La legge di stabilità 2013 aveva introdotto una dilazione piuttosto vaga sul termine di autocertificazione della valutazione dei rischi che oggi, finalmente, viene stabilita con precisione dalla nota protocollare derubricata come la 32/2583 del 31 gennaio 2013. Con precisione, o quasi.

La legge 228/2012, cioè la norma di stabilità 2013-2015, conteneva nel suo maxiemendamento finale un ritocco al comma 5 dell’articolo 29  del decreto legislativo 81/2008, specificando che i datori di lavoro con personale entro i 10 dipendenti devono completare la procedura di valutazione dei rischi entro la fine del terzo mese in seguito all’entrata in vigore del relativo decreto interministeriale e comunque “non oltre il 30 giugno 2013”.

Insomma, un rimando continuo di date e provvedimenti, che ha il suo centro temporale nel 6 dicembre 2012, quando è uscito in Gazzetta Ufficiale il decreto sulle procedure standardizzate, dopo essere stato approvato il 30 novembre 2012.


Quella contenuta nella legge di stabilità non è altro che, insomma, una seconda proroga, successiva alla pubblicazione in Gazzetta del relativo decreto interministeriale, che va a modificare il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro.

Ciò detto, il testo del decreto approvato a fine novembre, avente valore di legge, non entrerà in vigore prima del 6 febbraio prossimo: una scansione che sancisce per il completamento della procedura entro il  31 maggio prossimo.

A confermare il mese di maggio come termine ultimo per la conclusione dell’iter sulla certificazione del rischio, era stato anche il direttore generale del Ministero del Lavoro Mastropietro, che ha ribadito quanto esposto nella nota diffusa proprio ieri.

Insomma, ora il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, benché indichi come termine non prorogabile il 30 giugno, non potrà escludere come deadline la data del 31 maggio che, a rigore di procedure di operatività delle norme introdotte, deve essere riconosciuto come il vero e improcrastinabile termine definitivo per lo svolgimento delle pratiche di autovalutazione dei rischi.

Si chiude così, con qualche piccola discrepanza tra i testi coinvolti nella modifica, una delle questioni più attese e ingarbugliate in seguito all’approvazione della legge di stabilità 2013.

Vai alla nota protocollare del Ministero del Lavoro


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