Investire in formazione, specialmente del personale, è sicuramente una politica lungimirante nel medio – lungo periodo, fin qui nulla di nuovo.

Fra le varie modalità operative che possono essere scelte dal futuro governo, ve ne è una di facile attuazione, che estende il particolare regime agevolato già previsto per la formazione negli Enti Pubblici, anche ai datori di lavoro privati.

Di cosa si tratta?


L’articolo 10 co. 1.20) del D.P.R. 633/1972 prevede l’esenzione da IVA per “le prestazioni educative dell’infanzia e della gioventù e quelle didattiche di ogni genere, anche per la formazione, l’aggiornamento, la riqualificazione e riconversione professionale, rese da istituti o scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni e da ONLUS, comprese le prestazioni relative all’alloggio, al vitto e alla fornitura di libri e materiali didattici, ancorché fornite da istituzioni, collegi o pensioni annessi, dipendenti o funzionalmente collegati, nonché le lezioni relative a materie scolastiche e universitarie impartite da insegnanti a titolo personale”. Successive risoluzioni ministeriali (73/98 – 77/2001 – 53e/2007 – 308/2008) e circolari ministeriali (tra cui la 150/1994) hanno chiarito che l’esenzione si applica solo ai corsi di formazione tenuti da organismi, istituti e scuole riconosciuti da pubbliche amministrazioni.

L’art 14 comma 10 della L. 537/1993 dispone “I versamenti eseguiti dagli enti pubblici per l’esecuzione di corsi di formazione, aggiornamento, riqualificazione e riconversione del personale costituiscono in ogni caso corrispettivi di prestazioni di servizi esenti dall’imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”. Le successive circolari (81/90 – 22/E/2008) e risoluzioni ministeriali (164/2000- 84 E/2003) hanno esplicitato come i corsi di formazione finanziati da pubbliche amministrazioni siano sempre esentati, purché siano organizzati da terzi soggetti.

In particolare, il corrispettivo pagato da un Ente pubblico per lo svolgimento di attività di formazione per i propri funzionari è sempre agevolato con l’esenzione IVA delle prestazioni di docenza effettuata da soggetti esterni. Per tali soggetti non è richiesta alcuna autorizzazione o riconoscimento di pubblica amministrazione, così come è indifferente il luogo ove è svolta la prestazione (corso di formazione). Pertanto, sono da considerarsi esenti, tanto i corsi di formazione svolti presso l’ente (formula “in house”), tanto la partecipazione del personale a eventi o corsi organizzati esternamente all’ente.

Certamente l’agevolazione viene meno quando l’organizzazione di corsi di formazione, sempre effettuata da pubbliche amministrazioni al proprio interno, prevede la partecipazione di soggetti esterni previo pagamento di un corrispettivo all’Ente pubblico organizzatore. L’amministrazione finanziaria ha evidenziato come, in questi ultimi casi, l’acquisizione di beni e servizi per l’organizzazione dei corsi non sia agevolata e conseguentemente gli acquisti di materiale didattico, cancelleria ed il costo delle docenze è sempre soggetto ad IVA. Si tenga comunque presente che il costo della docenza potrà non essere gravato da IVA, soltanto se è effettuato da enti o organismi indicati all’art 10 co. 1 20) D.P.R. 633/1972.

Tornando alla nostra proposta, nel caso di prestazioni didattiche o attività di formazione richieste da privati, imprese e società non esistono agevolazioni Iva, pertanto è necessario applicare l’imposta sulle prestazioni svolte dai docenti. Alla luce del forte bisogno di riqualificare le persone, in particolare per coloro che hanno perso il lavoro, e di investire nella formazione, potrebbe essere utile equiparare anche per il settore privato il trattamento previsto per il pubblico impiego e quindi prevedere l’esenzione oggettiva per tutte le attività didattiche e di formazione effettuate, indipendentemente dalla natura e qualifica del soggetto erogatore o del committente.

 


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1 COOMENTO

  1. Questo articolo dimostra completa impreparazione sull’argomento.
    Prima di fare affermazioni del genere dovrebbe leggere le legg iitaliane e comunitarie, nonche’ le risoluzioni agenzia entrate.
    Ha torto.
    Anche i privati possono essere iva esenti ex art 10 n.20/DPR 633
    Molti saluti

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