Dicembre è il mese in cui, di solito, si inizia a pensare ai regali di Natale. Ma quest’anno il cruccio dei portafogli italiani è un altro: da sabato, infatti, si è aperta ufficialmente la finestra per completare, da parte dei contribuenti italiani proprietari di una o più strutture domestiche, il saldo finale dell’Imu.

Temuto al pari di un flagello inevitabile, infatti, l’acconto definitivo dell’Imposta municipale unica rappresenta il colpo indubbiamente più duro, sia per l’ammontare della rata che per il periodo in cui ricade, che potrebbe portare a un calo record di consumi nel periodo prenatalizio rispetto agli scorsi anni.

Al di là delle congetture, però, quel che resta è che milioni di italiani devono necessariamente completare il pagamento. Ecco tutte le indicazioni su come adempiere a questo non proprio piacevolissimo obbligo fiscale.


La possibilità di completare il pagamento è duplice: da una parte, scegliendo per il “classico” modello F24 e, dall’altra, con l’apposito bollettino postale, ufficializzato dal decreto emanato dal tesoro lo scorso 23 novembre.

A livello di avvertenza, va ricordato che il codice tributo va distinto a seconda che il destinatario dell’imposta sia il Comune o lo Stato e, ancora prima, della natura dell’edificio, che si tratti di abitazione principale o adibita ad altro uso, ivi inclusi i terreni agricoli o fabbricabili.

Per compilare correttamente il modello di versamento Imu F24, dove, oltre alle proprie generalità, nella sezione Imu e altri tributi locali va indicato innanzitutto il codice catastale del Comune nel cui territorio l’immobile soggetto a pagamento è ubicato.

Quindi, non bisogna dimenticare di barrare la casella della voce “saldo”, e, nello spazio a fianco, va scritta la quantità di immobili soggetti all’imposta, annettendo le prime case alle relative adiacenze.

Si passa, poi, al codice tributo, che specifica l’imposta spettante al Comune riguardo la dimora principale del soggetto interessato al pagamento.

In seguito, arriviamo allo spazio dedicato alla rateazione, da riempire con il codice 0101 a indicare l’unicità dell’acconto.

Proseguendo, ci si imbatte nel campo “importi a debito versati”, dove, in riferimento alla prima casa bisogna inserire l’ammontare del saldo, risultato dell’importo annuale sulla base delle aliquote finali, meno l’acconto già pagato, in una o due rate a seconda del metodo prescelto.

Nelle righe sottostanti, non vanno dimenticati eventuali edifici differenti dall’abitazione principale, che vanno suddivisi per quota parte del Comune e, ancora sotto, per quanto spetta all’erario.

Così, dopo le ultime delibere dei Comuni, va aggiornata necessariamente la cifra da versare a livello locale per le seconde case, sottoposte all’eventuale crescita dell’aliquota.

Quindi, in riferimento alla parte rivolta allo Stato, la quota resterà immutata rispetto a quella già saldata, sempre stabile con aliquota allo 0,38%.

Infine, arriviamo alla sezione “detrazione” del modulo riferente all’abitazione principale da collegarsi al saldo, da dividere per due se si è scelto questo sistema di pagamento.

Scopri come scoprire quanto pagare nel saldo finale Imu


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3 COMMENTI

  1. Più che un commento una osservazione e domanda finale:
    a seguito della variazione in meno di aliquote c.d. ordinarie si può verificare che vi siano crediti verso il comune ( prima rata maggiore del totale )
    Si può indicare tale credito nella seconda colonna dell’ F/24 e versare algebricamente ?
    I programmi di calcolo e stampa presenti in internet, alcuni molto belli, non lo prevedono.
    Grato per un riscontro.

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