C’è tempo fino a lunedì 17 dicembre per completare il saldo dell’Imu 2012. Come noto, le possibilità di espletare questa antipatica scadenza sono principalmente due.

Da una parte, resta sempre in vigore l’opzione di pagare tramite modello di pagamento unificato F24, così come da usuale dichiarazione fiscale.

La novità delle ultime settimane, però, è quella che, per l’acconto conclusivo si potrà decidere di effettuare il pagamento anche tramite l’apposito bollettino postale.


La “seconda via” di pagamento agli uffici delle Poste italiane è stata ufficializzata lo scorso 23 novembre dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per mezzo di un decreto che ne ha chiarito finalità e corrette modalità di utilizzo.

Vediamo, dunque, com’è possibile “tradire” il canonico modello F24 usufruendo del bollettino postale dedicato all’abitazione principale, riempiendolo in maniera precisa senza errori o sbavature.

Innanzitutto le parti precompilate: in alto a sinistra troviamo il numero di conto corrente, identico per tutti i Comuni italiani, al pari dell’intestazione “pagamento Imu” sottostante.

Quindi, passando all’importo, dovremo scrivere, sia in cifre che in lettere, quello totale – comprensivo, cioè della quota destinata al Comune e di quella destinata allo Stato – e quindi sommando i singoli pagamenti effettuati.

Subito sotto, troviamo il campo “codice catastale”, dove dovremo inserire la “targa” catastale del Comune in cui l’immobile è stato costruito: in caso di più edifici in diverse località per cui versare l’imposta, dunque, sarà necessario compilare tanti bollettini quante sono le municipalità interessate.

Dopo aver inserito le generalità del proprietario dell’immobile che sta completando il versamento, passiamo alle caselle sottostanti dove va posta l’apposita croce sullo spazio inerente il saldo.

Quindi, si deve indicare il numero degli immobili per cui si intende versare l’Imu in quel dato Comune, incluse le pertinenze dell’abitazione principale che vengono considerate come unità immobiliari tout court.

Troviamo, poi, l’anno di riferimento, che va abbreviato con “12“, mentre nello spazio esteso seguente, bisogna riprendere l’esborso per ogni singolo edificio, diviso per tipo di immobile.

Infine, ricordiamo che abitazione principale e fabbricati rurali devono essere assoggettati alla dicitura “Comune”, mentre, per quanto riguarda le seconde case, si farà riferimento alla categoria “altri fabbricati“, con, naturalmente, relativo dimezzamento della quota Comune e della quota erario.

Leggi il decreto del Tesoro sul bollettino postale per pagare l’ultimo acconto Imu

Leggi come sapere in pochi secondi quanto pagare nel saldo finale

 


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