E’ partito il primo ricorso davanti al Tar contro i decreti delegati di revisione della geografia giudiziaria.

E’ stato depositato infatti ieri al Tar Sardegna il ricorso contro la soppressioni delle sezioni distaccate di La Maddalena e Olbia. 

Nel ricorso, si contesta, tra le altre cose, l’inserimento in sede di conversione del decreto legge n. 138 del 2011 avente ad oggetto la stabilità finanziaria, di una norma eterogenea per la quale non sussistono né potevano essere invocati i stessi requisiti di “necessità e urgenza” previsti dalla Costituzione. Inoltre, lamentano i ricorrenti, contenendo il provvedimento una delega legislativa, questa andava adottata per le vie ordinarie.


Nelle 72 pagine del ricorso, si legge infatti che “l’art. 72, co. 4, Cost., prevede inderogabilmente che la procedura di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata, tra gli altri, per i disegni di legge di delegazione legislativa. Il medesimo vincolo procedurale è previsto per i disegni di legge di conversione dall’art. 96 bis del regolamento della Camera dei Deputati e dall’art. 35 e 78 del Regolamento del Senato della Repubblica”.

Nella fattispecie – prosegue il ricorso – è quindi palese la violazione non solo dell’iter ordinario di produzione legislativa (sancito dagli artt. 70 e 72 co. 1 e 4), ma anche di quello previsto per la c.d. decretazione d’urgenza (art. 77 co. 2), perché non sussistono – per espressa dichiarazione del legislatore, che neppure li ha enunciati con clausola di mero stile! – ragioni di necessità ed urgenza a sostegno e supporto dell’introduzione, soltanto in sede di conversione, di una disposizione relativa alla riorganizzazione nella distribuzione degli uffici giudiziari, del tutto eterogenea rispetto al contenuto del decreto-legge convertito, anzi dichiaratamente (rectius, “confessoriamente”) legata ad altro decreto-legge (già oggetto di conversione con altra legge)”.

Leggi il ricorso integrale


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