Dopo essere stata approvata il 31 ottobre alla Camera la legge di riforma dell’ordinamento forense ora attende l’esame del Senato. La legge definisce la nuova modalità con cui si sostiene l’esame di Stato per iscriversi all’ albo degli avvocati, condizione obbligatoria come recita il comma 5 dell’articolo 33 della Costituzione.

La riforma, rispetto alla versione attuale della normativa, mantiene un’articolazione identica dell’esame di Stato che si divide in tre prove scritte ed una orale, le prove sono identiche non solo nel numero ma anche nella composizione e nelle richieste, la struttura resta dunque in tutto e per tutto la medesima.

Per quanto riguarda la correzione delle prove è prevista, proprio come ora, una commissione d’esame ubicata presso una diversa corte d’appello, mediante abbinamenti determinati dal Ministro della giustizia attraverso un sorteggio. Per quanto riguarda la prova orale, che si tiene nella medesima sede della prova scritta, la riforma punta ad aumentarne il tasso di difficoltà.


Attualmente l’orale si struttura in due tranche; nella prima il candidato discute di tematiche legate a cinque delle materie da lui scelte, nella seconda dibatte di elementi tematici pertinenti l’ordinamento e la deontologia forense. Con il comma 3 dell’articolo 46 del testo di riforma, invece, si prevede che l’aspirante avvocato debba dimostrare la conoscenza, oltre che della deontologia e dell’ordinamento forense, anche di 4 materie obbligatorie (diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale) e 2 materie a scelta.

Si amplia così notevolmente il ventaglio di quesiti possibili della prova orale, l’elenco delle materie disponibili è simile a quello attuale, di nuovo c’è solo l’aggiunta di ordinamento giudiziario e penitenziario. Sia nella prova attuale che in quella riformata non è prevista una prova di conoscenza della lingua straniera. Altre novità sono costituite inoltre dal voto numerico attribuito per ciascuna prova scritta, voto al quale sarà affiancata anche una motivazione, a tal proposito il comma 5 prescrive l’obbligo della commissione di annotare le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato.

Altro elemento nuovo è l’attribuzione al Ministro della Giustizia, su parere del CNF, del compito di regolamentare le modalità e le procedure di svolgimento dell’esame di Stato ma anche di valutazione delle prove. La valutazione dovrà rispettare i criteri previsti dall’art.1bis , D.L. 112/2003 (conv. Dalla L. 180/2003). Durante le prove si può essere in possesso dei soli testi di legge che devono essere privi di commenti e citazioni giurisprudenziali e affinché ciò sia rispettato i testi dei candidati verranno controllati nei giorni precedenti la prova e collocati previamente nella postazione del candidato.

E’ escluso d’altro canto che i candidati possano portare con sé o ricevere dall’ esterno testi o scritti, anche informatici, e ogni tipo di strumenti di comunicazione, la conseguenza sarà l’esclusione dall’ esame e la denuncia al Consiglio istruttore di disciplina. Sono previsti 3 anni di detenzione per chiunque faccia pervenire ai candidati all’ interno della sede d’esame i testi relativi alla prova proposta. Il candidato coinvolto non subirà il coinvolgimento dal punto di vista penale ma sarà denunciato al consiglio istruttore di disciplina.

Per la prova orale, ogni componente della commissione dispone di 10 punti di merito per ciascuna delle materie di esame; sono giudicati idonei i candidati che raggiungono un punteggio non inferiore a 30 punti per ogni materia. Ad oggi, invece, alla prova orale viene assegnata una votazione, compresa fra 5 e 50. Il candidato supera l’esame solo se nella prova orale consegue un punteggio totale di almeno 180 punti, e un punteggio non inferiore a 30 in almeno 5 materie su 6.

Il regime transitorio dettato dal legislatore della riforma prevede che per i primi due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, tutte le disposizioni sull’ esame di Stato, (es. prove d’esame, commissioni d’esame, poteri ispettivi) non troveranno applicazione. Conseguentemente, per tale periodo, sia in ambito di espletamento di prove scritte che di prove orali, oltre che in riferimento alle modalità di esame abilitazione, l’esame di abilitazione si svolgerà ancora in base alla disciplina attualmente vigente.


6 COMMENTI

  1. La riforma in oggetto è l ennesima dimostrazione di ingiustizia e contrarieta ad ogni regolamentazione che un paese civile dovrebbe avere.
    In fatto: al termine di un percorso di studi composto da 5 anni, -caratterizzato da costi di università, libri, mantenimento, affitti per i fuori sede- ci si immerge in un periodo di pratica della durata di 18 mesi, nei quali non si è retribuiti, pur offrendo un servizio giuridico e di segretariato che si si concretizza in vari “servigi” a titolo gratuito e spesso con orari improponibili, il tutto rigorosamente in nero senza nessun tipo di regolamentazione, contributi, assicurazione, malattia, ferie, orari prestabiliti.
    Successivamente, si affronta un esame, ove non sarà più contemplato l uso dei codici commentati con la giurisprudenza, che sono alla base di ogni atto o parere predisposto da un qualsiasi legale nella vita pratica, il quale sarà corretto da professionisti obbligati a recarsi a loro spese nella sede della corte d appello a loro assegnata ogni martedì per 6 mesi senza alcuna forma di retribuzione e sottraendo tempo allo studio. Si può intuire agevolmente lo spirito col quale il legale va a correggere gli elaborati. Al termine delle correzioni -che durano mesi- ci si sottopone ad un orale che vieni fissato a mesi, a volte anni, di distanza. Tale orale verterà, secondo la nuova riforma, su civile penale e le relative procedure, oltre alla deontologia, lasciando solo 2 materie a scelta..prima se ne sceglievano 4 più penale o civile e una procedura a scelta..
    Durante l esame, che comincia verso le ore 13, dopo un attesa di circa 5 ore, dovuta al tempo necessario ai controlli dei candidati, si rischia fino a 3 anni di carcere, in caso la commissione abbia il semplice sospetto di copiatura da parte dell abilitando.
    Altra novità divertente è l obbligo di frequentare i corsi di preparazione alla professione al fine di ottenere il nulla osta per fare l esame, nella specie o la scuola forense o la sspl, naturalmente a pagamento.

    Diventati legali, i pochi fortunati, sono oberati dai seguenti costi fissi: iscrizione all albo -1200 euro all anno anche se non si esercita-, cassa forense -varia in base al reddito, ma di norma sono svariate migliaia di euro l anno, pagabili in comode rate da 500 euro; i suddetti soldi (cassa di previdenza forense), al momento della pensione, vengono restituiti in base a quanto versato, in genere si varia dai 100 ai 200 euro al mese-, oltre naturalmente a fax, pec, affitto studio, bollette, easy nota, assicurazione obbligatoria, corsi di aggiornamento per crediti formativi obbligatori -annualmente-, corsi per le difese d ufficio -per i penalisti-, corsi per il gratuito patrocinio -soldi che li stato o nega o corrisponderà dopo anni in misura ridotta-, internet, costi dei sistemi informatici per i nuovi supporti per il processo telematico, convegni obbligatori..
    Tali costi sono fissi indipendentemente dagli introiti, che sempre più spesso scarseggiano.

    Consiglio finale agli aspiranti avvocati: se avete uno studio solido e avviato inseguite questo sogno, se siete soli com era il sottoscritto, abbandonatelo perché l Italia non è un paese nel quale i sogni si possono realizzare..quindi, avete una laurea in giurisprudenza, usatela per altro, aziende banche privati..
    Buona fortuna a tutti

  2. E’ una vergogna, un giovane esce dall’Università sudando l’agognata Laurea in Giurisprudenza e deve ancora sottostare a delle nefandezze imposte da una Legge arcaica del 1925 e tuttora in continua espansione in termini di forzature per scoraggiare un eventuale aspirante avvocato. A mio parere sarebbe opportuno che il giovane neo-laureato, dopo un breve tirocinio di sei mesi presso un ufficio di un Giudice di Tribunale, possa esercitare per ulteriori 18 mesi le mansioni di Giudice di Pace. In tal modo si toglie il vecchiume presente in tale settore e si avrà così più speditezza degli affari penali e/o civili con sentenze al passo con i tempi moderni, senza i copia e incolla di vecchie ed obsolete sentenze ricercate quà e là negli archivi ed adattate al caso trattato. Una mente giovane è sempre meglio di un Pappagone che per anni svolgeva tutt’altro lavoro. Al termine dei 18 mesi una apposita commissione composta da 3 magistrati valuterà l’aspirante Avvocato sulla base delle sentenze trattate e lo promuove. Lo Stato in tal modo risparmia in termini di lauti stipendi (non tassati) ed altre prebende che elargisce a pioggia ai vari Pappagoni sparsi nei vari Uffici dei Giudici di Pace, riconoscendo invece all’aspirante Avvocato il solo compenso previsto per Legge (525,00 euro) mensili + il buono pasto di euro 7,50.
    Adottando questo semplice e banale sistema, si aiuta la Giustizia nello smaltimento delle centinaia di cause pendenti (penali e civili), si risparmia in termini di risorse umane (Magistrati e personale di Cancelleria) che viene utilizzato ogni anno per mettere in moto la macchina da guerra degli esami di Stato, si evitano le sistematiche raccomandazioni che giungono da ogni parte(Politica,Chiesa,Magistrati dei piani alti,Avvocati di un certo livello, ed altro). Al termine di tale tirocinio usciranno degli Avvocati preparati in entrambi i settori (penali e civili), ma sopratutto motivati e pronti ad affrontare qualsiasi causa e non delle macchinette che sanno a memoria le regole Forensi e gli articoletti del codice. Tale problematica è stata da me prospettata a dei giovani neo-laureati ed è stata accolta con molto interesse e degna di considerazione.

  3. Si dice tanto, in questo periodo, di voler aiutare i giovani, di voler aprire le porte del mondo del lavoro, di voler creare nuovi posti di lavoro.
    Poi però scrivono e approvano riforme come questa, in cui emerge chiaramente che i ricchi hanno dichiarato guerra ai poveri.
    Studiamo per anni in un’università del tutto inadeguata, in cui ci sono esami del tutto superflui e in cui le sessioni di esame costringono a tenere lunghi i tempi per concludere il proprio percorso.
    Ti laurei, hai già 25/26 anni. Inizi il tirocinio e ne hai già 27/28.
    A questo punto, dopo la riforma, starai in studio 10 ore al giorno a lavorare per altre persone gratuitamente (nonostante gli avvocati -più che altri lavoratori -possano permettersi abbondantemente di pagare un collaboratore). In pratica è una schiavitù legalizzata. Perché non si ha scelta se si ha il sogno di fare quel lavoro lì. O accetti o salti dalla finestra.
    L’esame è già di per sé, allo stato attuale, molto difficile, la fortuna ha un ruolo incredibile, il merito non sempre è valorizzato. L’orale prevede lo studio di 6 materie, da sapere più che bene. Per prepararsi all’esame c’è dietro un lavoro che non si immagina.
    E in tutto questo, fanno una riforma (pro giovani, eh?) in cui lo scritto deve essere svolto senza codici commentati (assurdo) e l’orale con una materia in più (7) e con le materie più lunghe e difficili (sia penale sia civile, comprese le procedure), quando si sa benissimo che il civilista fa il civilista e il penalista fa il penalista. Non ha davvero senso. È chiaro ed è l’esempio più lampante che la casta si fa le leggi da sola per proteggere i propri interessi e quelli dei propri colleghi, a scapito della nuova generazione, più fresca e aggiornata, che fa tanta paura a questo punto. Uno sfruttamento senza pari, incredibile, da scriverti un libro stile 1984. I ricchi che fanno la guerra ai poveri. Ma dove siamo caduti? Che mondo orribile state spianando alle nuove generazioni. Non c’è più vergogna di nulla. Se questa riforma passa e sta passando, lo scandalo verrà alla luce e spero che la gente apra gli occhi su come siete caduti in basso. Se sento un’altra volta dire che vogliono aiutare i giovani…altro che grassa risata. Spianate la strada alla rivoluzione.

  4. Cara Redazione,
    non è assolutamente vero come scritto nel vostro articolo che lo scritto dell’esame dopo la riforma sarà identico all’attuale. La riforma proibisce ai candidati l’uso dei codici commentati con la giurisprudenza, il tutto traducendosi in una farsa! In quanto meno dell’1 per mille di loro supererà l’esame! Quando i Dominus nei loro studi per scrivere un qualunque atto si servono di una serie infinita di aiuti: internet, guide al diritto varie, codici commentati con giurisprudenza e dottrina, formulari, etc…etc…
    Ci sono troppi avvocati? Mettete il numero chiuso all’università. La selezione va fatta a monte non a valle di un percorso di studi, dopo anni e anni buttati sui libri e migliaia di euro spesi per libri e tasse universitarie. Ma riducendo le matricole universitarie col numero chiuso, si ridurrebbe anche la quantità di libri scritti dai vari “baroni” del diritto e pubblicate dalle innumerevoli case editrici specializzate in questa tipologia di pubblicazioni. (chiamasi interessi di Lobbies…)
    3 anni di reclusione a chi aiuta i candidati in aula? Ma stiamo scherzando?! Inserire una norma di carattere penale in un testo di riforma dell’ordinamento forense?! E che c’entra? Con che diritto?! 3 anni di reclusione a momenti non li danno nemmeno a chi stupra, rapina o uccide…
    Sull’art. 21 della riforma poi, preferisco, non dilungarmi troppo. Una norma che prevede la cancellazione dall’albo di chi è già avvocato in base ad oscuri e incostituzionali criteri (per lo più reddituali) è semplicemente una porcata giuridica, volta a tutelare gli interessi corporativi di una casta di avvocati vecchi e rincitrulliti che vogliono conservare ad ogni costo i loro anacronistici e feudali privilegi.
    Sembra di essere tornati ai tempi delle corporazioni delle arti e dei mestieri.
    Così si fanno gli interessi dei giovani o quelli delle lobbies?
    Cordialmente,
    Avv. Fabio Scarnati (Guido Alpa permettendo…)

  5. se un esame del genere lo dovessero sostenere coloro che sono già avvocati ci sarebbe da ridere davvero…la metà di loro almeno farebbe figure imbarazzanti…e si otterrebbe l’effetto di scremare un bel po’ senza scagliarsi sui giovani praticanti che nella maggior parte dei casi sono professionisti più preparati dei loro rispettivi dominus.

  6. Io metterei obbligatori anche Diritto Venusiano, Ordinamento del Sistema stellare Orione e l’evergreen Diritto dell’Ambiente.
    …a patto che debbano rifarlo come supplemento anche tutti coloro che sono già Avvocato, allora sì che sarebbe una riforma giusta che va nella chiara ed evidente direzione perseguita.

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