I primi effetti del decreto “Semplifica Italia, convertito nella legge n. 35 del 4 aprile 2012, iniziano a farsi sentire. Le parole d’ordine, già introdotte in precedenza e rafforzate in ultimo dalla predetta legge, sono quelle dell’autocertificazione, delle acquisizioni d’ufficio da parte delle Pubbliche Amministrazioni per i dati già in possesso loro o di altre P.A. e dello scambio dei dati per via esclusivamente telematica. I risparmi per i cittadini, in termini di costi, tempo, disagi e code presso i vari uffici risparmiate, sono difficilmente calcolabili, ma importanti.

I dati parlano chiaro. I primi risultati del monitoraggio congiunto tra l’Anci, l’Andigel e l’Ufficio per la semplificazione amministrativa del Dipartimento della funzione pubblica, raccolti in un campione rappresentativo di 88 Comuni, fanno emergere che, nei primi quattro mesi del 2012, la riduzione dei certificati anagrafici emessi è pari al 54%. Si è così passati da una media di 0,53 certificati per abitante nel 2011 (1 ogni 2 anni) a una media di 0,25 certificati per abitante nel 2012 (1 ogni 4 anni). Più contenuta, ma pur sempre cospicua, la diminuzione dei certificati dello stato civile, in calo, sempre nello stesso periodo, del 37%: in questo caso, la media passa da 0,30 certificati per abitante nel 2011 (1 ogni 3 anni) a 0,19 certificati nel 2012 (1 ogni 5 anni).

Se si proiettano su base annua i dati finora raccolti, relativi come si diceva ai soli primi quattro mesi del 2012, è – secondo il Ministero della funzione pubblica – ragionevole stimare, entro fine anno, una diminuzione di almeno 24 milioni di certificati di anagrafe e di stato civile.


Dal 1° gennaio 2012, le certificazioni rilasciate dalla Pubblica Amministrazione valgono solo nei rapporti tra privati in quanto, nei rapporti dei privati con le P.A. ed i gestori di pubblici servizi, esse sono sempre sostituite dalle autocertificazioni. Le amministrazioni ed  gestori di pubblici esercizi che le richiedono o le accettano incorrono nelle sanzioni previste per la violazione dei doveri d’ufficio.

Al tempo stesso, le Pubbliche Amministrazioni ed i gestori di pubblici servizi devono, per legge, acquisire d’ufficio informazioni, documenti e dati già in possesso delle P.A. Ai cittadini possono essere richiesti solo l’autocertificazione o i dati indispensabili ad acquisire d’ufficio le informazioni. I nuovi certificati devono riportare la seguente frase: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica Amministrazione  o ai privati gestori di pubblici esercizi”. In caso contrario il certificato è nullo, e l’emissione di certificati privi di questa frase costituisce altresì violazione dei doveri d’ufficio.

Le Pubbliche Amministrazioni, per lo scambio di dati per via telematica, si devono attenere al Codice dell’amministrazione digitale, d.lgs. n. 82/2005, per mezzo di apposite convenzioni – aperte all’adesione di tutte le P.A. interessate – che regolano i modi di accesso ai dati da parte delle amministrazioni procedenti, senza oneri a loro carico. In attesa della stipula delle convenzioni, le P.A. titolari di banche dati accessibili per via telematica sono tenute a rispondere alle richieste di informazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 43 del Testo Unico sulla documentazione amministrativa.

La legge “Semplifica Italia” ha compreso, nell’obbligo per le P.A. e per i gestori di pubblici servizi di acquisire d’ufficio informazioni già in loro possesso, anche il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e le certificazioni antimafia, che non possono così più essere richieste alle imprese.

Dal 1° gennaio 2013 l’ondata di semplificazioni riguarderà anche i cittadini extracomunitari, cui non verranno più richiesti i certificati connessi alle leggi sull’immigrazione: permessi di soggiorno e ricongiungimenti familiari in primis. Anche in questo caso saranno le Pubbliche Amministrazioni a dover acquisire d’ufficio la documentazione prescritta.

Soddisfatto per i risultati finora conseguiti il Ministro della funzione pubblica, Patroni Griffi: “Un Paese con meno burocrazia è un Paese migliore e, dunque, siamo incoraggiati a fare di più con una nuova ondata di semplificazioni che arriverà subito dopo l’estate”. A fine settembre, in questa direzione, il Ministro farà anche il punto sullo stato di avanzamento del “Semplifica Italia”, mentre in previsione si prospettano interventi a favore delle imprese relativi alla dichiarazione unica ambientale per le Pmi ed allo Sportello unico per l’edilizia.

Fabio Giambi


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