Se l’Imu fa piangere i cittadini, tutt’altro si può dire delle casse statali che sorridono letteralmente per l’introito procurato dall’imposta sugli immobili; infatti sono 23,7 i miliardi che sono arrivati complessivamente all’erario. I contribuenti sono circa 26 milioni di cittadini e il gettito che hanno garantito è andato oltre le previsioni per il 2012, sono infatti 1,2 miliardi di euro in più quelli di cui lo Stato beneficerà dalla riscossione dell’Imu.

L’introito complessivo è da dividersi fra i 9,9 miliardi provenienti dagli acconti, mentre 13,8 miliardi derivano dal saldo; questi sono i dati ufficiali che sono stati pubblicati ieri dal sottosegretario al ministro dell’economia Vieri Ceriani che ha delineato così il primo bilancio sull’imposta municipale unica che è uno dei temi elettorali più caldi. 

Il gettito Imu derivante dalla tassazione della prima casa, ammonta a 4 miliardi di euro e ha coinvolto 17,8 milioni di contribuenti che hanno dovuto versare un importo medio di circa 225 euro, un versamento medio di 400 euro ha invece riguardato l’85% dei contribuenti, una percentuale che di fatto ha garantito oltre la metà del gettito totale proveniente dall’imposta. Coloro che hanno dovuto corrispondere un versamento medio di oltre 600 euro è “solo” il 6,8% dei contribuenti, e il loro contributo ha inciso solo per il 30% del totale.


Un ruolo importante è stato quello dei comuni che avevano la facoltà di esercitare una leva sulle aliquote, dall’analisi effettuata dal dipartimento sulle delibere notificate dai comuni emerge una grande variabilità di comportamenti. Il 66% dei Comuni ha scelto di non modificare l’aliquota Imu sull’abitazione principale, mentre il 6,4% ha deliberato riduzioni dell’aliquota di base. In totale, è di circa 600 milioni il gettito sull’abitazione principale proveniente dalle variazioni di aliquota decise dai Comuni.

3,4 miliardi, invece, rappresenta il dato netto del gettito Imu sulla prima casa derivante dall’aliquota standard applicata dai Comuni, da riscontrare che il 25% delle abitazioni principali risulta essere esente dall’Imu. I Comuni nei quali sono state fissate maggiorazioni specifiche sono cinque grandi città; Roma, Milano, Torino, Genova e Napoli. L’importo medio corrisposto in queste città va dai 917 euro di Roma, che è uno dei Comuni italiani con l’addizionale più alta, ai 585 euro di Napoli. 

6,3 miliardi è il gettito garantito per il 2012 dalle imprese, le persone fisiche che hanno versato l’Imu su altri fabbricati sono risultate pari a quasi 15,3 milioni ed hanno versato un importo medio di 736 euro.  I soggetti, invece, diversi dalle persone fisiche sono di poco superiori alla cifra di 700 mila e hanno contribuito con un importo medio di versamento pari a 9.313 euro. I versamenti al di sotto dei 1.800 euro sono imputabili quasi per la loro totalità alle persone fisiche, mentre nella classe superiore a 1.800 euro si inserisce nel 96,3% dei versamenti erogati dai soggetti che non sono una persona fisica.

Quindi 5,3 miliardi sono gli euro versati dalle persone fisiche ai quali si sommano i 6,3 quelli versati da altri soggetti; nel rendere noti questi dati il dipartimento ha voluto anche rispondere alle critiche fatte dall’Ue sulla progressività della nuova imposta ed ha anche sottolineato come la detrazione fissa di 200 euro dell’Imu, più alta di quella dell’Ici, fa si che l’Imu sia più progressiva di quest’ultima.


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