Ormai le rovine della cultura italiana sono destinate ad aumentare sempre di più. Con pochi colpi di “accetta” qualsiasi governo riesce a fare danni irreparabili per lo sviluppo e la tutela del patrimonio culturale del nostro Paese.

L’ultima ferita è stata inferta dalla legge di conversione n. 135 del 7 agosto 2012 che, all’art. 1, comma 26-ter, stabilisce che … “a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2015 e’ sospesa la concessione dei contributi di cui agli articoli 35 e 37 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni.

Ecco pertanto, in via ufficiale, il disincentivo agli interventi di restauro da parte dei privati per i beni di loro proprietà. Viene da domandarsi, infatti, chi sarà quel pazzo destinato ad affrontare una spesa sempre più folle  per garantire la conservazione di un bene culturale, quando il Ministero – già in ritardo di anni con i pagamenti degli interventi finanziari –  è costretto a sospendere per i prossimi tre anni, non dico tanto la liquidazione dei contributi esistenti, ma persino l’ammissibilità a nuovi interventi (c.d. promessa di contributo).


Che dire? Passa ancora una volta l’idea che “di cultura si muore di fame”, ma obiettivamente dal sig. Monti, questo non ce lo aspettavamo…


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