Il decreto sui pagamenti alle imprese, che sblocca i primi 40 miliardi per le pubbliche amministrazioni ancora insolventi nei confronti di prestatori d’opera o di servizi, è da ieri sera legge dello Stato. Decisivo il secondo passaggio alla Camera, dove il provvedimento è passato con un sì unanime a seguito degli emendamenti corposi inseriti al Senato, dove era stato approvato martedì.

“Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione,  per il riequilibrio finanziario degli enti  territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali”: questo il nome del decreto il cui esame è stato avviato dalla Commissione speciale nei giorni in cui il Paese si trovava senza governo e in attesa di eleggere il nuovo Capo dello Stato. Quindi, il provvedimento è  passato agli archivi come il decreto 35/2013, ed è stato completato da un pacchetto corposo di emendamenti volto a ridefinire il programma 2013 per le funzioni tributarie degli enti locali. Della somma, 800 milioni sono cofinanziati dalle istituzioni comunitarie. Già previsto, infine, per l’autunno l’inizio della fase due dei pagamenti, ancora scoperti per oltre il 50%. Tra le ultimissime modifiche, l’ok a un ordine del giorno del MoVimento 5 Stelle che aveva proposto di sospendere le cartelle esattoriali nei confronti di quelle imprese che vantano crediti con gli enti pubblici.

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Le cifre

Il decreto, come noto, sblocca i primi 40 miliardi a favore di aziende e realtà imprenditoriali in attesa di saldo da parte della pubblica amministrazione, a fronte di un debito complessivo stimato da Bankitalia in oltre 90 miliardi di euro. I termini per il saldo dei conti sospesi dalle pubbliche amministrazioni sono fissati a 30 giorni dall’approvazione del decreto in oggetto. Sul fronte delle compensazioni, sono 6,5 milioni i fondi destinati alla questo genere di coperture tra debiti fiscali o crediti; d’ora in avanti, per di più, verrà inclusa la data di emissione del pagamento tramite apposito portale elettronico.

Le scadenze

Il piano di pagamento dei debiti della pubblica amministrazione è in pieno svolgimento da diversi mesi, ma ora, con l’erogazione fissata a 30 – o 60 – giorni dall’approvazione, si entra nel vivo. Il 15 settembre finirà l’esame degli enti che abbiano avanzato richiesta di accesso al contributo.

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Le imprese

Finalmente, ha trovato spazio nel decreto sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione anche il Durc retrodatato, cioè a partire al momento in cui viene riconosciuta la legittimità al saldo. Anche le associazioni di categoria avranno un ruolo importante, potendo fungere da controllori sullo stato dei pagamenti e dei fondi erogati a fianco del Ministero dell’Economia.

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Gli enti locali, Imu e bilanci

A partire dal primo gennaio 2014, verrà istituita l’anagrafe della spesa, con la comunicazione degli stati di insolvenza entro il 30 aprile. ma le novità più importanti apportate nella discussione in Senato riguardano senza dubbio il duplice slittamento della presentazione dei bilanci di previsione da parte dei Comuni, che passano dal 30 giugno al 30 settembre, e del mandato di Equitalia prorogato a fine anno e inerente l’intero settore della riscossione.

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