Venerdì è stata approvata dalla Commissione Finanze la delega fiscale, domani sarà la volta della Camera, la riforma deve affrontare l’esame dell’assemblea prima di essere approvata dal Senato; i tempi dovranno essere rapidi dal momento che sul Parlamento viene fatta pressione da più parti affinché si approvi il disegno di legge. La stessa pressione, per altro, viene fatta per il via libera alle misure contro la corruzione che al momento stanno passando al vaglio del Senato.

Il Ddl, che la scorsa settimana è stato definito, incontrando non pochi dissensi, mediante gli emendamenti proposti dal ministro della Giustizia, Paola Severino; dovrebbe giungere in Senato dopo aver ricevuto l’avvallo delle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia. Il voto di fiducia, almeno sulla carta, dovrebbe essere escluso poiché sembra raggiunto l’accordo politico, dunque la minaccia del Governo di votare la fiducia dovrebbe solo rimanere tale come resta tale l’impellenza di far giungere al traguardo una riforma che ci chiede insistentemente anche l’Europa.

In Senato, nella giornata di oggi, c’è in calendario il dibattito sullo quote rosa negli organi regionali e locali e il rendiconto dello Stato, Ddl già approvati alla Camera, sempre alla Camera oggi arriverà il disegno di legge sugli esodati che ha l’obiettivo di porre rimedio alla condizione di quanti si sono trovati in una posizione ambigua dopo la riforma del sistema pensionistico. Il Ddl è stato licenziato giovedì scorso dalla commissione Lavoro, che ha proposto un testo unificato.


In Parlamento, intanto, aumenta il pacchetto di decreti legge; infatti al momento al vaglio c’è solo la riforma sanitaria, che è in commissione Affari sociali della Camera, ma presto arriveranno due decreti legge che hanno ricevuto l’ok dal Consiglio dei Ministri di giovedì scorso, ossia il decreto sviluppo bis, con misure su agenda digitale e start up innovative, e dell’altro decreto sul contenimento dei costi della politica delle Regioni. Si attende ancora, invece, un testo della riforma elettorale che tolga di mezzo definitivamente il cosiddetto “Porcellum”, le Camere, intanto, continuano a vagliare attentamente disegni di legge non meno importanti, è il caso della Comunitaria 2012 che la settimana scorsa è stata licenziata dalla Camera del Senato. Per quanto concerne la Comunitaria 2011, d’altro canto, non si hanno più notizie poiché è gravata dal fardello della norma sulla responsabilità dei magistrati.

 


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