Nuovi parametri forensi ancora nell’occhio del ciclone. Il decreto ministeriale 20 luglio 2012 n. 140, impugnato già davanti al Tar Lazio dal Consiglio Nazionale Forense, rischia adesso di finire in Corte Costituzionale.

Il Giudice di pace di Sciacca, con l’ordinanza 2 novembre 2012, ha rimesso alla Consulta l’art. 1 della Legge 27/2012 e il decreto ministeriale collegato, “nella parte in cui dispongono l’applicazione retroattiva delle nuove tariffe professionali anche ai giudizi in corso ed all’attività già svolta ed esaurita prima dell’entrata in vigore”.

Ricordiamo infatti come la Corte di Cassazione, recentemente con sentenza 18920/2012, abbia confermato l’orientamento secondo cui la liquidazione dei compensi professionali degli avvocati si calcola con le vecchie tariffe se la prestazione professionale si è conclusa entro il 23 agosto 2012 (data di entrata in vigore del DM 20 luglio 2012 n.140). Per le prestazioni a cavallo tra il vecchio regime delle tariffe e quello dei nuovi parametri, compresi i gradi di giudizio non ancora chiusi, si applicano invece le tabelle parametrali pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale 195 del 22 agosto scorso.


Nell’ordinanza del giudice a quo si fa notare come il nuovo provvedimento, la cui ratio avrebbe dovuto essere la diminuzione del contenzioso, in realtà ne aumenta enormemente i costi, a spese della categoria forense preposta a tutela della salvaguardia dei diritti.

Fra i motivi di presunta illegittimità costituzionale dell’applicazione retroattiva dei nuovi parametri forensi, il Giudice di Pace di Sciacca richiama anche, come già fatto dal Tribunale di Cremona nell’ordinanza del 13 settembre 2012, la violazione dell’assetto comunitario, in relazione all’articolo 6 Cedu, all’articolo 5 comma IV e all’articolo 296 Trattato Ue, all’articolo 6 Trattato Ue e alla Carta dei Diritti dell’Unione firmata a Nizza nel 2000 pure richiamata dall’articolo 6 Trattato Ue.

Nell’ordinanza di rimessione viene infine anche sottolineata l’alterazione dell’equilibrio contrattuale posta in essere dell’articolo 9 della Legge 27/2012 e delle norme derivate e conseguenti recate dal Dm 2012 n. 140, che hanno imposto una drastica riduzione di compensi per prestazioni già compiute, creando una ingiustificata disparità di trattamento tra chi viene ricompensato in base alle vecchie tariffe e chi invece in base ai nuovi parametri.

Intanto venerdì scorso il Ministro Severino ha reso noto che il Governo sta lavorando ad una revisione del decreto parametri. Il guardasigilli, difendendo il provvedimento del Governo in materia di nuove norme sui compensi professionali, ha dichiarato: «Con il decreto parametri abbiamo abbandonato una logica di liquidazione giurisdizionale dei compensi e questo è un passaggio di grande apertura nel mondo delle professioni su cui non dobbiamo tornare indietro».


CONDIVIDI
Articolo precedenteCondominio, per gli amministratori novità dal ddl sui “senz’albo”
Articolo successivoConcorso scuola 2012: troppi iscritti e pochi spazi per fare il test

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here