Prosegue, pur se non a ritmo sostenuto, il cammino della riforma forense. La versione approvata alla Camera ha portato al testo alcune modifiche importanti, che, se  non snaturano il testo, innestano novità di primo piano che riguardano tutti gli operatori del foro.

Partiamo dall’accesso alla professione per i nuovi entranti: linea dura sull’esame di abilitazione, che non potrà essere svolto con a fianco codici commentati. Inoltre, vengono rese obbligatorie per le prove orali il diritto penale e civile, sia sostanziale che processuale.

Insomma, si vogliono vedere i giovani “all’opera”, escludendo come criterio meritocratico il mero nozionismo. La strada è quella che si sta seguendo anche per altre riforme poste in essere dal governo, in primis il concorso scolastico. Resta, però, il nodo dell’esperienza: come dimostrare abilità e dimestichezza nel ruolo senza un valido bagaglio alle spalle?


Non si finisce mai d’imparare, poi, anche per i veterani della professione: la formazione continua per tutti gli avvocati resta un vincolo insormontabile. A definire le modalità di assolvimento, sarà il CNF in persona.

Sulla possibilità di esercizio in forma associata, in riferimento ai soci di capitale, la riforma forense esprime uno sbarramento definitivo, garantendo all’universo legale la riserva sulla consulenza. Stabilito, poi, il superamento del sistema dei crediti finalizzati alla formazione continua.

Nei termini di consulenza stragiudiziale, viene riservata piena autonomia al legale su assistenza, rappresentanza e tutela, a fronte di tutti gli istituti giurisdizionali.

Le uniche eccezioni in cui la consulenza e l’assistenza legale non saranno esclusivo appannaggio degli avvocati, ricadono nella casistica di competenze riconosciute in determinati settori normativi, così come introdotte anche per altre professioni nell’apposita riforma.

Viene concessa la possibilità di impegnarsi in rapporti lavorativi di tipo subordinato, o anche co.co.co, purché si tratti sempre di consulenza e assistenza legale stragiudiziale, le quali vengono comunque riservate, se messe in pratica in maniera continuativa, al solo settore forense.

Sul fronte delle specializzazioni, poi, sarà necessario svolgere specifici percorsi formativi di durata almeno biennale, o andrà dimostrata esperienza qualificante nel settore oggetto d’interesse.

Infine, un altro tema scottante è quello della pubblicità, oggetto, recentemente, anche di pronunciamenti da parte della stessa Cassazione. Nel testo approvato dalla Camera, viene specificato che è ritenuta lecita quella a scopo informativo, pur se non comparativa e divulgata secondo suggestioni proprie del linguaggio pubblicitario in senso ampio.

Vai al testo della riforma forense approvato alla Camera


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3 COMMENTI

  1. Mi correggo: sicuramente voi conoscete perfettamente il testo della riforma e, purtroppo, vi va bene così.

  2. Certo, “si vogliono vedere i giovani all’opera”, però ostruendo loro sempre di più la strada verso l’abiltazione. Leggete il testo della riforma prima di pubblicare articoli contenenti frasi che distorcono la realtà dei fatti.

  3. Potrei scrivere per 40 minuti su questo argomento,ma mi limiterò per contegno.
    Sono un praticante avvocato.
    Cari i miei signori avvocati dai 45 in su,lo so,lo so,ai vostri tempi fare l’avvocato era un sogno,lo è anche per me.
    Non sarà un esame più difficile a fermarmi,studierò fino a diventare cieco per abilitarmi.
    Voglio essere un avvocato,ho studiato per farlo,ho sognato farlo.
    In ogni settore esiste la concorrenza,evitando con questa riforma di fatto ad una moltitudine di giovani di fare ingresso nella professione,peggiorerete il servizio offerto,avvocati sempre più anziani e non al passo con i tempi,popoleranno le aule giudiziarie.
    Non puo essere un fattore positivo che in un settore prevalga una fascia di età su un altra,(la politica è la dimostrazione lampante).
    Naturalmente so bene quanto conta l’esperienza il mio dominus è un mitico anziano avvocato,Ma non prova astio verso i giovani che si approcciano al mondo forense,anzi riconosce il valore della collaborazione fra generazioni.
    CREARE UNA NUOVA CASTA,CON I FIGLI DEI FIGLI DEI FIGLI DEI FIGLI,renderà questo settore povero,è quel poco fascino residuo che ancora insiste sulla figura professionale dell’Avvocato scomparirà.

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