Il Governo sembra intenzionato ad un’accelerazione decisiva per far approvare il disegno di legge anticorruzione fermo al Senato. Intervenuto ieri al Forum Ambrosetti di Cernobbio, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha sottolineato la fondamentale importanza di un giro di vite nella lotta alla corruzione: una legge in materia è “essenziale” all’Italia per tornare ad essere competitiva. Dello stesso tenore anche le dichiarazioni odierne rilasciate dal Ministro della giustizia Paola Severino ai microfoni di Sky Tg24: “Il binomio tra economia e giustizia è indissolubile: l’economia cresce se la giustizia funziona, e questa è la meta principale del Governo”.

Sul tema è intervenuto recentemente anche il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, parlando di un costo per il “Sistema Italia”, dovuto alla corruzione ed alle ad essa connesse mancate possibilità di crescita, di oltre 60 miliardi di euro annui.

Precedentemente, intervenuta anch’essa a Cernobbio, Severino aveva rafforzato il suo ragionamento citando le cifre contenute in uno studio della Banca Mondiale, per cui “la crescita del reddito potrebbe essere superiore del 2-4% con un’efficace lotta alla corruzione; dove la corruzione è più bassa, il settore delle imprese cresce fino al 3% annuo”. Inoltre “una maggiore inefficienza della giustizia civile è associata anche a una minore natalità delle imprese e soprattutto a una loro minore dimensione media”, caratteristica peculiare dell’Italia con la sua geografia economica costellata di piccole e microimprese. E ancora: “Una riduzione della durata delle procedure civili del 50% accrescerebbe le dimensioni medie delle imprese manifatturiere del 20%”.


Il tema della corruzione vede una forte spaccatura in seno alla maggioranza tripartita “ABC” che sostiene il Governo, tra il PdL da una parte, che vorrebbe vincolare la legge anticorruzione ad un parallelo intervento su disciplina delle intercettazioni e responsabilità civile dei giudici, e Pd ed UdC dall’altra, che invece sostengono (più fortemente il primo, meno i centristi) che si tratta di questioni non apparentate su cui si può procedere in un secondo momento.

In questa situazione, il Ministro Severino cerca di smarcarsi e “dribblare” gli ostacoli, rassicurando il PdL della disponibilità del Governo a ragionare in merito a tutte le questioni “senza tabù”, ma sottolineando al tempo stesso che “intanto bisogna vedere le fattibilità concrete. Abbiamo un provvedimento che è calendarizzato per martedì, che è già andato molto avanti e sul quale occorre confrontarsi ancora. Io sono disponibilissima”.

Nei giorni scorsi, il Presidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, era intervenuto sul tema intercettazioni: “Obiettivamente è uno scandalo che terzi ignari finiscano in intercettazioni con frasi che non hanno alcuna rilevanza penale e si trovino schiaffati sui giornali alla faccia della privacy di cui tanto si parla”.


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