Il 15 e 16 novembre 2012 si sono tenute le elezioni del Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Ragusa e Modica in carica dall’1 gennaio 2013 al 31 dicembre 2016. Abbiamo chiesto al dott. Giovanni di Blasi, candidato della lista “Compatti e coesi per un futuro migliore”esclusa dalla competizione elettorale, alcuni chiarimenti sulle vicende che hanno colpito in questi ultimi giorni gli Ordini di Bari, Enna, Ragusa e Modica.

 

Il Ministro della Giustizia, Paola Severino, ha commissariato i Consigli degli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bari ed Enna fino all’insediamento dei nuovi Consigli e comunque fino al 1° gennaio 2013.  Quale è stato il motivo e che influenza ha avuto sulle elezioni del Consiglio Nazionale?


Il Presidente dell’Ordine di Bari e quello di Enna hanno rassegnato le dimissioni rispettivamente nel luglio e nel settembre di quest’anno. La scelta del commissariamento dei due Ordini è conseguenza dell’applicazione dell’art. 16 del d.lgs. n. 139 del 2005, il quale prevede lo scioglimento di diritto dell’Ordine in caso di dimissioni del Presidente, e dell’art. 17 dello stesso d.lgs., il quale attribuisce al Ministero della Giustizia il compito di disporre la nomina del commissario fino alle successive elezioni.

Il commissariamento disposto dal Ministero della Giustizia ha creato da subito forti incertezze sull’elezione del nuovo Consiglio Nazionale tenutasi il 15 ottobre 2012.

I numeri non tornavano: bisognava o no contare i voti degli ordini commissariati? Se per alcuni, i voti dei Consigli degli Ordini territoriali non andavano conteggiati, perché il Consiglio doveva ritenersi sciolto in caso di dimissioni del Presidente, per altri il mancato commissariamento dell’Ordine all’epoca delle elezioni rendeva validi i voti espressi.

Sulla questione è intervenuto il Capo del Dipartimento per gli Affari di Giustizia del Ministero il quale, in una lettera che accompagnava i decreti di commissariamento, ha, per un verso, ricordato al Presidente Nazionale dell’Ordine che alle dimissioni del Presidente dell’Ordine la legge fa conseguire lo scioglimento automatico del Consiglio  e per l’altro, ha evidenziato che il Consiglio Nazionale era obbligato dalla legge a comunicare le dimissioni dei due Presidenti. Il Consiglio Nazionale ha omesso, infatti, di comunicare al Ministero della Giustizia le dimissioni dei Presidenti dell’Ordine di Bari ed Enna, procurando una grave situazione di incertezza sulla validità delle elezioni del 15 ottobre ed impedendo al Ministero stesso di intervenire in una fase così delicata. Come ha ricordato lo stesso Ministero, l’art. 29, lettera e), del d.lgs. n. 139 obbliga il Consiglio Nazionale “a vigilare sul regolare funzionamento dei Consigli dell’Ordine”.

 

Il 12 novembre 2012 assieme ai candidati della Sua lista e ai candidati della lista collegata dei Ragionieri Commercialisti ha proposto reclamo al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili, per quale motivo?

Il 27 ottobre 2012 il Consiglio territoriale di Ragusa e Modica ha deciso di non ammettere le liste II e 2 presentate dai Dottori Commercialisti e dai Ragionieri Commercialisti, per essere, a suo dire, il numero dei candidati indicati inferiore a quello di legge.

Si è fatto scudo del parere del Consiglio Nazionale del 17 ottobre 2012 che, per dare risposta al quesito del Presidente del Consiglio di Ragusa e Modica, si pronunciava per l’illegittimità delle liste composte da un numero di candidati inferiore a 9 candidati più il Presidente per i Dottori Commercialisti e da 8 candidati più il Vicepresidente per quella dei Ragionieri Commercialisti, laddove le due liste da noi presentate si componevano rispettivamente di 8 candidati più il Presidente e di 7 più il Vicepresidente.

Noi abbiamo chiesto l’annullamento dei provvedimenti di esclusione delle liste perché non esiste nel nostro ordinamento alcuna norma che contempli la sanzione dell’esclusione dalla competizione elettorale nel caso di asserita indicazione di un candidato in meno. Non solo. L‘indicazione di un candidato in meno rispetto alle altre liste non è in grado di alterare né l’espressione di voto degli elettori, né il meccanismo del voto di lista, perché i numeri dei candidati delle liste elettorali debbono essere intesi come numeri massimi. Semmai l’indicazione di un candidato in meno riduceva le possibilità di voto, determinando uno svantaggio per la nostra lista e per quella dei Ragionieri Commercialisti. Il Consiglio Nazionale non si è ancora pronunciato, ma è forte la convinzione dell’illegittimità dei provvedimenti censurati.

 

Anche i candidati al Consiglio dell’Ordine di Roma hanno proposto reclamo al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, perché?

L’8 novembre 2012 il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili ha parzialmente accolto il reclamo presentato da una lista della componente Ragionieri Commercialisti, esclusa il 24 ottobre 2012 dal Consiglio territoriale di Roma, per mancanza del requisito dell’elettorato passivo in capo ad un candidato.

Il Consiglio Nazionale, pur confermando l’esclusione del candidato deliberata dal Consiglio territoriale per mancanza del requisito ex art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 139 del 2005, ha riammesso la lista dei Ragionieri alla competizione elettorale con un numero di candidati pari a quelli della lista dei Ragionieri Commercialisti collegata alla nostra ed esclusa. Il Consiglio Nazionale ha disposto non solo il rinvio dell’Assemblea elettorale al 20 e 21 dicembre 2012, ma ha anche annullato tutte le operazioni elettorali successive al 24 ottobre, incluse le votazioni per corrispondenza.

Si tratta di una situazione identica a quella dell’Ordine di Ragusa e Modica, ma trattata in maniera diversa. Nel caso di Roma il Consiglio Nazionale si è pronunciato per l’ammissione di una lista con 8 candidati, rinviando la data dell’Assemblea elettorale e annullando tutte le operazioni elettorali successive alla data dell’esclusione, nel caso di Ragusa, si pronuncia per l’esclusione. Una giustizia sbilanciata.

 

Carlotta Cannizzo


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