Il 15 aprile è stata una bella giornata per gli operatori dal momento che l’Agenzia delle Entrate con un comunicato ufficiale ha reso nota la proroga dello spesometro anche se va detto che il fatto che non sia stata indicata una nuova scadenza rispetto al 30 aprile (termine precedente) qualche dubbio lo solleva.

In ogni caso l’ipotesi più plausibile è che la futura scadenza non sia troppo vicina, quindi che la proroga abbia una durata non breve aspettando che l’amministrazione finanziaria, come detto, approvi il nuovo modello di comunicazione “semplificato”. La data verrà decisa di comune accordo con le categorie e si pensa ad un rinvio che duri almeno fino a dopo l’estate.

Lo spesometro è un provvedimento figlio del Dl 78 del 2010, il 2 gennaio 2012 è scaduta la prima comunicazione per gli operatori commerciali che era inerente al periodo d’imposta 2010 per le operazioni sottoposte all’obbligo di fatturazione pari o superiore alla soglia di 25 mila euro al netto dell’Iva. Per il periodo d’imposta 2011 la soglia è stata diminuita a 3 mila euro per le operazioni soggette a obbligo di fatturazione e a 3.600 euro negli altri casi, verificati a partire dal 1° luglio scorso.

L’adempimento è scaduto entro il 30 aprile 2012, mentre entro il 30 aprile del 2013 avrebbe dovuto essere comunicata la lista delle operazioni consistenti ai fini Iva del 2012. Nella fattispecie, come decretato dal Dl n.16 del 2012, dovranno essere indicate tutte le operazioni tra operatori economici, business to business, ma non solo, come per il 2011, quelle pari o superiori ai 3.000 euro e quelle per le quali non è contemplato l’obbligo di emissione della fattura (business to consumer), in questa circostanza se maggiori del limite di 3.600 euro.

L’obbligo ricade su tutti i soggetti Iva compresi quello che adottano i regimi di contabilità semplificata, residuale o delle nuove iniziative, fanno eccezione i minimi che sono esclusi. Per questo adempimento, dunque, l’Agenzia provvederà a fissare una nuova calendarizzazione.

Le operazioni nelle quali il pagamento si verifica mediante carte di credito, di debito e prepagate emesse da intermediari soggetti agli obblighi di comunicazione all’anagrafe tributaria erano state escluse dal decreto sviluppo, Dl 70 del 2011, dall’iniziale assetto di obblighi. Con il successivo Dl 98 del 2011 gli operatori assumevano l’obbligo di comunicare un elenco degli acquisti che i loro clienti realizzano, usando le carte elettroniche, per importi non inferiori a 3.600 euro.

La scadenza originaria del 30 aprile 2012 è stata rinviata prima al 15 ottobre 2012 e poi al 31 gennaio 2013. Gli intermediari che hanno emesso le carte di credito, di debito e prepagate mediante cui sono fatti gli acquisti importanti devono inviare perciò all’anagrafe tributaria i dati anagrafici dell’acquirente, gli importi complessivi di ciascuna transazione, la data nella quale è stata realizzata e il codice fiscale dell’operatore commerciale presso il quale è avvenuto il pagamento elettronico.

 

 

 

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