Il 20 ottobre scorso è entrato in vigore il decreto crescita, e fra le righe della sua relazione tecnica si nasconde una notizia piuttosto negativa; un nuovo rincaro delle cartelle esattoriali. Questa norma, in attesa di conversione, rischia di sanzionare quei cittadini, già moltissimi, che terminano nella rete di Equitalia e delle altre agenzie di riscossione; con il decreto, infatti, viene eliminata l’esenzione IVA per “l’attività di riscossione dei tributi effettuata da soggetti terzi per lo svolgimento del quale viene corrisposto un aggio”.

Questo comporta, in pratica, che la percentuale percepita da Equitalia e le altre agenzie come corrispettivo della propria attività, il 9% nel caso della società guidata da Attilio Befera, verrebbe aggiogato all’ imposta con un conseguente aumento per i contribuenti. Per rendere meglio il ragionamento, qualora una cartella esattoriale valga 1090 euro, Equitalia, in osservanza della sua quota, si prende 90 euro, somma esentasse, mentre con l’entrata in vigore del decreto, a questa “fetta” della cartella si va ad aggiungere anche il 21% di Iva, totalmente a spese del cittadino, costretto, così, ad erogare ulteriori 18 euro.

“Sulla base dei dati forniti da Equitalia – si legge nel testo della relazione tecnica – risulta un ammontare annuo di aggi, attualmente in esenzione di IVA, di circa 600 milioni di euro che la modifica normativa in esame assoggettata ad IVA, determinando un recupero di gettito di circa 80 milioni di euro, al netto dell’effetto negativo dovuto alla detraibilità degli acquisti”.


La relazione tecnica, oltre a questi, prevede, inoltre, anche 20 milioni provenienti da “altri soggetti terzi che svolgono attività di riscossione per conto degli enti territoriali”.

Dalla “tassa sulle multe” – che secondo quanto riportato da Italia Oggi potrebbe essere la traduzione normativa della richiesta fatta, ormai qualche mese fa, dalla Commissione di correggere la non conformità comunitaria dell’esenzione dell’Iva da parte delle agenzie di riscossione – il governo prevede quindi “un recupero di gettito di circa 100 milioni di euro su base annua”.


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3 COMMENTI

  1. […] Equitalia ha gli occhi puntati addosso, non solo quelli dei cittadini preoccupati delle tasse ma anche, se non soprattutto, di quelle corti tributarie, compresa però la Cassazione, pronte ad intervenire con le loro decisioni in suo sfavore qualora non segua in modo corretto le procedure di esazione. […]

  2. Il procedimento di selezione dei dati personali che possono essere resi conoscibili on line deve essere particolarmente accurato nei casi in cui tali informazioni siano di tipo sensibile o giudiziario o, in particolare, qualora riguardino dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale. Un quadro di garanzie particolarmente stringente protegge, infatti, i dati sensibili e giudiziari prevedendo espressamente che i soggetti pubblici possono trattare tali informazioni solo se in concreto indispensabili per svolgere le attività istituzionali che non possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati personali di natura diversa (art. 22 del Codice).

  3. Beh, almeno una volta ogni tanto si legge “il Governo” e non “lo Stato”, visto che questo ultimo è formato dai cittadini tutti…

    Una cosa che ancora non capisco però è il dover pagare tasse sui rifiuti quando sarebbero recuperabili in gran parte e adempierebbero da soli il detto pagamento… in USA fanno il pieno di gas solo portando spazzatrura, mentre qui si fa il pieno d nulla pagando cifre esorbitanti…

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