificazioni e subito dopo di quello a favore dell’occupazione giovanile.

Il primo provvedimento dovrebbe giungere con un decreto già questa settimana, recuperando le ultime misure di liberalizzazione e semplificazione varate dal Governo Monti, ma cadute con la fine della legislatura. Ci sono interventi a vantaggio delle imprese, come la certezza dei tempi per le autorizzazioni, la concentrazione delle scadenze amministrative e fiscali, attestati di regolarità contributiva più facili da ottenere, come le autorizzazioni di carattere ambientale, ma anche per le famiglie.

Il rilascio del titolo di studio anche in inglese, ad esempio, oppure lo stesso certificato per il cambio di residenza e la dichiarazione della tariffa rifiuti. Subito dopo sarà il turno del pacchetto lavoro, il governo avrebbe già messo da parte quasi 400 milioni per il credito di imposta sulle assunzioni, e messo a punto, le ipotesi per il cambiamento della legge Fornero sul part – time e delle norme che regolano l’accesso alla cassa integrazione straordinaria.

Letta vuole arrivare a Bruxelles per il Consiglio Ue del 27 – 28 giugno con il pacchetto lavoro già approvato, ed aver maggior forza nel chiedere alla Ue di mettere sul piatto le sue risorse per l’occupazione giovanile  e concedere maggiore flessibilità ai Paesi membri sull’utilizzo dei fondi strutturali.


CONDIVIDI
Articolo precedenteResponsabilità solidale, si va verso l’abolizione?
Articolo successivoRiforma condominio, 30 giorni per impugnare le delibere: come fare

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here