La notizia, almeno per gli avvocati ed il mondo forense, è di quelle bomba; la mediazione civile obbligatoria è stata ritenuta incostituzionale dalla Corte Costituzionale, la sentenza è recente, anzi recentissima, di poche ore fa, eppure le reazioni non sono tardate a venire, ma soprattutto è apparso subito evidente come il mondo dell’avvocatura si sia trovato diviso fra gioia e rabbia. La mediazione civile, infatti, vanta tanti sostenitori quanti detrattori, sono molte le associazioni contro la mediazione, l’Oua di De Tilla in testa, come sono altrettante quelle a favore, l’Apm presieduta dalla Morello, su tutte.

Secondo alcuni, questa decisione, che è stata presa in quanto la mediazione civile è stata ritenuta illegittima per eccesso di delega, è solo provvisoria e presto, nel giro di pochi mesi, verrà riproposta mediante un D.Lgs approntato per il caso specifico.  Secondo l’avvocato Simona Tosi, invece, la bocciatura della mediazione è semplicemente una mossa di carattere politico perché si stava rivelando efficace, e lo sostiene anche la Severino, ma inconveniente in quanto scomoda per la categoria degli avvocati.  La speranza della Tosi, e con lei di tutti i mediatori, è che ci sia appunto un nuovo intervento del legislatore, il più celere possibile,  per sanare il provvedimento di incostituzionalità e per far sì che venga ripristinata.

Per l’avv. Gianluca Tucci con questo provvedimento le norme ed i principi costituzionali ritrovano la loro giusta centralità perché in questo modo il cittadino non ha più l’obbligo di passare attraverso l’imbuto costoso e farraginoso della mediazione per ricorrere alla giustizia. A riprova di questo, l’avvocato Tucci, ricorre ad un esempio pratico; un accordo di mediazione che determina una usucapione non è trascrivibile, questo comporta la necessità di dover ricorrere al giudice, ma la cosa è naturale visto che l’usucapione non può che essere verificata mediante le prove testimoniali, documentali, cioè a mezzo di una autorità garante e terza e con sentenza giudiziale, quindi la mediazione sarebbe solo uno step superfluo, vista la necessità di passare in ogni caso davanti al giudice.


Meno ortodosso e morbido nelle sue dichiarazioni l’avvocato Franco Zuanni che parla di boiata colossale dai chiari intenti speculativi. Effettivamente sono molte le organizzazioni che si sono gettate a capofitto in questa pratica pensando ad un guadagno facile ed immediato, spesso questa fretta, questa approssimazione rischia di accompagnarsi pericolosamente ad una deprofessionalizzazione della professione, che poi è una delle obiezioni principali del partito di quanti sono contro la mediazione civile.

Questa decisione della Corte non ha scoraggiato la presidentessa dell’Apm, l’associazione pro – mediazione, Lorenza Morello “la pronuncia della Consulta relativa alla mediazione mi rincuora e mi stimola, per diversi motivi” ha affermato la Morello “in primis su tutti i punti sottoposti all’attenzione del Giudice delle leggi è stato bocciato il solo profilo legato all’ obbligatorietà, senza toccare gli altri aspetti che reggono l’istituto. In secundis, essendo la vera natura della mediazione la volontarietà, ed essendo venuta meno l’obbligatorietà oggi si apre un ciclo nuovo – afferma Morello -, uno stimolo per dimostrare a tutti quanto la mediazione sia “Lo strumento” per lo snellimento della giustizia, che è un punto cardine della nostra economia e della nostra società. Fondamentale resta altresì il ruolo delle istituzioni, e mi rivolgo in primis alla ministra Severino, per far sì che l’istituto venga conosciuto da tutti, in quanto la vera e sola pecca è che non si è ancora fatta una campagna di divulgazione seria di una forma stragiudiziale che sta dando, e darà sempre più, ottimi risultati” ha concluso la presidentessa.


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16 COMMENTI

  1. va bene, vediamo i fatti:
    dalla tabella della tariffa dell’ organismo di mediazione al quale ‘obtorto collo’ mi sono rivolto:
    da Euro 50.001 a Euro 250.000: Euro 1.000;
    da Euro 250.001 a Euro 500.000: Euro 2.000;
    da Euro 500.001 a Euro 2.500.000: Euro 3.800;

    valore accertato dall’organismo : circa 300 mila euro (se nel suo patrimonio familiare ci sono un paio di case e qualche terreno questo valore è facilmente raggiungibile).
    Se i condividenti sono 3 l’importo va moltiplicato per 3: 2000×3=6000.
    Le parti che hanno piena ed incondizionata fiducia nel proprio avvocato si fanno assistere da quest’ultimo anche nella fase di mediazione.
    Questa attività deve essere ovviamente retribuita.
    Spese di perizia valutativa: il mediatore è in grado di valutare e stimare il compendio dividendo e fare un progetto di divisione? oppure le parti dovrebbero fare una divisione “alla cieca” senza sapere i valori di quello che stanno effettivamente dividendo? diciamo che dovrebbe far nominare dei periti alle parti (altro costo )
    Ciò vale per tutte le parti, quindi altri costi che si moltiplicano.
    Infine, ciliegina sulla torta, se pure avessimo raggiunto l’accordo sulla divisione, il relativo verbale non sarebbe stato trascrivibile, in quanto le firme devono essere autenticate da un notaio.
    Ne ho interpellato personalmente diversi, i quali sostenendo che nel momento in cui autenticano le firme stanno assumendo la paternità di quello che c’è scritto sopra con la relativa responsabilità, pretendono (giustamente) un onorario adeguato anche alla stessa responsabilità.
    Qualcuno vorrebbe ancora sostenere che tutto questo è economico?e soprattutto che tutto questo è la panacea ai molti mali della giustizia civile?
    Non metto in discussione che la giustizia civile oggi in Italia sia un malato grave (spero non terminale).
    Ma bisognerebbe porsi la domanda: è veramente questa la strada che consente di risanare il sistema giustizia?
    In altri termini, la terapia giusta è quella di staccare la spina della macchina alla quale è collegato l’ammalato grave, o non sarebbe forse più sensato potenziare le risorse di quella macchina per migliorarne l’efficienza?
    Tutti noi stiamo assistendo al preoccupante fenomeno dell’escalation dei costi della giustizia.
    Un appello incidentale di valore indeterminato costa oggi 670 euro di contributo unificato (prima costava niente).
    Tradizionali esenzioni da contributo e spese (cause di lavoro, previdenziali, separazioni e divorzi) sono ormai solo un lontano ricordo.
    Ma ci chiediamo come mai a fronte dell’aumento delle tasse del servizio giustizia non corrisponde un aumento dell’efficienza dello stesso servizio?
    Il personale negli uffici, i giudici, sono sempre meno, di conseguenza i ruoli di quelli presenti sempre più carichi, ed il servizio sempre meno efficiente in termini di tempi e qualità.
    Insomma non capisco: aumentano i costi del servizio, però anzichè migliorare la qualità di quest’ultimo, si decide di obbligare il cittadino a percorrere percorsi alternativi e soprattutto a loro volta molto onerosi.
    A me non pare che questa sia la soluzione giusta.
    Non così almeno.

  2. LA MEDIAZIONE NON E’ ONEROSA.: parliamo di fatti e non di opinioni!
    1 caso: VALORE MOLTO ELEVATO
    La tabella delle tariffe allegate al DM 180/2010 (regolamento di attiazione della legge sulla mediazione (Dlgs 28/2010) prevedono un massimo di 9,200 euro per una contraversia del valore di 5 MILIONi di Euro (ed alcuni organismi hanno delle tabelle anche più basse). Inoltre, dice la legge, che se gli istanti o i chiamati sono un unico centro d interesse le spese di emdiaizone sono divisibili tra di loro.
    Allora facciamo un poco di conti (rispondendo ad Andrea).
    Se i suoi clienti hanno pagato 6000 euro avevano una proprietà indivisa di valore molto elevato (almeno tra i 2,5 Mil e i 5 Mil di euro: 9^ fascia della tabella); se erano più di uno (Andrea usa il plurale) potevano dividere la spesa tra di loro. Questo se la mediazione si è svolta con la presenza degli istanti e dei chiamati, perchè altrimenti, in caso di assenza delle parti chiamate, per legge la mediazione non può costare più di 120 euro circa.
    In ogni caso, se fossero andati direttamente in tribunale di contributo unificato ed altre spese avrebbero pagato circa 2000 euro (correggetemi se sbaglio).
    Quindi avrebbero pagato, con la mediazione 4000 euro circa in più. In verità, è molto probabile che durante il processo avrebbero dovuto affrontare le spese di una perizia valutativa che, considerato l’elevato (presumibile) valore della massa, sarebbe costata più o meno tanto.
    Un processo civile di divisione in un Tribunale di una grande città, durerebbe almeno 2 – 3 anni: forse nei conti andrebbe messo anche il costo “umano” dello stress di una causa così lunga e sicuramente il costo di un realizzo posticipato nel tempo.
    Purtroppo, non si è raggiunto un accordo. Poichè non sappiamo perchè, non possiamo far altro che dolercene ma se INVECE si fosse raggiunto quei soldi non sarebbero stati ben spesi?
    2^ caso: VALORE MEDIO
    Sempre in base alle tabelle ministeriali e per l’esperienza del nostro Organismo, il valore delle mediaizoni si aggira intorno alla 6^ fascia (da 50.000 a 250.000 euro) alla quale corrisponde un importo di spese di 1.000 euro (a fronte di un contributo unificato e spese di circa 700 euro).
    Se si tien conto che dei mille euro lo Stato rimborsa (sotto forma di credito di imposta) 250 euro se la mediazione non si chiude con un accordo e di 500 eruo nel caso più favorevole, la presunta onerosità del procedimento vien meno. Oltre alle altre considerazioni sulla lungaggine del processo e le altre appena svolte).
    Qualcuno vorrebbe ancora sostenere il cittadino è stato privato del suo diritto ad un’immediato processo. Quattro mesi (massimo) per svolgere la mediazione su tre anni di causa…non sembra un gran danno.
    Confrontiamoci sui fatti.
    L’Organismo di Mediazione AS-Connet (il Direttore Generale: Enzo Mauro)

  3. Come volevasi dimostrare !
    Il paese delle lobby ha mostrato nuovamente la sua faccia preistorica ed arcaica.
    Un paese che oramai sul baratro dell’inviluppo economico e civile esulta per l’esito della Consulta (costituita da Avvocati….giusto per cambiare !).
    Definisce “incostituzionale la mediazione obbligatoria” ?
    Invece è “costituzionale” avere giustizia dopo 10 anni e più……
    Si ricorda che la mediazione ……è una mediazione tra le parti e non una sentenza del giudice……le parti convocate, concordano assieme sul raggiungimento di un’obiettivo comune che interessa ad entrambi ….cosa che ovviamente ai Signori Avvocati sfugge volutamente !

    Mi sono sempre chiesto perchè avessimo la durata media dei processi pià alta al mondo……adesso che gli avvocato esultano capisco il motivo !

    Ringrazio gentilmente il sito “leggioggi” per lo spazio concesso !

    W la Mediazione e tutti i Mediatori !

  4. A proposito di manipolazione linguistica: mi hanno sempre appassionato i titoli dei giornali, che insieme alla necessità di sintesi indirizzano i lettori.
    Sarebbe carino (e corretto) anziché “mediazione incostituzionale” scrivere ” eccesso di delega sull’obbligatorietà incostituzionale” o, al limite, “obbligatorietà della mediazione incostituzionale.” Ma ognuno scrive per i propri lettori.

  5. Non so davvero come si possa, ancora, pensare che le mediazione obbligatoria fosse una soluzione ai problemi delle lungaggine dei processi!! Considerando, poi,i costi da dover sopportare per un esito assolutamente incerto ed, anzi, quasi sempre infruttuoso…
    (paragonate il costo ai contributi unificati corrispondenti e ne capirete l’assurdità )
    E ci sarebbe ancora da dire, aggiungo solo che se c’è un atteggiamento “politicizzato” non è certo quello della consulta, ma quello di chi ( sicuramente perchè mediatore o meglio responsabile di organismo) ancora spera nella obbligatorietà perchè, consapevole, della inutilità dell’istituto, sa che pochi o nessuno, pur avendone facoltà, sceglierebbero la mediazione.
    Per loro è chiaramente sfumato il guadagno facile: provate a leggere in sentenza le liquidazioni degli onorari per un avvocato alla fine di un giudizio durato anni, poi ditemi se è plausibile pagare migliaia di euro per un ora di chiacchierata…..

  6. La mia attività si svolge prevalentemente nelle Conservatorie ed è palese l’assurdità della mediazione obbligatoria.
    Chiunque tentasse di far dichiarare l’avvenuta usucapione di beni immobili trovava un ostacolo insormontabile nel caso in cui i soggetti fossero stati irreperibili, come spesso accade.
    Considerato, soprattutto, che varie sentenza hanno stabilito (ovviamente) l’intrascrivibilità della mediazione, devo dire che finalmente ci si è liberati di un obbrobrio giuridico. Costoso, tra l’altro.
    Una decisione, quella della Corte Costituzionale, obbligata, tenendo conto che in tutti gli altri Paesi d’Europa la mediazione è solo volontaria.

  7. per Responsabile di Organismo:
    da quando è consentito ai mediatori prestare consulenza legale? per quanto ne so è espressamente vietato perché contrario allo spirito stesso della mediazione
    per Alfonso:
    a me la causa che pende a lungo rende solo guai e non soldi, credimi.
    Questa idea diffusa del cliente come vacca da mungere non so dove sia nata ma non mi appartiene, come credo non appartenga a molti altri colleghi onesti.
    L’avvocato guadagna (giustamente) anche quando definisce una controversia in via stragiudiziale, con una buona transazione, senza passare dal Giudice.

  8. Ma se la mediazione é davvero efficace, che necessità c’é di averla obbligatoria?
    Gli organismi di mediazione e tutti coloro che ci credono sfruttino questo periodo di “disoccupazione” per diffondere il loro “credo” e, se possibile, radicare nella società civile la nuova idea di risoluzione amichevole delle controversie. Dimostrino coi fatti ciò che sino a questo momento la realtà ha inesorabilmente smentito, ossia che la mediazione può essere un’alternativa alla giustizia civile e non un inutile ulteriore balzello preliminare al processo.
    Non state lì a errare nelle “contromosse” del Governo ed in un d.l. “sanante”.
    La cultura (ed anche quella della mediazione, se di cultura si tratta) va diffusa, non imposta.

  9. secondo questi pochi commenti, la mediazione è inutile. da responsabile di organismo posso garantire che ho raggiunto i risultati attesi per poter esprimere piena soddisfazione per quanto il mio organismo e i miei mediatori hanno offerto ai clienti.
    orgoglioso di poter dire che, nel mio caso, sulle mediazioni presentate il 40% hanno visto la partecipazione anche della controparte con assoluta serenità e con una percentuale di accordo raggiunto pari al 100%. sarò stato bravo io o i mediatori? nulla di tutto ciò. sono state le parti a raggiungere la piena soddisfazione delle loro esigenze: risolvere il loro problema.
    fermo restando che la mia intenzione è quella di proseguire nel convincimento della bontà dell’istutituto anche in forma volontaria, vorrei ricordare a tutti coloro che hanno dovuto affrontare un giudizio, in particolare il semplice cittadino, hanno dovuto sborsare ben piu’ di quello che pagherebbero in mediazione e con tempi di attesa che mi rifiuto anche di pronunciare. e non solo. a volte, come nel mio caso, ho dovuto aspettare 10 anni per avere una sentenza (in mezzo solo 3 udienze) con il risultato chiaramente deludente del giudice.
    la mediazione, invece, non permette a nessuno di decidere per me … lo decido io e pure subito, evitando anche il rischio di perdere una causa anche se si ha ragione.
    tuttavia, rispetto coloro che non la vedono come me, soprattutto gli avvocati che personalmente ho sempre considerato attori partecipi ad un processo di diffuzione di una cultura innovativa, e di notevole sviluppo di un paese.
    particolare apprezzamento lo devo ai miei mediatori ai quali ho già detto che saranno artefici di un nuovo progetto ancor piu’ innovativo e interessante … quello di diventare consulenti in materia legale in maniera commerciale in modo da poter offrire opportunità al cittadino di decidere da solo le sue sorti e non affidare ad un giudice l’applicazione pura e semplice di una norma che a volte risulta anche sbagliata.
    un caro saluto a tutti della community ai pro e ai contro mediazione, ricordando in particolare ai contro che sono loro gli artefici delle nostre nuove iniziative.

  10. Cara Mariapia, ogni opinione è degna di rispetto ma almeno coerenza. Esempio: causa che pende, causa che rende. Io non sono Avvocato. Buona serata

  11. E’ bene sottolineare che la Corte Costituzionale ha diffuso un semplice comunicato. Solo tra una ventina di giorni darà seguito al dispositivo vero e proprio. E’ d’obbligo fornire le giuste informazioni e, pertanto, riporto alcune autorevoli precisazioni in merito: Leonardo D’Urso, co-fondatore e amministratore delegato di ADR Center, precisa che la “bocciatura è fondata su un vizio di forma (eccesso di delega) e non sull’art. 24 o violazione degli altri articoli della Costituzione. Occorre aspettare le motivazioni che potrebbero confermare che il tentativo di mediazione obbligatoria non impedisce l’accesso alla giustizia”; Il Prof. Luigi Viola commenta: ‘’non bisogna farsi prendere da facili allarmismi o entusiasmi (a seconda dei punti di vista); si devono attendere le motivazioni della pronuncia perché: 1) se questa ha pres o in esame il solo profilo dell’eccesso di delega ritenendolo assorbente, senza prendere posizione sulla compatibilità costituzionale con l’art. 24, allora la pronuncia è neutra, nel senso che si focalizza solo su un aspetto formale e non sostanziale; 2) se questa ha accolto la sola critica dell’eccesso di delega, rigettando le presunte censure sulla compatibilità costituzionale con l’art. 24, allora la pronuncia implicitamente conferma la bontà dell’istituto ed anche della sua obbligatorietà, così facendo emergere esclusivamente un vizio formale ed, anzi, rafforzandola nella sua sostanza. In entrambi i casi, l’obbligatorietà può essere ripristinata con un atto avente forza di legge e, addirittura nel secondo caso, di medesimo contenuto”. Avv. Luca Tantalo, esperto in mediazione civile, l’art. 136 della Costituzione sancisce che ”quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione“. Di conseguenza, la nota decisione sulla mediazione avrà effetto nel momento della pubblicazione in GU, non certo dal momento della diffusione di un comunicato stampa su Internet. http://www.youtube.com/watch?v=TcAKzZeuMwU&feature=share intervento video dell’Avv. Mario Tocci

  12. Con soddisfazione ho appreso della decisione della Consulta. Il mio era un caso di eredità e sapevo in partenza che avrei buttato diverse migliaia di euro, proprio come dice l’avv. Andrea e così ho atteso un anno, ora posso andare subito in giudizio. Non lo chiamerei un valido strumento nel mio caso se non perdita di tempo e denaro.

  13. Sono un avvocato ed anche mediatore e sono felice della sentenza della Corte Costituzionale. I miei complimenti all’oua ed all’avv. De Tilla che hanno correttamente individuato la via giudiziaria come rimedio ad una legge iniqua che portava solo aumento di costi ed tempi della già costosa e lunga strada che il cittadino si trova davanti quando chiede la tutela dei propri diritti. Non capisco i sostenitori della mediazione obbligatoria, evidentemente non conoscono la realtà dei fatti, sono pochissime le mediazioni, non solo che hanno esito positivo ma che vedono la partecipazione delle parti. Le banche e le assicurazioni se chiamate in mediazione non partecipano mai, ed il cittadino deve pagare le spese di una mediazione non partecipata che comunque costa sui 100 euro. Se poi invece viene partecipata una mediazione ad es. Avente ad oggetto una divisione ereditaria anche di modesto valore si dovranno pagare diverse migliaia di euro senza garanzia di risultato e in ogni caso si dovrà poi andare dal notaio a trasfondere in un atto pubblico l’accordo raggiunto, con ulteriori spese. Ho fatto diverse sessioni di mediazione e so quello che dico. Comunque, se questo strumento fosse veramente la meraviglia che dicono i suoi sostenitori , di che si preoccupano? Resta la mediazione facoltativa, e cittadini accorreranno a frotte mediatori. O no? Mariapia

  14. sei mila euro spesi per mediazione obbligatoria in materia di divisione ereditaria rivelatasi del tutto inutile come era prevedibile. Adesso chi restituisce i soldi spesi ai miei clienti?

  15. SONO IN LUTTO! Non ho parole. Impossibile esprimere commenti sull’abolizione di un Istituto che costituiva un valido strumento per uno sviluppo civile e sociale.

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